L'evangelizzazione in America Latina è stata un dono della
Provvidenza che chiama tutti alla salvezza in Cristo. Nonostante la
colonizzazione militare, politica e culturale, e al di là dell'avidità e
dell'ambizione dei colonizzatori, ci sono stati molti missionari che hanno dato
la loro vita per trasmettere il Vangelo. Il senso missionario ha ispirato non
solo la formazione di comunità cristiane, ma anche una legislazione come le
Leggi delle Indie che proteggevano la dignità degli indigeni contro i soprusi ai
loro popoli e territori. Tali abusi hanno causato ferite nelle comunità e
offuscato il messaggio della Buona Novella; spesso l'annuncio di Cristo è stato
fatto in connivenza con i poteri che sfruttavano le risorse e opprimevano le
popolazioni.
[dallo Strumento
di lavoro per l’Assemblea speciale del
Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica, che si svolgerà nell’ottobre
2019]
L’evangelizzazione dell’America
Latina si svolse in un contesto di genocidi dei nativi, delle popolazioni che
gli europei cristianizzati trovarono invadendo il nuovo (per loro) continente.
Successivamente l’assetto demografico di quelle terre venne profondamente
influenzato dalle deportazioni schiavistiche dall’Africa, attuate dai medesimi
europei cristianizzati. Tutta questa violenza fu determinante per l’affermazione
del cristianesimo in America.
Questa storia orrenda è
sintetizzata nello Strumento di lavoro per il Sinodo per l’Amazzonia in quel
paragrafo che ho sopra citato. In questo contesto si scrive di evangelizzazione provvidenziale. In qualche modo tutto questo rientrerebbe
nella volontà del Cielo. In definitiva è un modo per sorvolare sul quel
tremendo passato, per distanziarsene lasciandone il senso profondo al mistero
che circonda ogni fatto religioso. E’ un passato in nessun modo razionalizzabile
salvando la fedeltà alla storia e, insieme, quella alla fede come la
immaginiamo. E’ un passato che, alla luce della fede, appare come irrimediabilmente corrotto.
Tocca noi italiani in quanto
europei, non direttamente come nazione: la colonizzazione dell’America non fu
diretta da noi, vi partecipammo più che altro come emigranti, spesso sfruttati tra gli sfruttati, in varie sue fasi, ma in
particolare dall’Ottocento, quindi comunque molto tardivamente.
Vi fu coinvolto direttamente il
Papato, che ebbe voce in capitolo con alcune delle maggiori potenze stragiste.
Noi italiani facemmo stragi in
Africa, più tardi, e neanche noi, in fondo, abbiamo fatto veramente i conti con
questo: anche quella nostra colonizzazione stragista fu presentata come una
forma di evangelizzazione. Ma, rispetto agli europei d'America discendenti degli antichi
colonizzatori delle Americhe, non dobbiamo confrontarci col fatto di abitare in una terra fatta nostra cercando di sterminarne i suoi precedenti occupanti.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro,
Valli