sabato 2 gennaio 2016

Domenica 3-1-16 - Sintesi dell’omelia della Messa prefestiva


Presepe davanti all'ospedale Sandro Pertini - Roma



Letture:  Sir 24, 1-4. 12-16; Sal 147;  Ef 1,3-6.15-18; Gv 1, 1-18

 Questo tempo liturgico è pieno di feste, tutte centrate sull’evento della venuta di Gesù, perché siamo nel Tempo liturgico di Natale. Abbiamo appena celebrato la solennità di Maria santissima Madre di Dio, a Capodanno, che è già domenica, nella quale si celebra la Pasqua di ogni settimana.
 La lettura evangelica è la medesima della Messa del giorno della solennità del Natale del Signore e questo rende chiaro che si celebra il medesimo evento.
  La prima lettura, tratta dal Libro del Siracide, celebra la Sapienza, che non è saggezza o intelletto, ma dono di Dio. Sapienza di Dio  è uno dei modi di chiamare Gesù.
 Nell’antichità furono costruite due grandi basiliche cristiane nelle due capitali dell’impero, Roma e Costantinopoli, ad oriente. A Roma fu dedicata a Cristo Salvatore, la basilica che comunemente chiamiamo San Giovanni in Laterano. A Costantinopoli fu dedicata alla Santa Sofia. Sofia non è una santa, ma significa, in greco, Sapienza.  Entrambe le basiliche sono dedicata  a Gesù, la prima a Gesù Salvatore, e il nome Gesù nell’ebraico antico significava  Dio salva,  la seconda a Gesù Sapienza di Dio.
  Il brano evangelico è tratto dal Prologo  del Vangelo di Giovanni, e inizia con le parole  In principio, così come tutta la Bibbia, nel Libro della Genesi. Vuol significare che c’è un unico progetto di Dio su di noi, che si è attuato in Gesù, quello di farci figli di Dio, perché Dio ci ama.
  L’evangelista richiama la nostra attenzione sull’accogliere Gesù, che è luce, sapienza di Dio, per conoscere Gesù e ricevere uno spirito di Sapienza, come abbiamo letto nella seconda lettura.
 L’accoglienza implica un atteggiamento di apertura.
 Gesù è luce, ma nel mondo ci sono anche le tenebre che contrastano la luce. A volte le tenebre sono in noi credenti. E allora è come è scritto nel brano evangelico proclamato in questa Messa: “Venne tra  suoi, e i suoi non l’anno accolto”. Accade che nella Chiesa non sempre si sia disposti ad aprirsi per accogliere Gesù e allora prevale la chiusura,  come quando pensiamo di possedere  la verità, invece di riceverla come dono.
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli


 
Altare della Chiesa parrocchiale