lunedì 22 maggio 2017

Un lavoro di lungo respiro

Un lavoro di lungo respiro

[da Z.Bauman - E. Mauro, Babel, Laterza, 2015, pag.147-148]

Z.Bauman
  Per noi ci sono voluti millenni perché mettessimo nell’agenda pubblica l’abolizione della pena capitale.  Per noi ci sono voluti millenni perché vietassimo la schiavitù. E ci sono voluti millenni perché promuovessimo l’uguaglianza dei sessi. E chi sarà tanto arrogante da sostenere che abbiamo effettivamente raggiunto  tutti questi obiettivi un volta per tutte? Noi possiamo sperare (io lo spero quanto te) che la nostra verità si imporrà alla fine sul pianete che abbiamo in comune, così com’è accaduto (quasi) nella «nostra» parte del globo. Ma abbiamo comunque  bisogno di attrezzarci per la estenuante lunghezza del cammino, per la scabrosità della strada e per la limitata affidabilità dei veicoli a nostra disposizione. Quello che abbiamo davanti a noi da affrontare  è quello che i francesi chiamano un travail de longue haleine [un lavoro di lungo respiro, trad. mia].

   In ogni caso, continuo a ripetere che fra i veicoli disponibili per percorrere questa strada c’è il serio dialogo fondato sulla buona volontà (informale, aperto, cooperativo, per citare di nuovo le qualificazioni di Richard Sennet), che miri alla comprensione reciproca e al mutuo beneficio, che meriti la massima fiducia (anche se non certo assoluta e incondizionata). Un dialogo di questo tipo non è compito facile né -diciamolo pure- allegro; richiede una determinazione solida e costante, capace di resistere a ripetuti e anche molto negativi risultati, un forte senso dell’obiettivo finale, una grande arte, e la disponibilità ad ammettere i propri errori insieme con l’arduo e faticoso dovere di porre riparo ad essi; e soprattutto tanta pacatezza, equilibrio e pazienza.