martedì 6 marzo 2018

Il fascismo come risposta al desiderio di ordine e di difesa autarchica contro le complicazioni della vita contemporanea. Il parere di Pietro Scoppola

Da: Pietro Scoppola, La democrazia dei cristiani. Il cattolicesimo politico nell'Italia unita. Intervista a cura di Giuseppe Tognon, Laterza, 2005

Domanda: Perché tanta preoccupazione [di Alcide De Gasperi] per i fascisti?
Risponde P. Scoppola: Perché non va dimenticato che il fascismo sconfitto non era scomparso. E che una precisa norma costituzionale metteva i fascisti fuori legge. L'idea che con la Liberazione il fascismo si fosse volatilizzato è un'idea molto ingenua, perché viceversa il fascismo permaneva nella mentalità, nella cultura, nell'esperienza di vita del ceto medio italiano e anche in grandi aree popolari del paese. E rimane, io credo, ancora fino ad oggi, almeno come desiderio inespresso di ordine e di difesa autarchica contro le complicazioni della vita contemporanea.
[...]
Domanda: De Gasperi a letto alla luce di chi lo ha preceduto o di chi è venuto dopo di lui? Perché sta al centro della scena politica del 20° secolo?
Risponde P. Scoppola: [...] Il 20° secolo è dominato dallo scontro fra due ideologie e i due totalitarismi, il fascista e il nazista da un lato e il comunista, nelle sue varie forme, dall'altro. La democrazia ha fatto le spese di questo scontro, dal quale De Gasperi è riuscito a salvaguardare la rinascente democrazia italiana.
  De Gasperi ha contribuito in maniera decisiva alla saldatura tra la Chiesa italiana e la democrazia; ha posto solida premesse politiche per la ricostruzione e poi per lo sviluppo economico e sociale de paese; ha collocato la ricostruzione della democrazia italiana in un contesto internazionale; ha posto le premesse e ha compiuto i primi passi sulla via della costruzione di un'Europa unita.
  E poi ancora sul piano dello stile umano politico: ha offerto l'esempio di una totale dedizione e di un  assoluto disinteresse nel'esercizio del potere; ha offerto agli italiani, dopo l'ubriacatura retorica di venti anni di fascismo e di Mussolini in particolare, l'esempio di un parlare moralmente appassionato, ma sobrio e severo.
  Non subito e non tutti gli italiani lo hanno capito. Ho vivo il ricordo di un suo comizio per le elezioni del '53; un distinto signore lasciando piazza del Popolo, dove De Gasperi aveva parlato, commentava così: "Almeno quello ti faceva accapponare la pelle"; l'allusione nostalgica era naturalmente a Mussolini!.