Il primo volantino dell'organizzazione di resistenti tedeschi La Rosa Bianca (1942-1943)
La Rosa bianca
Primo
volantino
Per un popolo civile non vi è nulla di più vergognoso che
lasciarsi” governare” , senza opporre resistenza, da una cricca di capi privi
di scrupoli e dominati da torbidi istinti. Non è forse vero che ogni tedesco
onesto prova vergogna per il suo governo? E chi di noi prevede l’onta che verrà
su di noi e sui nostri figli, quando un giorno cadrà il velo dai nostri occhi e
verranno alla luce i crimini più orrendi, che superano infinitamente ogni
misura?
Se il popolo tedesco è
già così profondamente corrotto e decaduto nel più profondo della sua essenza,
da rinunciare senza una minima reazione, con una fiducia sconsiderata in una
legittimità discutibile della storia, al bene supremo dell’uomo che lo eleva al
di sopra di ogni creatura, cioè la libera volontà, ovverosia la libertà che ha
l’uomo di influenzare il corso della storia e di subordinarlo alle proprie
decisioni razionali; se i tedeschi sono già così privi di ogni individualità,
se sono diventati una massa vile e ottusa, allora sì che meritano la rovina.
Goethe definisce i tedeschi un popolo tragico come gli ebrei e i greci, ma oggi
questo popolo sembra che sia piuttosto un gregge di adepti, superficiali, privi
di volontà, succhiati fino al midollo, privi della loro essenza umana, e
disposti a lasciarsi spingere nel baratro.
Così sembra, ma non lo è. Ogni individuo è stato chiuso in una prigione spirituale mediante una violenza lenta, ingannatrice e sistematica; e soltanto quando si è trovato ridotto in catene, si è accorto della propria sventura.
Soltanto pochi hanno compreso la rovina incombente, ed essi hanno pagato con la morte i loro eroici ammonimenti.
Così sembra, ma non lo è. Ogni individuo è stato chiuso in una prigione spirituale mediante una violenza lenta, ingannatrice e sistematica; e soltanto quando si è trovato ridotto in catene, si è accorto della propria sventura.
Soltanto pochi hanno compreso la rovina incombente, ed essi hanno pagato con la morte i loro eroici ammonimenti.
Si parlerà ancora del
destino toccato a queste persone. Se ognuno aspetta che sia l’altro a dare
l’avvio all’opposizione, i messaggeri della Nemesi vendicatrice si
avvicineranno sempre di più; e allora anche l’ultima vittima sarà stata gettata
senza scopo nelle fauci dell’insaziabile demone. Perciò ogni singolo, cosciente
della propria responsabilità come membro della cultura cristiana ed
occidentale, deve coscientemente difendersi con ogni sua forza, opporsi in
quest’ultima ora al flagello dell’umanità, al fascismo e ad ogni sistema simile
di stato assoluto.
Fate resistenza passiva, resistenza ovunque vi troviate; impedite che questa atea macchina di guerra continui a funzionare, prima che le altre città siano diventate un cumulo di macerie come Colonia, e prima che gli altri giovani tedeschi abbiano dato il loro sangue per ogni dove a causa dell’orgoglio smisurato di un criminale. Non dimenticate che ogni popolo merita il governo che tollera!
Fate resistenza passiva, resistenza ovunque vi troviate; impedite che questa atea macchina di guerra continui a funzionare, prima che le altre città siano diventate un cumulo di macerie come Colonia, e prima che gli altri giovani tedeschi abbiano dato il loro sangue per ogni dove a causa dell’orgoglio smisurato di un criminale. Non dimenticate che ogni popolo merita il governo che tollera!
Da La
legislazione di Licurgo e Solone di Friedrich Schiller:
La legislazione di Licurgo è un modello di politica e psicologia in
relazione al fine che si propone. Egli voleva uno stato potente, fondato su se
stesso ed indistruttibile; forza politica e durata erano gli obiettivi a cui
egli mirava, e questo fine lo ha raggiunto nel grado che era possibile nelle
sue condizioni. Ma quando si raffronti lo scopo che si proponeva Licurgo agli
scopi dell’umanità, una profonda disapprovazione deve subentrare all’
ammirazione che ci ha avvinti ad un primo superficiale sguardo. Ogni cosa deve
essere sacrificata al bene dello stato, il quale non è mai in se stesso un
fine, ma è importante solo come una condizione attraverso la quale può essere
raggiunto il fine dell’umanità, che non è altro che l’espressione di tutte le
risorse dell’uomo, il progresso. Se un ordinamento statale ostacola lo sviluppo
di tutte quelle risorse che si trovano nell’uomo, se esso impedisce lo sviluppo
dello spirito, esso è deprecabile e dannoso, per quanto possa essere elaborato
e perfezionato nella sua forma. La sua stessa durata diventa più un motivo di
rimprovero che di successo ; esso è solo un prolungamento del danno; infatti
più dura nel tempo, più danni comporta.
…Il merito politico e l’ attitudine alla politica vennero sviluppati a scapito di tutti i sentimenti morali. A Sparta non esisteva né l’amore coniugale, né l’amore materno, né l’amore filiale, né l’amicizia. Esistevano soltanto dei cittadini e delle virtù civiche.
Una legge di stato imponeva agli spartani di essere disumani verso i loro schiavi; in queste infelici vittime delle guerre veniva insultata e maltrattata l’umanità. Nello stesso codice giuridico spartano veniva insegnato il principio pericoloso di considerare gli uomini come mezzo e non come fine. In tal modo i fondamenti dei diritti essenziali della legge naturale e della morale venivano legalmente infranti.
…Quanto più bello fu l’esempio dato dal rude guerriero Caio Marcio nel suo accampamento davanti a Roma, allorquando sacrificò la vendetta e la vittoria perche egli non poteva vedere scorrere le lacrime della madre!
…Lo stato (di Licurgo) poteva sopravvivere ad una sola condizione, se cioè lo spirito del popolo si fosse estinto; avrebbe potuto quindi durare solo se esso avesse mancato al più alto e unico scopo dello stato.
…Il merito politico e l’ attitudine alla politica vennero sviluppati a scapito di tutti i sentimenti morali. A Sparta non esisteva né l’amore coniugale, né l’amore materno, né l’amore filiale, né l’amicizia. Esistevano soltanto dei cittadini e delle virtù civiche.
Una legge di stato imponeva agli spartani di essere disumani verso i loro schiavi; in queste infelici vittime delle guerre veniva insultata e maltrattata l’umanità. Nello stesso codice giuridico spartano veniva insegnato il principio pericoloso di considerare gli uomini come mezzo e non come fine. In tal modo i fondamenti dei diritti essenziali della legge naturale e della morale venivano legalmente infranti.
…Quanto più bello fu l’esempio dato dal rude guerriero Caio Marcio nel suo accampamento davanti a Roma, allorquando sacrificò la vendetta e la vittoria perche egli non poteva vedere scorrere le lacrime della madre!
…Lo stato (di Licurgo) poteva sopravvivere ad una sola condizione, se cioè lo spirito del popolo si fosse estinto; avrebbe potuto quindi durare solo se esso avesse mancato al più alto e unico scopo dello stato.
Da Il risveglio di Epimenide di Goethe
Atto secondo, scena quarta
Genî
Quello che audacemente è uscito dall’abisso,
può per un ferreo destino
soggiogare metà della sfera terrestre,
ma nondimeno nell’abisso deve tornare.
Già minaccia un terribile timore :
egli invano cercherà di resistere !
E tutti coloro che a lui sono legati
dovranno perire con lui.
Quello che audacemente è uscito dall’abisso,
può per un ferreo destino
soggiogare metà della sfera terrestre,
ma nondimeno nell’abisso deve tornare.
Già minaccia un terribile timore :
egli invano cercherà di resistere !
E tutti coloro che a lui sono legati
dovranno perire con lui.
La speranza
Ora incontro i miei valorosi seguaci,
che si radunano nella notte ,
per tacere , non per dormire;
e la bella parola “Libertà”
viene bisbigliata e sussurrata,
fino a che con insolita novità
sui gradini dei nostri templi
grideremo ancora con nuovo entusiasmo :
“Libertà! Libertà! ”