Trascrizione dell'omelia svolta da
S.E. monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, nel corso della Messa
di Pentecoste, l'8-6-14, presso il Centro dello Spirito Santo - Palestrina - testo
trascritto da fonoregistrazione e non rivisto dal celebrante - trascrizione di
Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante da fonoregistrazione
Ci riportiamo a quel cenacolo,
che era diventato la casa dei ricordi, la casa delle recriminazioni,
riguardo ai tradimenti che ciascuno, in maniera più o meno grave ed evidente,
aveva fatto. Ma che era diventato finalmente la casa dell'attesa,
da quando Gesù, non una volta soltanto, si era fatto vedere vivo, risorto, e
aveva detto esplicitamente "Ricevete lo Spirito Santo". Solo
che rischiava di diventare la casa della paura, questo cenacolo,
della disfatta conclamata, del rifugio comodo o della consolazione tra pochi.
La grande sofferenza e la grande sconfitta della Croce pesavano ancora molto.
Il popolo aveva intentato un processo a Gesù e gli aveva preferito
Barabba, l'aveva mandato a morte. I primi sconfitti erano loro, gli apostoli.
Gesù era risorto, ma la fonte
nuova per affrontare la vita da soli ancora non si manifestava e Gesù la promette
e la manda loro. Verrà il Paràclito, la forza, il conforto,
l'energia vera, la Grazia, la nuova presenza intima di Dio in ogni
esistenza. E lui ci aiuterà a cambiare testa; è proprio lui che ci
aiuterà a misuraci con verità su ogni parola di Gesù, a sentirlo dentro come
fuoco d'amore, è proprio lo Spirito.
Il peggio non è ancora passato,
perché "ora", dice Gesù, "quello che hanno fatto a me lo faranno
anche a voi. Anche voi sarete messi a morte nella condizione di fare piacere a
Dio mio padre. Vi isoleranno, vi cacceranno, vi scardineranno dalla vostra
stessa identità. Ma io non vi lascio soli. Con voi ci sarà sempre lo
Spirito".
E la storia dei cristiani non è
una storia di kamikaze, ma di martiri, di testimoni,
che rispondono con il sorriso ad ogni sorta di tormenti con cui i carnefici si
divertono, rispondono con il perdono, con la preghiera, senza rabbia. Hanno
avuto una vita interiore che non si sarebbero mai immaginati di poter avere.
Per qualche Padre della Chiesa è la prova più evidente della resurrezione di
Gesù. Come avrebbero potuto, questa massa di impauriti, conquistare
il mondo alla fede di Gesù, se Gesù non si fosse fatto vivo, con il suo corpo
martoriato e reso vivo dallo Spirito Santo? Dio ama i suoi figli e non li
lascia soli. Con lo Spirito nasce la speranza, che è la prima cura contro la
depressione spirituale e contro lo scoraggiamento. E' un dono di Dio guardare
la vita, ogni giorno che ti alzi, con desiderio di vivere, con la gioia di
ricominciare, con lo sguardo buono su quelli che incontriamo, con
l'atteggiamento di accoglienza verso tutti. D'ora in avanti è lo Spirito che
costruisce la nostra vita interiore, che ci ricarica le batterie, per poter
comunicare con tutti. Il nostro cellulare è scarico, la nostra comunicazione non
raggiunge nessuno, perché è soltanto mostra di noi stessi, non è ascolto,
attenzione, amicizia, ma spesso diventa sopraffazione.
E' lo Spirito che ci fa capire
che scelte fondamentali fare nella vita. E con lui che dobbiamo fare
discernimento, è lui che ci condurrà alla verità intera, non permetterà che
siate schegge impazzite di qualche fissazione. E' lo Spirito che ci convincerà
di peccato, ci aiuterà a leggere nei nostri comportamenti la grande distanza
dall'amore di Dio, dal suo Vangelo, che ci aiuterà a leggerlo, a capirlo, a
meravigliarci della sua bellezza, ad accogliere la sua luce che ci dona.
E' lo Spirito la nuova legge,
non più scritta su tavole di pietra, ma definita nel cuore di ciascuno, nella
nostra coscienza.
Se ricordate, nell'Antico Testamento,
dopo la liberazione attraverso il Mar Rosso, quel popolo ha vagato per
quarant'anni e, finalmente, da un'orda di schiavi fuggiti diventano un popolo,
perché Mosè dal Sinai portò loro le leggi, la Costituzione.
Abbiamo ricordato in
Cattedrale, il giorno prima di giugno, il settantesimo anniversario del
bombardamento che è stato fatto sulla nostra città, quando non c'era alcun
tedesco, però i nostri alleati sono sempre molto intuitivi … Hanno
ammazzato tutte le nostre suore che avevamo al monastero delle Clarisse. Se ne
è salvata una, la mandataria, quella meno dotata, perché veniva mandata
a fare le spese soltanto, e quella ha rimesso in piedi tutto il convento. Per
cui il Signore fa quello che vuole. Ebbene, dicevo, anche chi è, non
dico della mia generazione, ma quasi, ricorderà di aver sentito dai
genitori o dai nonni che anche quando qui è finita la guerra e c'è stata la
liberazione, si sono scatenate tutte le vendette possibili e immaginabili,
perché non c'era legge. Quello mi ha fatto un torto? Lo faccio fuori. Quello mi
ha rubato? Gli porto via la casa. Non c'era legge. Capite quindi quanto è
importante avere una Costituzione, per poter vivere da liberi.
Sul Sinai è stata data la Legge
e nel Nuovo Testamento qualcuno, con poca fantasia, dice che sono le
Beatitudini la nuova legge. Non sono le Beatitudini. Non avremo più una "legge":
abbiamo lo Spirito Santo. Le Beatitudini sono un cammino bellissimo, ma se non
ci fosse lo Spirito Santo che ci permette di seguirle, non ce la faremmo.
Anziché le leggi, abbiamo lo Spirito Santo: questo ci dà una grande libertà, ma
anche una grande responsabilità, perché nessuno ha la soluzione della vita in
tasca, ma ha la luce e la forza per cercarla continuamente.
I comportamenti giusti non sono standard,
ma lo Spirito ci aiuta a trovarli ogni volta che siamo chiamati ad esprimerci
da uomini e donne di fede, da comunità dei credenti, da Chiesa domestica, anche
da comunità parrocchiali, da comunità di frati e di suore, da famiglie
cristiane.
Non è scritto per nessun
cristiano il Libro delle Giovani Marmotte. Non so se avete letto Paperino.
Quando mancava Paperino, non sapevano che fare quelle oche lì;
allora c'era un libro nel quale andavano a leggersi come fare un uovo fritto,
lo prendi così, lo spacchi cosà, come fanno i vostri mariti quando non ci siete
voi a casa. Telefonano "Come faccio a fare questo?", eh? Il Libro
delle Giovani Marmotte, dove c'è scritto tutto quello che devi fare quando
manca il capo. Non abbiamo il Libro delle Giovani Marmotte perché
manca Gesù, dove c'è scritto tutto, già definito, tutto quello che si deve
fare. Quante volte voi mamme e papà avete dovuto tribolare per decidere cosa
fare nella vostra famiglia, pur essendo cristiani, pur sapendo il Vangelo, pur
sapendo tutti i Comandamenti! Perché la nostra vita non è mai all'altezza del
Vangelo, se non c'è lo Spirito Santo che ci illumina. "Prendi questa
decisione!", "Prendi quest'altra". Siamo sempre aperti, non
abbiate in tasca nessuno la verità! La verità è sempre Gesù ed è lo Spirito
Santo, che ci aiuta ad essere più docili. C'è solo lo Spirito Santo. La nostra
docilità e la nostra umanità, affidata tutta a Dio e soltanto a Dio.