martedì 4 aprile 2017

Impegno collettivo

Impegno collettivo


  Negli ultimi anni sono arrivate nel quartiere molte nuove famiglie, si vedono in giro nuovamente i bambini. E’ qui, da noi alle Valli, che hanno deciso di far crescere i loro figli. Saranno ragazzini delle Valli e per loro non sarà indifferente il luogo, il quartiere dove cresceranno. Ma anche il suo ambiente sociale. Ne saranno per sempre influenzati, anche da adulti rimarranno dei ragazzini delle Valli. E da genitori tenderanno a riproporre o a proporre rovesciate le esperienze che avranno fatto qui da noi. Si parla, a volte, di quartieri dormitorio, e sono quei posti dove si torna solo la sera, dopo il lavoro, perché si ha casa lì. Ma a Roma nessun quartiere è veramente così, tutti esprimono, per così dire, una propria anima: in alcuni questo è più sensibile, in altri meno, ma generalmente è così. In alcuni posti si vive male, lì possiamo dire che c’è un’anima cattiva. Non dipende, naturalmente solo dalla cattiveria degli esseri umani, ma da molti altri fattori. Certamente alcuni nuovi quartieri di Roma, dove la gente, soprattutto i più giovani, compra a caro prezzo le case, hanno molti problemi, ad esempio si presentano come territorialmente emarginati dal resto della città. Sono le nuove città  di cui si scriveva l’altro giorno nella cronaca cittadina del quotidiano che compro. La situazione, però, può rapidamente migliorare con uno sforzo collettivo. L’esperienza lo conferma. Ma, senza uno sforzo collettivo, può anche rapidamente peggiorare. Ad esempio, alle Valli, negli ultimi anni si è fatta più sensibile la presenza della criminalità: sono stati commessi diversi omicidi. A parte i baretti  e i pochi ristoranti non c’è un posto dove incontrarsi e stare insieme, salvo la parrocchia. I giardini al centro di via Val Padana hanno avuto un assetto architettonico che scoraggia e sono anche tenuti molto male. Non c’è un’azione di volontariato per difenderli. L’ovale davanti alla parrocchia, che sarebbe dovuto essere una specie di piazza del quartiere, dove convenire e incontrarsi, è diventato uno sconnesso parcheggio. Dove vanno i ragazzi per incontrarsi? Che occasioni hanno per crescere bene? Alla fine, bisogna mandarli da un’altra parte, impegnarli in attività a pagamento, lo sport, la musica, il corso di lingue e via dicendo. Ma dove troveranno quegli amici che sono tanto importanti soprattutto nell’adolescenza, quando si imposta la propria vita e si sceglie il tipo di studi in cui impegnarsi?
  Negli anni ’70, in parrocchia, a cose come queste ci si pensava. Poi, per un tempo lunghissimo si è gettata la spugna, ci si è scoraggiati. Ora che fervono i lavori di ristrutturazione degli locali del complesso parrocchiale, ci accorgiamo di quanti ambienti sono stati progressivamente dismessi. Erano quelli in cui io, da bambino, da ragazzino delle elementari, andavo tutti i pomeriggi per giocare con gli altri che con me frequentavano le elementari a piazza Capri. Mia madre mi ci mandava da solo: allora un bambino delle elementari poteva girare da solo per le strade del quartiere. Oggi non più. Per avere strade in cui un bambino possa girare da solo bisogna pagare molto di più, acquistare la casa in certi quartieri esclusivi e protetti. Quello che una volta era alla portata di tutti, ora è un privilegio di pochi. Cambiare si può però, ma c’è bisogno di un impegno collettivo, di un’azione di volontariato. La soluzione non verrà dal Comune, che ha sempre meno soldi da spendere in azioni sociali. E’ in fondo l’indicazione che si dà nell’enciclica Laudato si’ che, trattando di ecologia sociale, si riferisce appunto a questo: consiste anche in questo l’aver cura della casa comune. Si tratta di un testo che bisognerebbe portare sempre con sé, ed ora, con gli smartphone, lo si può fare. E’ intenso, ma scritto in termini accessibili ai più. Richiede di essere sviluppato, verificato, ci si può e si deve ragionarci sopra. Riguarda la vita concreta della gente e, in questo, si distacca dalla gran parte della letteratura del suo genere. Per la prima volta, mi pare, chiama a un impegno collettivo nel campo del miglioramento sociale, non si limita a fare la predica ai governanti. Dà credito alla capacità della gente di cambiare il corso degli eventi.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.