Laicità
[Dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa]
571. L’impegno politico dei cattolici è spesso messo in relazione alla «laicità», ossia la distinzione tra la sfera politica e quella religiosa. Tale distinzione «è un valore acquisito e riconosciuto
dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà che è stato raggiunto» (cita la Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il
comportamento dei cattolici nella vita politica, diffuso dalla
Congregazione per la Dottrina della fede il 24-11-2002)
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Se si vuole avere solo un orientamento morale per la propria vita basato
sulla fede religiosa, i testi della dottrina
sociale della Chiesa, e lo stesso Compendio
che ho sopra citato possono essere
utilizzati come manuali di vita buona. Se però ci si vuole immischiare nella politica democratica
ci vuole anche dell’altro, che non si trova in quei testi. Infatti in essi non si
trova un manuale di laicità, uno dei fondamenti
della politica democratica. Non c’è perché la laicità, come viene intesa nei
sistemi costituzionali di tipo Occidentale, e innanzi tutto nella nostra
Repubblica e nella nostra nuova Europa, richiede un’etica civile che diverge
molto dal modello di fedele-suddito che è ancora
sostanzialmente alla base dell’ideologia politica della nostra gerarchia
religiosa. Nello stesso Compendio la
laicità viene presentata come qualcosa di accessorio in politica. Che invece
sia tra i principi fondamentali della politica democratica lo hanno insegnato,
in Italia, a due storiche sentenze della Corte Costituzionale del 1997 e del
2000. Essa è uno dei valori cardine dell’ordinamento costituzionale italiano. E
purtroppo la nostra gerarchia religiosa costituisce ancora il principale
ostacolo politico allo sviluppo di questo tipo di laicità democratica in
Italia. E’ una lunga storia, che bisognerebbe conoscere: essa inizia con i
processi democratici europei, a fine Settecento.
Il termine laico viene da una parola del greco antico che significa
semplicemente appartenente al popolo. Ha iniziato ad aver corso in Europa nel
Trecento, per distinguere coloro che non
appartenevano al clero. Nell’attuale ordinamento ecclesiastico laico è il fedele cattolico che non è né
diacono, né prete, né vescovo (vale a dire membro dell’ordine sacro) e che non appartiene a un ordine religioso o a una
congregazione religiosa (che non è, ad esempio, frate o suora; monaco o monaca)
(si veda la definizione che del termine laico
si dà nella Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II Lumen Gentium, al n. 31). Fino al
Concilio Vaticano 2° (1962-1962) il laico aveva solo il dovere di obbedire in
ogni cosa al clero, in particolare alla gerarchia religiosa, e il diritto di
essere guidato da quest’ultima come gregge docile. Dalla fine del Settecento le nuove
democrazie cercarono di emanciparsi, nelle attività di governo, dall’ingerenza
della gerarchia del clero, organizzata come un impero religioso, con criteri
non democratici. Questo sviluppo era collegato anche alla volontà di
riconoscere a ogni persona umana la medesima dignità sociale e a quella di
rendere la comprensione dei fatti del mondo più aderente alla realtà,
staccandola dai vincoli con la mitologia religiosa, secondo i propositi
culturali del movimento denominato Illuminismo.
Da questo deriva l’orientamento culturale e politico che è alla base dell’idea
di laicità, come ai tempi nostri viene intesa, la quale evoca l’idea di un popolo che partecipa al dialogo
democratico, alla base del governo di tutti, senza prestare obbedienza acritica a gerarchi religiosi, senza discriminare o
privilegiare settori della società sulla base della fede religiosa e proponendo
argomenti basati sulla realtà delle cose così come si manifestano, senza
riferimenti alla mitologia religiosa. Il laici erano stati sempre la grande
maggioranza del popolo di fede ed esprimere con il termine laicità quel processo democratico che ho descritto ha significato
attendersi anche un analogo un processo di riforma religiosa. Quest’ultimo processo si
è manifestato anche all’interno della stessa nostra organizzazione
religiosa, determinando il faticoso emergere del laico dalla condizione di suddito, ciò che si è prodotto a partire
dal Concilio Vaticano 2°, centrato particolarmente sulla questione laicale. E’
stato riconosciuto una spazio di autonomia del laico di fede nell’agire in
società e nella ricerca intellettuale e scientifica, perché le
realtà temporali, vale a dire il
mondo così com’è, come appare e può essere studiato, hanno le loro leggi che non sono quelle della teologia. Il lavoro
del laico, in questa concezione, dovrebbe appunto svolgersi in quelle realtà
temporali, con autonomia. E’ solo da questo momento che la laicità è divenuta un valore
condiviso anche nelle nostre organizzazioni religiose. Esso tuttavia è ancora poco
praticato in Italia. Perché non di rado la nostra gerarchia religiosa pretende
ancora obbedienza acritica in diverse questioni temporali e se le si pongono
obiezioni la prende molto male, accusa di laicismo
e di disobbedienza. Diffida dei laici autonomi, perché pongono obiezioni.
L’attuale
contesto di accentuato pluralismo religioso, una situazione veramente inedita
in Italia, ha reso ancora più importante il tirocinio di laicità che è
richiesto per la partecipazione alla politica democratica. Occorre proporre
obiettivi politici sulla base di ragionamenti che tutti possano condividere, a
prescindere dalla propria fede religiosa.
Insomma, per immischiarsi in politica, un laico di fede deve imparare la laicità e farne tirocinio. Da dove cominciare? Ad esempio dagli scritti di un maestro come Giuseppe Lazzati, pubblicati dall'editrice AVE dell'Azione Cattolica e da altri editori. Come il libretto di Carlo Maria Martini e Giuseppe Lazzati, "In politica da cristiani. Coscienza contemplativa e azione civile", editore In Dialogo, del 2011. Si trova nei negozi Mondadori e in altre librerie, anche telematiche.
Insomma, per immischiarsi in politica, un laico di fede deve imparare la laicità e farne tirocinio. Da dove cominciare? Ad esempio dagli scritti di un maestro come Giuseppe Lazzati, pubblicati dall'editrice AVE dell'Azione Cattolica e da altri editori. Come il libretto di Carlo Maria Martini e Giuseppe Lazzati, "In politica da cristiani. Coscienza contemplativa e azione civile", editore In Dialogo, del 2011. Si trova nei negozi Mondadori e in altre librerie, anche telematiche.
Mario Ardigò - Azione Cattolica
in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli