Strada facendo
Nell’incontro di ieri
sera del gruppo parrocchiale di AC abbiamo meditato sul tema della strada. L’Assistente
ecclesiastico ci ha spiegato i sensi religiosi dell’andata del Maestro a
Gerusalemme e del ritorno degli apostoli in Galilea dopo la Resurrezione.
Abbiamo cantato Strada facendo di Claudio Baglioni e Gesù per le strade.
Quel muoversi per e da Gerusalemme, andata e ritorno, in cui l’andata fu
densa di insegnamenti, non ci si manifesta come una via di perfezionamento
interiore, ma propriamente un andare
verso un compito da svolgere, sia
nell’andata che nel ritorno. Tutto sommato, alle origini si sarebbe stati più
al sicuro in Galilea, intorno al suo bel lago. Perché andare a morire a Gerusalemme? Ci viene spiegato
che è così che si salva il mondo.
Salvare… Per salvare
una sola persona a volte non bastano molte altre persone che le vogliono bene,
come sanno i genitori, e la salvezza di tutti e per sempre ci dovrebbe venire
da un uomo solo? Non si capisce come possa avvenire. È convinzione che va
contro l’esperienza comune. Infatti non è così che funziona, in genere, il
mondo. Parliamo di realtà soprannaturale. Nulla è impossibile in questa
prospettiva.
Qual è il nostro
compito oggi? Possiamo collaborare alla salvezza del mondo? Forse, se fossimo
stati ai tempi in cui si svolsero i fatti evangelici, saremmo stati del partito
di quelli che volevano rimanere in Galilea, negli ambienti ritenuti più sicuri
perché meglio conosciuti, lì dove si era in famiglia e si era cresciuti da piccoli.
Ci fu, dopo che
tutto fu compiuto, il ritorno da quelle parti. Ma non fu una fuga nel proprio particolare: da lì si
ripartì per viaggi che coinvolsero, nei due millenni della nostra storia
religiosa, tutto il mondo. Vi abbiamo portato la salvezza che è la sostanza
della promessa di fede? Che cosa è stato il nostro pellegrinare? Ora che tutto
il mondo ci conosce, è migliorato? Siamo ancora impegnati nel lavoro di portare
alla gente la salvezza promessa dalla nostra fede? O, in fondo, disperiamo di
poterci riuscire e preferiamo di lavorare su scala minore, ad esempio nelle
prospettive di famiglie, di parrocchia, di quartiere? Insomma limitandoci alla nostra Galilea.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli

