Le culture, veri
miracoli dell’umanità
Le culture umane sono un vero miracolo, un
evento prodigioso.
Cultura significa complesso di costumi,
conoscenze, tecnologie, concezioni sul mondo, metodi di relazioni sociali e
comprende anche le religioni. Le culture sono in continuo mutamento, per
adattarsi alle condizioni delle società umane che le esprimono. Ci consentono
di superare i nostri limiti individuali e di specie.
Come persone abbiamo angusti limiti cognitivi, possiamo intrattenere
vere relazioni con più o meno duecento nostri simili, che corrispondono all’incirca
a una famiglia allargata di una volta. Del resto è questo l’ambito sociale dei
viventi che ci sono più simili. La nostra mente, che governa le relazioni
sociali, si è formata circa duecentomila anni fa, è uno strumento biologico
molto, veramente molto più antico di ogni nostra civiltà. Le più antiche
vengono situate intorno ai diecimila anni fa. La storia viene fatta iniziare
intorno ai cinquemila anni fa, con la pratica della scrittura. Quindi i limiti
che abbiamo come individui corrispondono a quelli che abbiamo come specie.
Come riusciamo a far funzionare società che globalmente
comprendono circa otto miliardi di individui? E’ appunto questo il miracolo ed
è prodotto dalle culture. Tra i fenomeni culturali le religioni sono tra più
potenti strumenti di integrazione sociale. Mediante la spiritualità consentono
di collegare la persona alle società più vaste, che rimarrebbero inconoscibili
al singolo per i suoi limiti cognitivi. E anche di collegare passato e futuro,
dando una direzione all’evoluzione sociale. E, infine, di pensare una
paternità/maternità condivisa, sia come genitori sia come figli, e quindi ad
una famiglia umana.
Ci si può occupare di un’altra persona come fanno un padre o una madre,
biologici o adottivi? E’ occupazione che richiede di spendersi totalmente per l’altro.
Anche i genitori non lo fanno per l’intera loro vita con la stessa intensità.
In questi giorni è stata ricordata la figura di un maestro straordinario,
Lorenzo Milani, il quale, in definitiva, si occupò, esercitando anche una vera
e propria paternità spirituale e civile, di poche decine di ragazzi. Come
estendere quell’intensità ad otto miliardi di persone? E’ appunto l’opportunità
che ci è data dalla cultura di una società.
Ecco perché, nella formazione religiosa e nelle relazioni che si hanno
in religione, è importantissimo quel lavoro che si definisce mediazione culturale.
Mario Ardigò -Azione Cattolica in
San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli