Stamattina
consegna delle tessere di AC
Stamattina, dopo la Messa delle nove, in sala
rossa ci sarà la consegna delle nuove tessere di AC.
Uno scrittore inglese in un’intervista disse
che la sua chiesa era diventata un po’ come il club del cricket (sport molto popolare tra la borghesia
britannica), si aderiva per ragioni di convenienza sociale e perché il cricket
rientrava nello spirito nazionale.
Entrare in AC è molto diverso. Richiede
impegno e attivismo e, soprattutto forte convinzione. In particolare da
cinquant’anni lo sforzo collettivo principale dell’AC è quello di partecipare
alla realizzazione del nuovo modello sociale di vita di fede disegnato dai saggi
dell’ultimo Concilio. Quello che oggi, dopo trent’anni di sostanziale minimizzazione,
viene riconosciuto come di portata rivoluzionaria.
Di questi tempi, in parrocchia, si vivono
tempi di cambiamenti. Ce li chiede il vescovo. Un clima ideale per pervicaci rivoluzionari come quelli dell’AC. Si edifica sulla base dello spirito di
dialogo e accoglienza. In AC si è specialisti dell’uno e dell’altro. Lo
strumento principale è quello della mediazione culturale, antica arte caduta un
po’ in disuso da noi al tempo della comunità corazzata.
Con chi
dialogare? Con tutti, specialmente
con quelli che non la pensano come noi. Anche
quelli dell’altra parte, che credono
poco al dialogo e più alla compattezza ideologica ed etica. Si procede uniti.
Lo stile è quello sinodale. Non si
vuole rinunciare a nessuno, proprio a nessuno.
Noi che oggi siamo minoranza numerica, ma con
il vento in poppa per il cambio di impostazione al vertice, non vogliamo
svilupparci in maggioranza e prendere il controllo di tutto emarginando gli
altri. Non puntiamo ad umiliare quelli che non la pensano come noi. Non vogliamo
rinunciare a nessuno di loro, così come sono. La sfida religiosa è infatti
quella di far convivere nell’agàpe tutte le diversità, rinunciando a uniformare la gente.
In passato siamo stati umiliati, ma non
vogliamo ricambiare con la stessa moneta. Ripudiamo l’idea di umiliare gli
altri. Questo è al centro del nostro ideale di vita religiosa, la base per
ricostituire una cordiale unità.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.