Sintesi
dei temi politici dell’enciclica Laudato
si’ - 1 -
Inizio con questo intervento a elaborare una
sintesi dei temi politici contenuti nell’enciclica di papa Francesco Laudato si’, del 2015. Ne potete trovare
il testo integrale sul WEB a questo indirizzo:
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html
L’idea dell’intera umanità come una sola
famiglia appare come inderogabile principio della dottrina sociale. E’
contenuta infatti, tra l’altro, in una Costituzione dogmatica, la Luce per le
genti - Lumen gentium del Concilio Vaticano 2° (1962-1965):
«L'unico popolo di Dio è
universale
13. Tutti gli uomini
sono chiamati a formare il popolo di Dio. Perciò questo popolo, pur restando
uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si
adempia l'intenzione della volontà di Dio, il quale in principio creò la natura
umana una e volle infine radunare insieme i suoi figli dispersi (cfr. Gv
11,52). A questo scopo Dio mandò il Figlio suo, al quale conferì il dominio di
tutte le cose (cfr. Eb 1,2), perché fosse maestro, re e sacerdote di tutti,
capo del nuovo e universale popolo dei figli di Dio. Per questo infine Dio
mandò lo Spirito del Figlio suo, Signore e vivificatore, il quale per tutta la
Chiesa e per tutti e singoli i credenti è principio di associazione e di unità,
nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del
pane e nelle preghiere (cfr. At 2,42).
In tutte quindi le nazioni della terra è
radicato un solo popolo di Dio, poiché di mezzo a tutte le stirpi egli prende i
cittadini del suo regno non terreno ma celeste. E infatti tutti i fedeli sparsi
per il mondo sono in comunione con gli altri nello Spirito Santo, e così « chi
sta in Roma sa che gli Indi sono sue membra ». Siccome dunque il regno di
Cristo non è di questo mondo (cfr. Gv 18,36), la Chiesa, cioè il popolo di Dio,
introducendo questo regno nulla sottrae al bene temporale di qualsiasi popolo,
ma al contrario favorisce e accoglie tutte le ricchezze, le risorse e le forme
di vita dei popoli in ciò che esse hanno di buono e accogliendole le purifica,
le consolida ed eleva. Essa si ricorda infatti di dover far opera di raccolta
con quel Re, al quale sono state date in eredità le genti (cfr. Sal 2,8), e
nella cui città queste portano i loro doni e offerte (cfr. Sal 71 (72),10; Is
60,4-7). Questo carattere di universalità, che adorna e distingue il popolo di
Dio è dono dello stesso Signore, e con esso la Chiesa cattolica efficacemente e
senza soste tende a ricapitolare tutta l'umanità, con tutti i suoi beni, in
Cristo capo, nell'unità dello Spirito di lui.
In virtù di questa cattolicità, le singole
parti portano i propri doni alle altre parti e a tutta la Chiesa, in modo che
il tutto e le singole parti si accrescono per uno scambio mutuo universale e
per uno sforzo comune verso la pienezza nell'unità. Ne consegue che il popolo
di Dio non solo si raccoglie da diversi popoli, ma nel suo stesso interno si
compone di funzioni diverse. Poiché fra i suoi membri c'è diversità sia per
ufficio, essendo alcuni impegnati nel sacro ministero per il bene dei loro
fratelli, sia per la condizione e modo di vita, dato che molti nello stato
religioso, tendendo alla santità per una via più stretta, sono un esempio
stimolante per i loro fratelli. Così pure esistono legittimamente in seno alla
comunione della Chiesa, le Chiese particolari, con proprie tradizioni,
rimanendo però integro il primato della cattedra di Pietro, la quale presiede
alla comunione universale di carità, tutela le varietà legittime e insieme
veglia affinché ciò che è particolare, non solo non pregiudichi l'unità, ma
piuttosto la serva. E infine ne derivano, tra le diverse parti della Chiesa,
vincoli di intima comunione circa i tesori spirituali, gli operai apostolici e
le risorse materiali. I membri del popolo di Dio sono chiamati infatti a
condividere i beni e anche alle singole Chiese si applicano le parole
dell'Apostolo: « Da bravi amministratori della multiforme grazia di Dio, ognuno
di voi metta a servizio degli altri il dono che ha ricevuto» (1 Pt 4,10).
Tutti gli uomini sono quindi chiamati a questa
cattolica unità del popolo di Dio, che prefigura e promuove la pace universale;
a questa unità in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli
cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini senza
eccezione, che la grazia di Dio chiama alla salvezza.»
Temi dall’enciclica Laudato si’
Ambiente ed ecosistemi
La cura
degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché
quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa
veramente la loro preservazione.
E’
necessario investire molto di più nella ricerca, per comprendere meglio il
comportamento degli ecosistemi e analizzare adeguatamente le diverse variabili
di impatto di qualsiasi modifica importante dell’ambiente. Poiché tutte le
creature sono connesse tra loro, di ognuna dev’essere riconosciuto il valore
con affetto e ammirazione, e tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni
degli altri.
L’ambiente
umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente
il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno
attinenza con il degrado umano e sociale.
Si pretende così di
legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in
diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare,
perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo
Città
La smisurata e disordinata
crescita di molte città che sono diventate invivibili dal punto di vista della
salute, non solo per l’inquinamento originato dalle emissioni tossiche, ma
anche per il caos urbano, i problemi di trasporto e l’inquinamento visivo e
acustico. Molte città sono grandi strutture inefficienti che consumano in
eccesso acqua ed energia. Ci sono quartieri che, sebbene siano stati costruiti
di recente, sono congestionati e disordinati, senza spazi verdi sufficienti.
Non si addice ad abitanti di questo pianeta vivere sempre più sommersi da
cemento, asfalto, vetro e metalli, privati del contatto fisico con la natura.
Clima
Il clima
è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema
complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana.
Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in
presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico.
Non mascherare
i problemi o nascondere i sintomi dei cambiamenti climatici causati dagli
attuali modelli di produzione e consumo, cercando solo di ridurre alcuni
impatti negativi di cambiamenti climatici.
i gemiti di
sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un
lamento che reclama da noi un’altra rotta. Si rende indispensabile creare un
sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli
ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma
tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche la
libertà e la giustizia.
Cresce un’ecologia
superficiale o apparente che consolida un certo intorpidimento e una
spensierata irresponsabilità. Come spesso accade in epoche di profonde crisi,
che richiedono decisioni coraggiose, siamo tentati di pensare che quanto sta
succedendo non è certo. Se guardiamo in modo superficiale, al di là di alcuni
segni visibili di inquinamento e di degrado, sembra che le cose non siano tanto
gravi e che il pianeta potrebbe rimanere per molto tempo nelle condizioni
attuali. Questo comportamento evasivo ci serve per mantenere i nostri stili di
vita, di produzione e di consumo.
Coscienza politica
Spesso non si ha chiara consapevolezza dei problemi che colpiscono
particolarmente gli esclusi. Sono la maggior parte del pianeta, miliardi di
persone. Oggi sono menzionati nei dibattiti politici ed economici
internazionali, ma per lo più sembra che i loro problemi si pongano come
un’appendice. tanti professionisti, opinionisti, mezzi di comunicazione e
centri di potere sono ubicati lontani da loro, in aree urbane isolate, senza
contatto diretto con i loro problemi. Vivono e riflettono a partire dalla
comodità di uno sviluppo e di una qualità di vita che non sono alla portata
della maggior parte della popolazione mondiale. Ciò aiuta a cauterizzare la
coscienza e a ignorare parte della realtà in analisi parziali. Si pretende di
legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in
diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare,
perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo
Economia politica
Le risorse della terra
vengono depredate a causa di modi di intendere l’economia e l’attività
commerciale e produttiva troppo legati al risultato immediato. L’intervento umano, spesso al servizio della finanza e
del consumismo, fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella,
sempre più limitata e grigia. La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che
vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico
rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione.
L’’accesso
all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e
universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è
condizione per l’esercizio degli altri diritti umani.
Guerra
E’ prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse,
si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili
rivendicazioni. La guerra causa sempre gravi danni all’ambiente e alla
ricchezza culturale dei popoli, e i rischi diventano enormi quando si pensa
alle armi nucleari e a quelle biologiche. Si richiede dalla politica una
maggiore attenzione per prevenire e risolvere le cause che possono dare origine
a nuovi conflitti. Ma il potere collegato con la finanza è quello che più
resiste a tale sforzo, e i disegni politici spesso non hanno ampiezza di
vedute.
Proprietà
privata e impresa
Ogni approccio ecologico deve integrare una
prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più
svantaggiati. Il principio della subordinazione della proprietà privata alla
destinazione universale dei beni e, perciò, il diritto universale al loro uso,
è una “regola d’oro” del comportamento sociale, e il «primo principio di tutto
l’ordinamento etico-sociale». La tradizione cristiana non ha
mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata,
e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà
privata.
Umanità
Unire tutta la famiglia umana nella ricerca di
uno sviluppo sostenibile e integrale.
L’inequità (=diseguaglianza ingiusta) non colpisce solo gli
individui, ma Paesi interi, e obbliga a pensare ad un’etica delle relazioni
internazionali.
Il debito estero dei Paesi
poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, ma non accade la stessa
cosa con il debito ecologico. In diversi modi, i popoli in via di sviluppo,
dove si trovano le riserve più importanti della biosfera, continuano ad
alimentare lo sviluppo dei Paesi più ricchi a prezzo del loro presente e del
loro futuro. La terra dei poveri del Sud è ricca e poco inquinata, ma l’accesso
alla proprietà dei beni e delle risorse per soddisfare le proprie necessità
vitali è loro vietato da un sistema di rapporti commerciali e di proprietà
strutturalmente perverso. E’ necessario che i Paesi sviluppati contribuiscano a
risolvere questo debito limitando in modo importante il consumo di energia non
rinnovabile, e apportando risorse ai Paesi più bisognosi per promuovere
politiche e programmi di sviluppo sostenibile.
i gemiti di
sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un
lamento che reclama da noi un’altra rotta.
Degna di nota è la
debolezza della reazione politica internazionale. La sottomissione della
politica alla tecnologia e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici
mondiali sull’ambiente. Ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente
l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare
l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti.
Le creature di questo mondo non possono essere considerate un bene
senza proprietario: «Sono tue, Signore, amante della vita» (Sap 11,26).
Questo induce alla convinzione che, essendo stati creati dallo stesso Padre,
noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una
sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un
rispetto sacro, amorevole e umile.
Quando il cuore è veramente
aperto a una comunione universale, niente e nessuno è escluso da tale
fraternità.
Tutto è in relazione, e tutti noi esseri
umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio,
legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e che ci unisce
anche tra noi, con tenero affetto, al fratello sole, alla sorella luna, al
fratello fiume e alla madre terra.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli
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