Ultimo incontro sulla
dottrina sociale della Chiesa
Ieri sera si è tenuto in parrocchia l’ultimo
incontro sulla dottrina sociale della Chiesa: erano presenti il prof. Rocco
Pezzimenti, docente di filosofia politica e di storia delle dottrine politiche
e direttore del Dipartimento di scienze economiche, politiche e delle lingue
moderne dell’università LUMSA di Roma, e
i docenti dei precedenti incontri del ciclo Immìschiati.
E’ stata esposta un breve sintesi degli argomenti
trattati le altre volte: la dottrina sociale è concreta ed è fondata sulle
persona umana; si propone di promuovere il bene comune, inteso come una
condizione di piena realizzazione di sé insieme agli altri. Da questo obiettivo
discende l’esigenza di solidarietà, impegno personale, partecipazione.
Sono stati riproposti alcuni dei filmati che avevamo visto nei
precedenti incontro. In un prossimo intervento proporrò la filmografia, i titoli dei film presentati ad Immìschiati.
E’ poi intervenuto il prof. Pezzimenti. Il
bene comune come l’intende la dottrina sociale della Chiesa, ha spiegato, ha
dimensioni politiche e sociali. Deve essere un obiettivo ottimale, vale a dire conseguibile
nella realtà, con i mezzi a disposizione dei destinatari. Questi ultimi sono
le persone umane secondo la particolare concezione che ne ha la dottrina
sociale, in base alla nostra fede: ogni persona è unica, non sostituibile, non
è una funzione sociale.
Il bene comune, ha continuato il prof.
Pezzimenti, ha necessità di valori: il lavoro, la salute e dei requisiti morali
e di competenza. E infine c’è bisogno della cultura, che è molto importante:
non va intesa solo come erudizione, ma come stile di vita.
Il prof. Pezzimenti ha poi risposto a diverse
domande dei partecipanti. Ha detto di non essere euroscettico, ma che bisogna chiarire che cosa si vuole fare dell’Europa
di oggi. L’Europa ci chiede tante cose,
come si suole dire, ma molte rimangono non realizzate ed altre sono
discutibili. Sulla recente riforma costituzionale ha detto che già alcuni
costituenti, come il cattolico Costantino Mortati, si erano resi conto di
alcuni problemi che la Costituzione approvata nel 1947 presentava, ma poi non
si riuscì mai a riformarla veramente. Ha poi notato che dei discorsi dell’attuale
Papa i mass media selezionano alcuni argomenti, tralasciando gran parte dei
suoi insegnamenti religiosi. Sulla questione se la dottrina sociale della
Chiesa debba riconoscersi debitrice di alcuni temi del liberalismo e del
socialismo ha osservato che queste due qualificazioni, come quella di democratico, dicono poco oggi. Chi è che
non si definisce liberale o democratico?
Essere cattolico, invece, mantiene un
suo significato. Rispondendo ad una domanda, ha osservato che, per quanto in
politica si facciano dei progetti, spesso l’emergenza li scombina: si destinano
certe risorse ad un certo scopo, poi però, ad esempio, viene un alluvione e si
deve spostarle verso altri impieghi.
Si è trattato di un ciclo di incontri molto
interessante, ben studiato, ben organizzato. Le cose dette rimangono nella
memoria. Si è spinti ad approfondire. La conversazione del prof. Pezzimenti è
stata la prima occasione per farlo.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli