sabato 21 maggio 2016

Ultimo incontro sulla dottrina sociale della Chiesa

Ultimo incontro sulla dottrina sociale della Chiesa

 Ieri sera si è tenuto in parrocchia l’ultimo incontro sulla dottrina sociale della Chiesa: erano presenti il prof. Rocco Pezzimenti, docente di filosofia politica e di storia delle dottrine politiche e direttore del Dipartimento di scienze economiche, politiche e delle lingue moderne dell’università LUMSA di Roma, e  i docenti dei precedenti incontri del ciclo Immìschiati.
 E’ stata esposta un breve sintesi degli argomenti trattati le altre volte: la dottrina sociale è concreta ed è fondata sulle persona umana; si propone di promuovere il bene comune, inteso come una condizione di piena realizzazione di sé insieme agli altri. Da questo obiettivo discende l’esigenza di solidarietà, impegno personale, partecipazione.
  Sono stati riproposti alcuni dei filmati che avevamo visto nei precedenti incontro. In un prossimo intervento proporrò la filmografia, i titoli dei film presentati ad Immìschiati.
 E’ poi intervenuto il prof. Pezzimenti. Il bene comune come l’intende la dottrina sociale della Chiesa, ha spiegato, ha dimensioni politiche e sociali. Deve essere un obiettivo ottimale, vale a dire conseguibile nella realtà, con i mezzi a disposizione dei destinatari. Questi ultimi sono le persone umane secondo la particolare concezione che ne ha la dottrina sociale, in base alla nostra fede: ogni persona è unica, non sostituibile, non è  una funzione sociale.
 Il bene comune, ha continuato il prof. Pezzimenti, ha necessità di valori: il lavoro, la salute e dei requisiti morali e di competenza. E infine c’è bisogno della cultura, che è molto importante: non va intesa solo come erudizione, ma come stile di vita.
 Il prof. Pezzimenti ha poi risposto a diverse domande dei partecipanti. Ha detto di non essere euroscettico, ma che bisogna chiarire che cosa si vuole fare dell’Europa di oggi. L’Europa ci chiede tante cose, come si suole dire, ma molte rimangono non realizzate ed altre sono discutibili. Sulla recente riforma costituzionale ha detto che già alcuni costituenti, come il cattolico Costantino Mortati, si erano resi conto di alcuni problemi che la Costituzione approvata nel 1947 presentava, ma poi non si riuscì mai a riformarla veramente. Ha poi notato che dei discorsi dell’attuale Papa i mass media selezionano alcuni argomenti, tralasciando gran parte dei suoi insegnamenti religiosi. Sulla questione se la dottrina sociale della Chiesa debba riconoscersi debitrice di alcuni temi del liberalismo e del socialismo ha osservato che queste due qualificazioni, come quella di democratico, dicono poco oggi. Chi è che non si definisce liberale  o democratico? Essere cattolico, invece, mantiene un suo significato. Rispondendo ad una domanda, ha osservato che, per quanto in politica si facciano dei progetti, spesso l’emergenza li scombina: si destinano certe risorse ad un certo scopo, poi però, ad esempio, viene un alluvione e si deve spostarle verso altri impieghi.
 Si è trattato di un ciclo di incontri molto interessante, ben studiato, ben organizzato. Le cose dette rimangono nella memoria. Si è spinti ad approfondire. La conversazione del prof. Pezzimenti è stata la prima occasione per farlo.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli