Dalla rubrica radiofonica di Radio Rai Uno Il pensiero del giorno del 5-2-16
(la trasmissione è
riascoltabile sul sito http://www.pensierodelgiorno.rai.it/ )
In studio Marinella
Perroni, docente al pontificio ateneo Sant’Anselmo
Siamo
stanchi, soprattutto noi donne. Siamo stanche
e preoccupate, perché, in un paese in cui si blatera di civiltà, le
donne vengono uccise, giorno dopo giorno, da uomini che pretendono di averle
amate o di amarle.
Siamo stanche perché nessuno si domanda perché, oppure che fare, con lucidità e coraggio.
E’ chiaro che il nostro sistema educativo e la
nostra rete comunicativa non funzionano. Quelle che si chiamavano le agenzie
educative, la famiglia, la scuola, le chiese, i media, non si pongono
neppure il problema di indirizzare positivamente la formazione dell’emotività e dell’affettività, e tantomeno riescono a
prendersi seriamente cura di una maschilità malata, oppure di una femminilità
soggiogata.
In famiglia, nelle scuole, nelle università,
ma anche nelle chiese, per non parlare della TV generalista, è stato alzato un
muro difensivo contro il femminismo, e
la campagna antigender ha contribuito
a confondere ancora di più le acque.
La vita però va avanti e presenta il conto
per ogni appuntamento mancato con la consapevolezza storica.
Sogno scolaresche a cui, durante una visita
anche solo virtuale alla Cappella Sistina, di fronte a quel meraviglioso
affresco michelangiolesco della creazione di Adamo, qualcuno spieghi finalmente
che per troppi secoli la teologia ha pensato che l’immagine di Dio avesse unicamente
vigorose sembianze maschili. E che solo oggi, grazie alla loro fatica e al loro
coraggio, le donne cominciano a capire di non essere figlie di un dio minore.
A giudicare dal bollettino quotidiano dei
femminicidi, però, è una vera e propria guerra.
trascrizione
da audio WEB di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli