Don
Franco ha celebrato la Messa vespertina
Oggi, nella settimana di riflessione in
preparazione alla festa della parrocchia, domenica prossima, la più vicina al
23-11-15, memoria di San Clemente papa, la Messa vespertina è stata celebrata
da don Franco, che fu viceparroco da noi dal ’72 all’81, al tempo della mia
adolescenza.
Don Franco oggi svolge il suo ministero nella
parrocchia di Santa Monica, ad Ostia. Da noi si occupava dei giovani. Era molto
amato e stimato da loro. Ce n’erano moltissimi. Ha ricordato le tante
iniziative che riuscì a suscitare con loro. Ha ricordato, in particolare, la
marcia per la pace. Bisogna dare fiducia ai giovani, ci ha detto, attribuire loro delle
responsabilità. I risultati possono essere straordinari.
All’inizio della Messa ci ha invitati a fare
memoria di tutte le volte che siamo rimasti inerti, disposti solo a ricevere,
senza dare frutto, chiusi agli altri, in una forma di religiosità tutta verticale e mai orizzontale,
quindi diretta anche a coinvolgere gli altri, di tutte le volte che non abbiamo
saputo fare veramente comunità. Bisogna cambiare. Iniziare un nuovo corso, con
la guida del nuovo parroco, don Remo.
Ai
tempi in cui era a lavorare da noi, ha detto don Franco, la chiesa parrocchiale
era sotterranea, ma come Chiesa si era veramente in uscita. Ed era più bello
ancora, uscire, provenendo da
sottoterra. Si era pietre vive
edificando quel tipo di comunità religiosa, aperta.
Uscire,
condividere, ascoltare, e ascoltare veramente: questa, ci ha esortato, deve
essere la nostra testimonianza di fede.
Tutto per seguire il comandamento di Gesù dell’amore: è l’amore che dischiude l’eternità,
ci ha detto.
Ha poi ricordato don Vincenzo, il suo parroco,
che guidò la parrocchia dalla sua istituzione fino all’83. Era un prete come lo si era una volta. Io lo
ricordo burbero, severo. Certe novità
non le comprendeva del tutto. Com’è che, però, ebbe dei giovani viceparroci strepitosi? E’ che dava
loro fiducia. Volevano fare? Si prendevano delle responsabilità? E, allora, che
facessero. Don Franco ha ricordato come fu soddisfatto, don Vincenzo, dopo l’iniziativa
della marcia della pace, verso la quale inizialmente era stato un po’ scettico.
Lasciava spazio al nuovo, ai giovani. Questo fu un suo grande merito. E la
parrocchia, sotto la sua guida, fu molto partecipata, viva.
Don Franco, nel saluto finale al termine
della Messa, ci ha invitati a raccogliere il testimone di quei tempi per proseguire
per quella via, seguendo il nuovo parroco.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli