lunedì 16 settembre 2019

Provvidenziale


L'evangelizzazione in America Latina è stata un dono della Provvidenza che chiama tutti alla salvezza in Cristo. Nonostante la colonizzazione militare, politica e culturale, e al di là dell'avidità e dell'ambizione dei colonizzatori, ci sono stati molti missionari che hanno dato la loro vita per trasmettere il Vangelo. Il senso missionario ha ispirato non solo la formazione di comunità cristiane, ma anche una legislazione come le Leggi delle Indie che proteggevano la dignità degli indigeni contro i soprusi ai loro popoli e territori. Tali abusi hanno causato ferite nelle comunità e offuscato il messaggio della Buona Novella; spesso l'annuncio di Cristo è stato fatto in connivenza con i poteri che sfruttavano le risorse e opprimevano le popolazioni.

 [dallo Strumento di lavoro per l’Assemblea speciale del
Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica, che si svolgerà nell’ottobre 2019]


 L’evangelizzazione dell’America Latina si svolse in un contesto di genocidi dei nativi, delle popolazioni che gli europei cristianizzati trovarono invadendo il nuovo (per loro) continente. Successivamente l’assetto demografico di quelle terre venne profondamente influenzato dalle deportazioni schiavistiche dall’Africa, attuate dai medesimi europei cristianizzati. Tutta questa violenza fu determinante per l’affermazione del cristianesimo in America.
  Questa storia orrenda è sintetizzata nello Strumento di lavoro  per il Sinodo per l’Amazzonia in quel paragrafo che ho sopra citato. In questo contesto si scrive di evangelizzazione provvidenziale.  In qualche modo tutto questo rientrerebbe nella volontà del Cielo. In definitiva è un modo per sorvolare sul quel tremendo passato, per distanziarsene lasciandone il senso profondo al mistero che circonda ogni fatto religioso. E’ un passato in nessun modo razionalizzabile salvando la fedeltà alla storia e, insieme, quella alla fede come la immaginiamo. E’ un passato che, alla luce della fede, appare come  irrimediabilmente corrotto.
 Tocca noi italiani in quanto europei, non direttamente come nazione: la colonizzazione dell’America non fu diretta da noi, vi partecipammo più che altro come emigranti, spesso sfruttati tra gli sfruttati, in varie sue fasi, ma in particolare dall’Ottocento, quindi comunque molto tardivamente.
  Vi fu coinvolto direttamente il Papato, che ebbe voce in capitolo con alcune delle maggiori potenze stragiste.
 Noi italiani facemmo stragi in Africa, più tardi, e neanche noi, in fondo, abbiamo fatto veramente i conti con questo: anche quella nostra colonizzazione stragista fu presentata come una forma di evangelizzazione. Ma, rispetto agli europei  d'America discendenti degli antichi colonizzatori delle Americhe, non dobbiamo confrontarci col fatto di abitare in una terra fatta  nostra cercando di sterminarne i suoi precedenti occupanti.  
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli