Domenica 24-1-16 – 3° Domenica
del Tempo ordinario - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità –
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – proprio del tempo – colore liturgico: verde – 2° settimana del salterio - Letture e sintesi dell’omelia della Messa
vespertina prefestiva – avvisi di A.C.
Osservazioni ambientali: 4° C, cielo sereno. Canti: ingresso, Beati voi; offertorio, Ti offro Signor; comunione, Vocazione; canto finale, Andate per le strade.
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| L'altare della chiesa parrocchiale qualche minuto prima delle nove |
In
vista della Giornata Mondiale per i
malati di lebbra, sul sagrato parrocchiale è stato allestito un banchetto
con documenti informativi, presso il quale si raccolgono offerte.
Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei
banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.
Buona domenica a tutti
i lettori!
Pillola di Concilio
[Dalla
Costituzione La parola di Dio, del
Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]
25. Perciò è necessario che tutti i chierici,
principalmente i sacerdoti e quanti, come i diaconi o i catechisti, attendono
legittimamente al ministero della parola, conservino un contatto continuo con
le Scritture mediante una lettura spirituale assidua e uno studio accurato,
affinché non diventi « un vano predicatore della parola di Dio all'esterno
colui che non l'ascolta dentro di sé» (dal Sermone 179 di sant’Agostino d’Ippona), mentre deve
partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondanti ricchezze della parola
divina, specialmente nella sacra liturgia. Parimenti il santo Concilio esorta
con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere
« la sublime scienza di Gesù Cristo » (Fil 3,8) con la frequente lettura delle
divine Scritture. « L'ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo
» (dai Commentari sul libro di Isaia
di san Girolamo). Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia per mezzo
della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia
lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi,
che con l'approvazione e a cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si
diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura
dev'essere accompagnata dalla preghiera, affinché si stabilisca il dialogo tra
Dio e l'uomo; poiché «quando preghiamo, parliamo con lui; lui ascoltiamo,
quando leggiamo gli oracoli divini» (Sant’Ambrogio, Sulle funzioni dei ministri). Compete ai vescovi, «depositari della
dottrina apostolica » (Sant’Ireneo, Contro
gli eretici), ammaestrare opportunamente i fedeli loro affidati sul retto
uso dei libri divini, in modo particolare del Nuovo Testamento e in primo luogo
dei Vangeli, grazie a traduzioni dei sacri testi; queste devono essere
corredate delle note necessarie e veramente sufficienti, affinché i figli della
Chiesa si familiarizzino con sicurezza e profitto con le sacre Scritture e si
imbevano del loro spirito. Inoltre, siano preparate edizioni della sacra
Scrittura fornite di idonee annotazioni, ad uso anche dei non cristiani e
adattate alla loro situazione; sia i pastori d'anime, sia i cristiani di
qualsiasi stato avranno cura di diffonderle con zelo e prudenza.
Prima lettura
Dal libro del profeta Neemìa (Ne 8,2-4a.5-6.8-10)
In quei giorni, il sacerdote
Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di
quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla
porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza
degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il
popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una
tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza. Esdra aprì il libro
in presenza di tutto il popolo, perché stava più in alto di tutti; come ebbe
aperto il libro, tutto il popolo di alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore,
Dio grande, e tutti il popolo rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; si inginocchiarono
e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. I leviti leggevano
il libero della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così
facevano comprendere la lettura. Neemìa, che era il governatore, Esdra,
sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il
popolo: “Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e
non piangete!”. Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole
della legge. Poi Neemìa disse loro: “Andate, mangiate carni grasse e bevete
vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno preparato, perché questo
giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del
Signore e la vostra forza”.
Salmo responsoriale
Dal salmo 18 (199
Ritornello:
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita
La legge del Signore
è perfetta,
rifranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
Seconda lettura
Dalla prima lettera
di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 12,12-30)
Fratelli, come il corpo è uno
solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte,
sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati
battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o
liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo spirito. E infatti il corpo
non è format da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: “Poiché
non sono mano, non appartengo al corpo”, non per questo non farebbe parte del
corpo. E se l’orecchio dicesse: “Poiché non sono occhio, non appartengo al
corpo”, non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse
occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha
voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dover sarebbe il corpo? Invece molte
sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: “Non
ho bisogno di te”; oppure la testa ai piedi: “Non ho bisogno di voi”. Anzi
proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e
le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore
rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle
decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha
disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel
corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle
altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un
membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di
Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha
posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti,
in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle
guarigioni; di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse
tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti
possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le
interpretano?
Vangelo
Dal Vangelo secondo
Luca (Lc 1,1-4; 4,14-21)
Poiché molti hanno cercato di raccontare con
ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno
trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero
ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni
circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre
Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti
che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello
Spirito e la sua fame si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro
sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo
il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato
il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo
Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e
mi ha mandato a portare ai poveri il
lieto annuncio, a proclamare ai
prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli
oppressi e proclamare l’anno di grazia
del Signore”. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette.
Nella sinagoga, gli occhi erano tutti fissi su di lui. Allora cominciò a dire
loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.
Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
Il centro di ogni Messa è la lettura della
Parola di Dio, che costruisce la Chiesa.
La prima lettura narra della celebrazione della lettura della Parola di
Dio fatta dagli israeliti al tempo del
governatore Neemìa, dopo essere ritornati dall’esilio in Babilonia. Tornando,
avevano trovato Gerusalemme distrutta, in rovina. La Parola di Dio comunicò
loro che Dio avrebbe provveduto a ricostruirla. Nel brano si dice che il popolo
piangeva udendo le parole della Legge di Dio: questo perché si rendeva conto
della fedeltà di Dio in tutta la loro storia, che Dio non lo aveva mai
abbandonato. Neemia disse loro di fare
festa invece, di gioire, perché la gioia del Signore era la loro forza.
Gli israeliti facendo memoria della fedeltà di Dio pensavano innanzi tutto all’esperienza
dell’Esodo dall’Egitto, un’esperienza di liberazione. Ma al centro dell’esperienza
cristiana vi è la salvezza portata da Cristo, la salvezza dalla morte. Nella
Messa, nella proclamazione e ascolto della Parola di Dio, noi incontriamo
Cristo risorto e la sua salvezza. Le sue parole sono veramente spirito e vita come abbiamo proclamato oggi nel salmo.
Nel brano evangelico ci viene presentato Gesù
che, nella sinagoga, parola che significa in ebraico assemblea, legge la Parola di Dio tratta dal libro del
profeta Isaia che annunciava la liberazione dei prigionieri e degli oppressi e
la guarigione dei ciechi, e dichiara che la Scrittura si era compiuta, la
salvezza era giunta. La sua salvezza, la salvezza dalla morte. Gesù in questo
modo attualizzò il messaggio biblico di liberazione e di
salvezza, e così è anche per noi, oggi, in questa nostra vita: anche per noi,
oggi, è giunta la salvezza. Essa giunge a ciascuno secondo la sua condizione,
nonostante le diversità, che vanno accettate, perché siamo stati creati
diversi, ad esempio come maschi e femmine, ma destinati ad un’unica salvezza in
Cristo. Oggi invece non si accettano queste diversità.
Sintesi di Mario
Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante.
Avvisi di A.C.
- la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC si terrà
martedì 26-1-16, alle ore 17, in sala rossa. I membri del gruppo sono invitati a riflettere, con il
metodo della Lectio Divina, sulle letture
della Messa di domenica 31-1-16 (4° del Tempo ordinario): Ger 1,4-5.17-19; Sal 70 (71); 1Cor 12,31-13,13; Lc 4,21-30, in
modo da poter dare un contributo personale nel corso della meditazione che, con
il prezioso aiuto dell’assistente ecclesiastico, su di esse si farà insieme nel
corso della riunione.
