martedì 8 dicembre 2015

Stamattina consegna delle tessere di AC

Stamattina consegna delle tessere di AC

 Stamattina, dopo la Messa delle nove, in sala rossa ci sarà la consegna delle nuove tessere di AC.
  Uno scrittore inglese in un’intervista disse che la sua chiesa era diventata un po’ come il club del cricket (sport molto popolare tra la borghesia britannica), si aderiva per ragioni di convenienza sociale e perché il cricket rientrava nello spirito nazionale.
  Entrare in AC è molto diverso. Richiede impegno e attivismo e, soprattutto forte convinzione. In particolare da cinquant’anni lo sforzo collettivo principale dell’AC è quello di partecipare alla realizzazione del nuovo modello sociale di vita di fede disegnato dai saggi dell’ultimo Concilio. Quello che oggi, dopo trent’anni di sostanziale minimizzazione, viene riconosciuto come di portata rivoluzionaria.
 Di questi tempi, in parrocchia, si vivono tempi di cambiamenti. Ce li chiede il vescovo. Un clima ideale per pervicaci rivoluzionari come quelli dell’AC.  Si edifica sulla base dello spirito di dialogo e accoglienza. In AC si è specialisti dell’uno e dell’altro. Lo strumento principale è quello della mediazione culturale, antica arte caduta un po’ in disuso da noi al tempo della comunità corazzata.
 Con  chi dialogare? Con tutti, specialmente con quelli che non la pensano come  noi. Anche quelli dell’altra parte, che credono poco al dialogo e più alla compattezza ideologica ed etica. Si procede uniti. Lo stile è quello sinodale. Non si vuole rinunciare a nessuno, proprio a nessuno.
  Noi che oggi siamo minoranza numerica, ma con il vento in poppa per il cambio di impostazione al vertice, non vogliamo svilupparci in maggioranza e prendere il controllo di tutto emarginando gli altri. Non puntiamo ad umiliare quelli che non la pensano come noi. Non vogliamo rinunciare a nessuno di loro, così come sono. La sfida religiosa è infatti quella di far convivere nell’agàpe   tutte le diversità, rinunciando a uniformare la gente.
  In passato siamo stati umiliati, ma non vogliamo ricambiare con la stessa moneta. Ripudiamo l’idea di umiliare gli altri. Questo è al centro del nostro ideale di vita religiosa, la base per ricostituire una cordiale unità.
 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.