venerdì 25 marzo 2016

Messa della Cena del Signore del 2016 - sintesi dell’omelia della Messa celebrata in parrocchia

Messa della Cena del Signore del 2016 - sintesi dell’omelia della Messa celebrata in parrocchia

 “Sapendo che era venuta la sua ora”: dunque l’ora del Signore giunse. E’ quell’ora a cui spesso si fa riferimento nei Vangeli, come nella narrazione delle nozze di Cana, quando Gesù disse che non era ancora arrivata.  “Sapendo”: Gesù l’affronta volontariamente, consapevolmente.
 “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine”: “fino alla fine” non significa “fino in fondo”, ma in modo completo, totale, donando sé stesso.
  Nell’ultima cena con i suoi discepoli egli spiegò il senso degli eventi che sarebbero accaduti e lo fece in un modo che può apparire strano. Spezzò il pane per loro, e questo era un gesto comune, ma poi aggiunse che quello era il suo corpo. Benedisse il vino nel calice dicendo che era il suo sangue, il sangue della Nuova Alleanza tra Dio e gli esseri umani. C’era dunque un agnello come al tempo dell’Esodo, ma esso era Gesù stesso. Gesù, il Figlio, ci rivela chi è veramente Dio.  Dio vuole unirsi a noi, diventare carne della nostra carne. In Gesù si è fatto come noi per farci come lui. Si dona a noi. Nel Figlio ci apre la strada per divenire figlio di Dio.
 In quell’ultimo convito con i discepoli, poi, Gesù lavò loro i piedi. E’ un gesto che all’epoca facevano gli schiavi. I piedi sono la parte del nostro corpo che si sporca, perché è a contatto con la terra. Pietro avrebbe voluto rifiutare, avrebbe voluto forse essere lui a lavare i piedi di Gesù, ma Gesù lo riprese, quel gesto era necessario, aveva un senso, spiegava che cosa Dio attende da noi.
 Che dobbiamo fare davanti a Dio? Non dobbiamo pensare a che fare per lui. Ciò che dobbiamo fare è accogliere il suo dono, accogliere Dio che si dona noi.  Dobbiamo lasciarci amare. Vivendo nel mondo possiamo sporcarci, ma non dobbiamo tenere, perché Dio pensa a noi.
  Dio è il nostro sole, la nostra gioia, la nostra vita: il suo amore ci illumina e ci sostiene.
 Poi, certo, anche noi cercheremo di fare agli altri come fece Gesù, ma seguendo il suo esempio e uniti a lui.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli