INSTRUMENTUM LABORIS [Strumento di
lavoro]
ASSEMBLEA SPECIALE DEL SINODO DEI
VESCOVI PER LA REGIONE PANAMAZZONICA [*]
AMAZZONIA: NUOVI CAMMINI PER LA CHIESA
E PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE
Vaticano - 17 giugno 2019
[Estratto]
Introduzione
[*] Il territorio dell'Amazzonia
comprende parte di Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela,
Guyana, Suriname e Guyana francese in un'area di 7,8 milioni di kmq, nel cuore
del Sud America. Le foreste amazzoniche coprono circa 5,3 milioni di kmq, che
rappresentano il 40% della superficie globale delle foreste tropicali. Questo è
solo il 3,6% della superficie delle terre emerse della terra, che occupano
circa 149 milioni di chilometri quadrati, ovvero circa il 30% della superficie del
nostro pianeta. Il territorio amazzonico contiene una delle biosfere geologicamente più ricche e complesse del
pianeta. La sovrabbondanza naturale di acqua, calore e umidità fa sì che gli
ecosistemi dell'Amazzonia ospitino dal 10 al 15% circa della biodiversità terrestre
ed immagazzinino tra i 150 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio ogni
anno.
«Il Sinodo dei
Vescovi deve sempre più diventare uno strumento privilegiato di ascolto del
Popolo di Dio: «Dallo Spirito Santo per i Padri sinodali chiediamo,
innanzitutto, il dono dell’ascolto: ascolto di Dio, fino a sentire con Lui il
grido del Popolo; ascolto del Popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci
chiama»” (Costituzione
apostolica, La Comunione Episcopale, anno 2018, n. 6)
1.
Il 15 ottobre 2017, Papa Francesco ha annunciato la convocazione di un Sinodo
Speciale per l'Amazzonia, avviando un processo di ascolto sinodale che è
iniziato nella stessa Regione Amazzonica con la sua visita a Puerto Maldonado
(19/01/2018). L’Instrumentum Laboris è il frutto di questo lungo processo che
comprende la stesura del Documento preparatorio per il Sinodo del giugno 2018 e
un ampio sondaggio tra le comunità amazzoniche].
2.
La Chiesa ha di nuovo oggi l'opportunità di stare in ascolto in questa zona in
cui tanto è in gioco. Ascoltare implica riconoscere l'irruzione dell'Amazzonia
come nuovo soggetto. Questo nuovosoggetto, che non è stato sufficientemente
considerato nel contesto nazionale o mondiale né nella vita della Chiesa, è ora
un interlocutore privilegiato.
3.
Ma ascoltare non è facile. Da un lato, la sintesi delle risposte al
questionario da parte delle Conferenze Episcopali e delle comunità risulterà
sempre incompleta e insufficiente. Dall’altro, la tendenza ad omologare i
contenuti e le proposte richiede un processo di conversione ecologica e pastorale
per lasciarsi interrogare seriamente
dalle periferie geografiche ed esistenziali (cf. Esortazione apostolica La gioia del Vangelo, anno 2013, n. 20).
Questo
processo deve continuare durante e dopo il Sinodo come elemento centrale della
vita futura della Chiesa. L'Amazzonia chiede a gran voce una risposta concreta
e riconciliatrice.
4.
L'Instrumentum laboris si compone di tre parti: la prima, il vedere-ascoltare,
è intitolata La voce dell'Amazzonia e ha lo scopo di presentare la realtà del
territorio e dei suoi popoli. Nella seconda parte, Ecologia integrale: il grido
della terra e dei poveri, si raccoglie la problematica ecologica e pastorale, e
nella terza parte, Chiesa profetica in Amazzonia: sfide e speranze, la
problematica ecclesiologica e pastorale.
5.
In questo modo, l'ascolto dei popoli e della terra da parte di una Chiesa
chiamata ad essere sempre più sinodale, inizia entrando in contatto con la
realtà contrastante di un'Amazzonia piena di vita e di saggezza. Continua con
il grido provocato dalla deforestazione e dalla distruzione estrattivista che
esige una conversione ecologica integrale. E si conclude con l’incontro con le culture
che ispirano nuovi cammini, sfide e speranze di una Chiesa che vuole essere
samaritana e profetica attraverso la conversione pastorale. Seguendo la
proposta della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), il documento è
strutturato sulla base delle tre conversioni a cui Papa Francesco ci invita:
la
conversione pastorale a cui ci chiama attraverso l'Esortazione Apostolica Evangelii gaudium - La gioia del Vangelo (vedere-ascoltare);
la
conversione ecologica attraverso l'Enciclica che orienta il cammino (giudicare-agire); e la
conversione alla sinodalità ecclesiale attraverso la Costituzione Apostolica Episcopalis Communio - La Comunione episcopale
che struttura il camminare insieme (giudicare-agire). Tutto questo in un processo
dinamico di ascolto e discernimento dei nuovi cammini attraverso i quali la
Chiesa in Amazzonia annuncerà il Vangelo di Gesù Cristo nei prossimi anni.
PARTE I. LA VOCE DELL’AMAZZONIA
“È bene che adesso siate voi stessi ad
autodefinirvi e a mostrarci la vostra identità. Abbiamo bisogno di ascoltarvi”
(dal Discorso del Santo Padre Francesco in occasione dell’Incontro con i Popoli
dell’Amazzonia. Coliseo Madre de Dios (Puerto Maldonado), 19 gennaio 2018.)
6.
L'evangelizzazione in America Latina è stata un dono della Provvidenza che
chiama tutti alla salvezza in Cristo. Nonostante la colonizzazione militare,
politica e culturale, e al di là dell'avidità e dell'ambizione dei
colonizzatori, ci sono stati molti missionari che hanno dato la loro vita per trasmettere
il Vangelo. Il senso missionario ha ispirato non solo la formazione di comunità
cristiane, ma anche una legislazione come le Leggi delle Indie che proteggevano
la dignità degli indigeni contro i soprusi ai loro popoli e territori. Tali
abusi hanno causato ferite nelle comunità e offuscato il messaggio della Buona
Novella; spesso l'annuncio di Cristo è stato fatto in connivenza con i poteri che
sfruttavano le risorse e opprimevano le popolazioni.
7. Oggi la Chiesa ha
l'opportunità storica di differenziarsi nettamente dalle nuove potenze colonizzatrici
ascoltando i popoli amazzonici per poter esercitare in modo trasparente il suo
ruolo profetico. La crisi socio-ambientale apre nuove opportunità per
presentare Cristo in tutta la sua potenzialità liberatrice e umanizzante.
Questo primo capitolo è strutturato intorno a quattro concetti chiave
strettamente correlati: vita, territorio, tempo, dialogo, nei quali si incarna
la Chiesa dal volto amazzonico e missionario.
[…]
9.
Il bacino del Rio delle Amazzoni e le foreste tropicali che lo circondano
nutrono i suoli e regolano, attraverso il riciclo dell'umidità, i cicli
dell'acqua, dell'energia e del carbonio a livello planetario. Solo il Rio delle
Amazzoni getta ogni anno il 15% di acqua dolce totale del pianeta nell'Oceano
Atlantico. Ecco perché l'Amazzonia è
essenziale per la distribuzione delle piogge in altre regioni remote del Sud
America e contribuisce ai grandi movimenti dell'aria in tutto il pianeta. Nutre
anche la natura, la vita e le culture di migliaia di comunità indigene,
contadini, afro-discendenti, popolazioni che vivono sulle rive dei fiumi e
delle città. Ma va notato che, secondo esperti internazionali, l'Amazzonia è la
seconda area più vulnerabile del pianeta, dopo l'Artico, in relazione ai
cambiamenti climatici di origine antropica.
del
nostro pianeta. Il territorio amazzonico contiene una delle biosfere geologicamente più ricche e complesse del
pianeta. La sovrabbondanza naturale di acqua, calore e umidità fa sì che gli
ecosistemi dell'Amazzonia ospitino dal 10 al 15% circa della biodiversità terrestre
ed immagazzinino tra i 150 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio ogni
anno.
Un volto locale di dimensione
universale
110.
Una Chiesa dal volto amazzonico nelle sue molteplici sfumature cerca di essere
una Chiesa "in uscita" (cf. EG 20-23), che si lascia alle spalle una
tradizione coloniale monoculturale, clericale e impositiva e sa discernere e
assumere senza timori le diverse espressioni culturali dei popoli. Tale volto
ci avverte del rischio di "pronunciare una parola unica [o] proporre una
soluzione di valore universale" (cf. Lettera Apostolica Octogesima
Adveniens, Paolo VI, 1971, n.4; Esortazione apostolica La gioia del Vangelo n. 184). Certamente la complessa, plurale, conflittuale
e opaca realtà socio-culturale impedisce l'applicazione di "una dottrina
monolitica difesa da tutti senza sfumature" (Esortazione apostolica La
gioia del Vangelo, 40). L'universalità o cattolicità della Chiesa, quindi,
è arricchita dalla «bellezza di questo volto pluriforme» (Lettera Apostolica
Novo Millenio Ineunte, Giovanni Paolo II, 2001) dovuto alle diverse
manifestazioni delle Chiese particolari e delle loro culture, formando una
Chiesa poliedrica (cf. Esortazione apostolica La gioia del Vangelo, n.236).
Un volto di sfida dinanzi alle
ingiustizie
111.
Dare forma ad una Chiesa dal volto amazzonico ha una dimensione ecclesiale, sociale,
ecologica e pastorale, spesso conflittuale. Infatti, l'organizzazione politica
e giuridica non sempreha tenuto conto del volto culturale della giustizia dei
popoli e delle loro istituzioni. La Chiesa non è estranea a questa tensione. A
volte c'è la tendenza ad imporre una cultura estranea all'Amazzonia che ci
impedisce di comprendere i suoi popoli e di apprezzare le loro cosmovisioni.
112.
La realtà delle chiese locali ha bisogno di una Chiesa partecipativa, che si
renda presente nella vita sociale, politica, economica, culturale ed ecologica
dei suoi abitanti; di una Chiesa accogliente verso la diversità culturale,
sociale ed ecologica per poter servire senza discriminazione persone ogruppi;
di una Chiesa creativa, che possa accompagnare assieme al suo popolo la
costruzione di nuove risposte ai bisogni urgenti; e di una Chiesa armoniosa,
che promuova i valori della pace, della
misericordia e della
comunione.
[…]
119.
L'ascolto della voce dello Spirito nel grido dei popoli amazzonici e nel magistero
di Papa Francesco presuppone un processo di conversione pastorale e missionaria
(cf. EG 25). Per questo si suggerisce:
a)
Evitare l' omogeneizzazione culturale per riconoscere e promuovere il valore
delle culture amazzoniche.
b) Rifiutare
l'alleanza con la cultura dominante e il potere politico ed economico per
promuovere le culture e i diritti degli indigeni, dei poveri e del territorio.
c) Superare ogni
clericalismo per vivere la fraternità e il servizio come valori evangelici che animano
il rapporto tra l'autorità e i membri della comunità.
d) Superare
posizioni rigide che non tengono sufficientemente conto della vita concreta
delle persone e della realtà pastorale, per andare incontro alle reali
necessità dei popoli e delle culture indigene.
[…]
b) Ruolo dei laici:
1.
Le comunità indigene sono partecipative ed hanno un alto senso di
corresponsabilità. Per questo si chiede di valorizzare il protagonismo dei
laici e delle laiche cristiani e di riconoscere il loro spazio perché siano
soggetti della Chiesa in uscita.
2. Offrire cammini
di formazione integrale perché assumano il loro ruolo di animatori di comunità in
maniera credibile e corresponsabile.
3. Creare itinerari
formativi alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa focalizzati
sull’Amazzonia per i laici e le laiche che lavorano nei territori amazzonici,
in particolare negli ambiti della cittadinanza e della politica.
4. Aprire nuove
possibilità di processi sinodali, con la partecipazione di tutti i fedeli, in
vista dell'organizzazione della comunità cristiana per la trasmissione della
fede.
c) Ruolo della
donna:
1. In campo
ecclesiale, la presenza delle donne nelle comunità non è sempre valorizzata.
Viene chiesto il riconoscimento delle donne a partire dai loro carismi e
talenti. Esse chiedono di recuperare lo spazio dato da Gesù alle donne, “dove
tutti/tutte possiamo ritrovarci”.
2. Si propone
inoltre di garantire alle donne la loro leadership, nonché spazi sempre più
ampi e rilevanti nel campo della formazione: teologia, catechesi, liturgia e
scuole di fede e di politica.
3. Si chiede anche
che la voce delle donne sia ascoltata, che siano consultate e partecipino ai processi
decisionali, e che possano così contribuire con la loro sensibilità alla
sinodalità ecclesiale.
4. Che la Chiesa
accolga sempre più lo stile femminile di agire e di comprendere gli
avvenimenti.
[…]
Chiesa e potere
145.
Essere Chiesa in Amazzonia in modo realistico significa porre profeticamente il
problema del potere, perché in questa regione le persone non hanno la
possibilità di far valere i loro diritti contro le grandi imprese economiche e
le istituzioni politiche. Oggi, mettere in discussione il potere nella difesa
del territorio e dei diritti umani è mettere a rischio la propria vita, aprendo
un cammino di croce e martirio. Il numero di martiri in Amazzonia è allarmante (p. es.,
solo in Brasile, tra il 2003 e il 2017, 1.119 indigeni sono stati uccisi per aver
difeso i loro territori). La Chiesa non può rimanere indifferente a tutto
questo; al contrario, deve sostenere la protezione dei difensori dei diritti
umani e ricordare i suoi martiri, tra cui donne leader come Suor Dorothy Stang.