Domenica
3-1-16 - Sintesi dell’omelia della Messa prefestiva
![]() |
| Presepe davanti all'ospedale Sandro Pertini - Roma |
Letture: Sir 24, 1-4. 12-16; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1, 1-18
Questo tempo liturgico è pieno di feste, tutte
centrate sull’evento della venuta di Gesù, perché siamo nel Tempo liturgico di
Natale. Abbiamo appena celebrato la solennità di Maria santissima Madre di Dio,
a Capodanno, che è già domenica, nella quale si celebra la Pasqua di ogni
settimana.
La lettura evangelica è la medesima della
Messa del giorno della solennità del Natale del Signore e questo rende chiaro
che si celebra il medesimo evento.
La prima lettura, tratta dal Libro del
Siracide, celebra la Sapienza, che non è saggezza o intelletto, ma dono di Dio.
Sapienza di Dio è uno dei modi di chiamare Gesù.
Nell’antichità furono costruite due grandi
basiliche cristiane nelle due capitali dell’impero, Roma e Costantinopoli, ad
oriente. A Roma fu dedicata a Cristo Salvatore, la basilica che comunemente
chiamiamo San Giovanni in Laterano. A
Costantinopoli fu dedicata alla Santa
Sofia. Sofia non è una santa, ma significa, in greco, Sapienza. Entrambe le
basiliche sono dedicata a Gesù, la prima
a Gesù Salvatore, e il nome Gesù nell’ebraico antico significava Dio
salva, la seconda a Gesù Sapienza di Dio.
Il brano evangelico è tratto dal Prologo del Vangelo di Giovanni, e inizia con le
parole In principio, così come tutta la Bibbia,
nel Libro della Genesi. Vuol significare che c’è un unico progetto di Dio su di
noi, che si è attuato in Gesù, quello di farci figli di Dio, perché Dio ci ama.
L’evangelista richiama la nostra attenzione sull’accogliere Gesù, che è luce,
sapienza di Dio, per conoscere Gesù e ricevere uno spirito di Sapienza, come
abbiamo letto nella seconda lettura.
L’accoglienza implica un atteggiamento di apertura.
Gesù è luce, ma nel mondo ci sono anche le
tenebre che contrastano la luce. A volte le tenebre sono in noi credenti. E
allora è come è scritto nel brano evangelico proclamato in questa Messa: “Venne tra
suoi, e i suoi non l’anno accolto”. Accade che nella Chiesa non
sempre si sia disposti ad aprirsi per
accogliere Gesù e allora prevale la chiusura,
come quando pensiamo di possedere la verità, invece di riceverla come dono.
Sintesi
di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli

