Un lavoro di lungo
respiro
[da Z.Bauman - E. Mauro, Babel, Laterza, 2015, pag.147-148]
Z.Bauman
Per noi ci sono voluti millenni perché mettessimo nell’agenda pubblica l’abolizione
della pena capitale. Per noi ci sono
voluti millenni perché vietassimo la schiavitù. E ci sono voluti millenni
perché promuovessimo l’uguaglianza dei sessi. E chi sarà tanto arrogante da
sostenere che abbiamo effettivamente raggiunto
tutti questi obiettivi un volta per tutte? Noi possiamo sperare (io lo
spero quanto te) che la nostra verità si imporrà alla fine sul pianete che
abbiamo in comune, così com’è accaduto (quasi) nella «nostra» parte
del globo. Ma abbiamo comunque bisogno
di attrezzarci per la estenuante lunghezza del cammino, per la scabrosità della
strada e per la limitata affidabilità dei veicoli a nostra disposizione. Quello
che abbiamo davanti a noi da affrontare
è quello che i francesi chiamano un travail
de longue haleine [un lavoro di lungo respiro, trad. mia].
In ogni caso, continuo a ripetere che fra i
veicoli disponibili per percorrere questa strada c’è il serio dialogo fondato
sulla buona volontà (informale, aperto, cooperativo, per citare di nuovo le
qualificazioni di Richard Sennet), che miri alla comprensione reciproca e al
mutuo beneficio, che meriti la massima fiducia (anche se non certo assoluta e
incondizionata). Un dialogo di questo tipo non è compito facile né -diciamolo
pure- allegro; richiede una determinazione solida e costante, capace di
resistere a ripetuti e anche molto negativi risultati, un forte senso dell’obiettivo
finale, una grande arte, e la disponibilità ad ammettere i propri errori
insieme con l’arduo e faticoso dovere di porre riparo ad essi; e soprattutto
tanta pacatezza, equilibrio e pazienza.