Natale del Signore 2016 -
Lezionario dell’anno A per le domeniche e le solennità – colore liturgico: bianco
– salterio: proprio del Tempo - Letture della Messa della notte e sintesi dell'omelia -
avvisi di A.C.
Osservazioni ambientali:
temperatura 5°C. Cielo: sereno.
Nella liturgia della Messa è stato celebrato anche l’Ufficio delle
letture ed è stato cantato la Kalenda, l'antico annuncio liturgico del Natale
Buon Natale a tutti i lettori!
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UFFICIO DELLE LETTURE
1° Antifona
Mi ha detto il Signore:
Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato.
Salmo 2
Perché le genti congiurano
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene,
gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli,
li schernisce dall'alto il Signore.
Egli parla loro con ira,
li spaventa nel suo sdegno:
«Io l'ho costituito mio sovrano
sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore
e con tremore esultate;
che non si sdegni
e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
1° Antifona
Mi ha detto il Signore:
Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato.
2° Antifona
Come uno sposo
il Signore esce dalla stanza nuziale.
Salmo 18 A
I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Non è linguaggio e non sono parole
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.
Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
2° Antifona
Come uno sposo
il Signore esce dalla stanza nuziale.
3° Antifona
Sulle tue labbra è diffusa la grazia,
Dio ti ha benedetto per sempre.
Salmo 44
Effonde il mio cuore liete parole,
io canto al re il mio poema.
La mia lingua è stilo di scriba veloce.
Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
ti ha benedetto Dio per sempre.
Cingi, prode, la spada al tuo fianco,
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.
La tua destra ti mostri prodigi:
le tue frecce acute
colpiscono al cuore i tuoi nemici;
sotto di te cadono i popoli.
Il tuo trono, Dio, dura per sempre;
è scettro giusto lo scettro del tuo regno.
Ami la giustizia e l'empietà detesti:
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.
Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia,
dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre.
Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: prostrati a lui.
Da Tiro vengono portando doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.
La figlia del re è tutta splendore,
gemme e tessuto d'oro è il suo
vestito.
E' presentata al re in preziosi ricami;
con lei le vergini compagne a te sono condotte;
guidate in gioia ed esultanza,
entrano insieme nel palazzo regale.
Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai capi di tutta la terra.
Farò ricordare il tuo nome
per tutte le generazioni,
e i popoli ti loderanno
in eterno, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
3° Antifona
Sulle tue labbra è diffusa la grazia,
Dio ti ha benedetto per sempre.
Versetto
V. Il Verbo di Dio si è fatto carne, alleluia,
R. è venuto ad abitare in mezzo a noi, alleluia.
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia 11, 1-10
La radice di Iesse e la pace messianica
Un germoglio spunterà dal tronco di
Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i poveri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga
che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà.
Il lupo dimorerà insieme con l'agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide;
il bambino metterà la mano
nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore
riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno la radice di Iesse
si leverà a vessillo per i popoli
le genti la cercheranno con ansia,
la sua dimora sarà gloriosa.
Responsorio Lc 2,
14
R. Oggi il Re del cielo nasce per noi da una vergine per ricondurre l'uomo
perduto al regno dei cieli: Gode la
schiera degli angeli, perché si è manifestata agli uomini la salvezza eterna.
V. Gloria a Dio nell'alto dei cieli, e pace in terra agli uomini, che egli ama.
R. Gode la schiera degli angeli, perché si è manifestata agli uomini la
salvezza eterna.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
(Disc. 1 per il Natale, 1-3; Pl 54, 190-193)
Riconosci, cristiano, la tua dignità
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato:
rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita,
una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse
eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a
tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo
trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti.
Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli
è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.
Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l'impenetrabile disegno
divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura
umana, l'assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte,
fosse vinto da quella stessa natura che prima lui aveva reso schiava. Così alla
nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: «Gloria a Dio nel più alto
dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2, 14). Essi vedono che
la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera
ineffabile dell'amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro
altezza, quanto non deve rallegrarsi l'umanità nella sua miseria! O carissimi,
rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo,
perché nella infinita misericordia, con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi,
«e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo»
(cfr. Ef 2, 5) perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue
mani.
Deponiamo dunque «l'uomo vecchio con la
condotta di prima» (Ef 4, 22) e, poiché siamo partecipi della generazione di
Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità
e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un
tempo con una condotta indegna. Ricòrdati chi è il
tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricòrdati che, strappato al potere
delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il
sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere
in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non
sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato
per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.
Responsorio
R. Oggi la pace vera scende per noi dal cielo; oggi su tutta la terra i cieli stillano
dolcezza.
V. Risplende per noi il giorno di una nuova redenzione, giorno preparato da
secoli, gioia senza fine.
R. Oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza.
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KALENDA
(annuncio liturgico del Natale)
Venticinque dicembre,
luna quindicesima (dal latino: Octavo
Kalendas Ianuarii, Luna decimaquinta)
Trascorsi molti
secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio aveva creato il
cielo e la terra e aveva fatto l’uomo a sua immagine;
e molti secoli da
quando, dopo il diluvio, l’Altissimo aveva fatto risplendere l’arcobaleno,
segno di alleanza e di pace;
ventuno secoli
dopo la partenza da Ur dei Caldei di Abramo, nostro padre nella fede;
tredici secoli
dopo l’uscita di Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè;
circa mille anni dopo l’unzione di Davide
quale re di Israele;
nella sessantacinquesima settimana,secondo la
profezia di Daniele;
all’epoca della centonovantaquattresima
Olimpiade;
nell’anno 752 dalla fondazione di Roma;
nel quarantaduesimo anno dell’impero di
Cesare Ottaviano Augusto;
quando in tutto il
mondo regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno
Padre, volendo santificare il mondo con la sua venuta, essendo stato
concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in
Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo.
Natale di nostro Signore Gesù Cristo
secondo la natura umana.
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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA
Prima lettura
Dal libro
del profeta Isaìa (Is 9,1-6)
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava
rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Salmo responsoriale
(Dal salmo 95)
Ritornello:
Oggi è nato
per noi il Salvatore.
Cantate al
Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.
Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
(Tt 2,11-14)
Figlio mio, è apparsa
la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a
rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con
sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della
manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli
ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un
popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
(Cfr Lc 10,2.10-11)
Alleluia
Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1-14)
In quei giorni un
decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la
terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della
Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche
Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di
Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di
Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano
in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo
figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per
loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella
regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte
facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e
la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,
ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che
sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un
Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino
avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con
l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli
ama».
Sintesi dell’omelia della Messa della notte
Sintesi di
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa, per come ha compreso le parole del celebrante.
Celebriamo la Natività del Signore.
Il Vangelo inizia situandola storicamente (il
decreto di Cesare Augusto, Quirinio governatore della Siria). E la Kalenda [annuncio liturgico del Natale]
la colloca nella storia universale dell’umanità. Ma si tratta di un evento
semplice: la nascita di un bambino.
Qualche volta sospettiamo che Dio sia geloso
di noi. E pensiamo di doversi difendere, perché Dio comprime la nostra libertà,
ci lega le mani, ci confina in un angolo.
Nel racconto della Natività capiamo che non è
così. Che spazio ci prende quel bambino? Non c’era posto per la sua famiglia:
devono andare in una grotta/stalla alla periferia dell’abitato. Il neonato
viene adagiato in una mangiatoia.
I neonati sono piccoli ma cambiano la vita
delle loro famiglie. Così è per il bambino Gesù. Il suo nome significa Dio salva. Egli vuole incontrarci
per salvarci. Vuole incontrare l’intera umanità. Dà senso alla nostra vita e anche alla nostra sofferenza.
Preghiamo perché la gente del nostro
quartiere, della nostra città lo incontri. E, al termine della liturgia, anche
noi, come i pastori della Natività, portiamo agli altri l’annuncio di questa nascita.
Sintesi di Mario Ardigò, per
come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa
– Roma, Monte Sacro Valli
Avvisi di A.C.
- Il gruppo parrocchiale di Azione Cattolica
riprenderà a riunirsi in sala rossa martedì 10-1-17.