Domenica 7-2-16 – 5° Domenica
del Tempo ordinario - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità
– – proprio del tempo – colore
liturgico: verde – 1° settimana del
salterio - Letture e sintesi
dell’omelia della Messa delle nove – avvisi parrocchiali e di A.C.
INCONTRO CON DON LUIGI CIOTTI
Sabato 5 marzo prossimo, alle ore 18:45, nella chiesa parrocchiale incontreremo don Luigi Ciotti. Sarà l'occasione per chiedergli buoni consigli.
Biografia su
http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-ciotti/
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| Via Val Padana oggi, qualche minuto prima delle nove |
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| Ambone e presbiterio della chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle nove |
Osservazioni ambientali: 12° C, cielo nuvoloso.
Canti: ingresso, Vocazione;
offertorio, Se m’accogli;
comunione, Vieni
con me ; finale Andate per le strade.
Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era
nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.
Buona domenica a tutti
i lettori!
Pillola di Concilio
[dalla costituzione dogmatica Luce per le genti, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]
32. La santa Chiesa è, per divina
istituzione, organizzata e diretta con mirabile varietà. «A quel modo, infatti,
che in uno- stesso corpo abbiamo molte membra, e le membra non hanno tutte le
stessa funzione, così tutti insieme formiamo un solo corpo in Cristo, e
individualmente siano membri gli uni degli altri » (Rm 12,4-5).
Non c'è quindi che un popolo di Dio
scelto da lui: « un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo » (Ef 4,5);
comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la
grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c'è che
una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni. Nessuna
ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o
nazione, alla condizione sociale o al sesso, poiché « non c'è né Giudeo né
Gentile, non c'è né schiavo né libero, non c'è né uomo né donna: tutti voi siete
uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28 gr.; cfr. Col 3,11).
Prima lettura
Dal libro del profeta isaia (Is 6,1-2a.3-8)
Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il
Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il
tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno
all’altro, dicendo: “Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la
terra è piena della sua gloria”. Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare
di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. Io dissi: “Ohimè! Io sono
perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore
degli eserciti”. Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un
carbone ardente che aveva preso con le molle dell’altare. Egli mi toccò la
bocca e disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la
tua colpa e il tuo peccato è espiato”. Poi io udii la voce del Signore che
diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”.
Salmo responsoriale
Dal salmo 137 (138)
Ritornello:
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
non agli dei, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
ha reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
ha accresciuto in me la forza.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!
La tua destra mi salva.
il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
(1 Cor 15,1-11)
Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho
annunciato e che voi avete ricevuto, nel qual restate saldi e dal quale siete
salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate
creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho
ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che
fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a
Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in
una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.
Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti
apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli
apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la
Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia
in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la
grazia di Dio che è in me. Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così
avete creduto.
Vangelo
Dal Vangelo secondo
Luca (Lc 5,1-11)
In quel tempo, mentre la folla gli faceva
ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di
Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e
lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi
di poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe
finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti da
pesca”. Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo
preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. Fecero così e presero una
quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno
ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e
riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere
questo, Simon Pietro si gettò alle
ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontànati da me, perché sono un
peccatore”. Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con
lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di
Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in
poi sarai pescatore di uomini”. E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e
lo seguirono.
Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
In ogni messa celebriamo la morte e risurrezione del Signore e la buona
notizia della salvezza che da lui ci è portata. Siamo inviati nel mondo a
comunicarla a tutti, a portare la sua luce. Lo dobbiamo fare con la nostra vita,
con i fatti.
Le prima lettura ha al centro una
celebrazione, la seconda un episodio tratto dalla vita comune.
Gesù venne incontro ai primi
discepoli nel mezzo di un loro fallimento.
Intorno al lago di Gennèsaret
aveva annunciato la liberazione dei prigionieri e degli oppressi e la
guarigione dei ciechi annunziata dalle Scritture e la buona notizia che le
Scritture si erano compiute. I discepoli, pescatori molto esperti, non erano
riusciti a pescare nulla in quel lago e, sulla base della loro esperienza, non
pensavano che potesse andare diversamente. Ma l’intervento di Gesù cambiò la
situazione, con i fatti. Accade così anche per noi. Egli può cambiare la nostra
vita. Ci chiede di seguirlo. Anche noi dobbiamo diventare, come Simon Pietro, pescatori di esseri umani. Questa è la
nostra missione.
Sintesi di Mario
Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante.
Avvisi del parroco:
-mercoledì 10-2-16 è il mercoledì delle Ceneri. Alle messe delle 8, 9 e
18 verranno imposte le Ceneri. E’ giornata penitenziale, come il Venerdì Santo.
E’ giornata di digiuno, che significa ridurre l’alimentazione all'essenziale,
per chi può, e di astensione dalle carni, per chi può. Anche ogni venerdì del
Tempo di Quaresima sarà giorno di astensione dalle carni, per chi può.
-giovedì, alle 21:30, inizieranno gli incontri per gli adulti che non
hanno ricevuto la Cresima e desiderano riceverla;
-ogni venerdì di Quaresima, dopo la messa vespertina, si pregherà con
il pio esercizio della Via Crucis.
Avvisi di A.C.
- la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC si terrà
martedì 9-2-16, alle ore 17, in sala rossa. In occasione dell’ultimo giorno di
Carnevale, festeggeremo come di consueto. I soci sono invitati a portare
cibarie appropriate per sostenere la gioia di tutti.
Le lettura della Messa di domenica
14-2-16 (1° di Quaresima) saranno: Dt
26,4-10, Sal 90 (91), Rm 10,8-13, Lc 4,1-13.


