L’AC
torna in sala rossa
Dopo diversi anni in cui si è riunita un po’
qua e un po’ là, l’AC, dalla riunione di oggi alle 17, torna in sala rossa. E’ uno degli ambienti per
riunioni più grandi della parrocchia, chiesa a parte . Significa che ci si sta
dando fiducia. C’è posto per molta altra gente che deve venire. Dobbiamo quindi
sentirci impegnati a cercarla e ad invitarla tra noi.
Lavoriamo per la parrocchia e per la diocesi.
E’ sempre stato lo stile caratteristico dell’AC. Non c’è spirito di fazione e
di proselitismo nella nostra azione. Ci muoviamo sotto le bandiere della
parrocchia perché la parrocchia cresca armonicamente in tutte le sue
componenti. Il nostro apporto consiste nella pratica del metodo democratico e nella cultura del Concilio Vaticano 2°. Il primo consente l’apertura sociale, il
fare spazio a tutti, il secondo l’apertura religiosa, con la finalità di fare
della parrocchia la casa di tutti i fedeli, di ogni età e condizione sociale.
Poi c’è la piena condivisione dello spirito sinodale, per cui non proponiamo un
nostro progetto di apertura, ma vogliamo operare in unità di pensiero e di
azione con tutte le altre componenti e sensibilità parrocchiali, sotto la
presidenza dell’apostolo che ci è stato inviato dalla diocesi, del parroco, e
quindi anche in unità sinodale con il vescovo e con tutta la diocesi.
Vi propongo alcuni propositi per il prossimo
anno.
Per quanto oggi prevalgano tra noi i nostri
valorosi anziani, alla cui pervicacia dobbiamo se l’AC è rimasta viva ed è giunta fino a quest’anno in parrocchia traversando tempi difficili, noi siamo l’AC, non un gruppo anziani. Non siamo gente che viene solo, una volta alla
settimana, a sentire altri che parlano o che predicano. In questo tempo di
rinnovamento e di ripresa, dobbiamo, tutti, giovani e meno giovani, essere più
partecipi, più attivi, fare dei programmi più ambiziosi, darci degli obiettivi
più stringenti, associativi e personali.
Ecco le mie idee.
Primo: avere in casa, tutti, il libro con i
documenti del Concilio Vaticano 2°, il Catechismo della Chiesa Cattolica
(versione integrale, non il compendio),
il Compendio della dottrina sociale della
Chiesa, l’esortazione apostolica Evangelii
Gaudium e l’enciclica Laudato si’.
Secondo: programmare la lettura
personale di quei testi durante l’anno.
Terzo: dedicare una parte della riunione infrasettimanale
alla discussione dei temi di quei testi che abbiamo trovato più difficili da
comprendere o agli argomenti che, di volta in volta, risultino di maggiore attualità. Cerchiamo di non limitare gli incontri alla spiritualità generica.
Quarto: proponiamoci, quando incontriamo
qualcuno per i corridoi della parrocchia, di salutarlo sorridendogli, sempre.
Cerchiamo di combattere il sentimento di estraneità reciproca che ha fatto
tanto male alla vita parrocchiale.
Quinto:
cogliamo ogni occasione possibile per invitare gente nuova alle nostre riunioni
e, comunque, per coinvolgerla nel lavoro di rinnovamento della parrocchia.
Sesto:
incoraggiamo tutti, e in particolare i più giovani, in ciò che fanno in parrocchia. Non perdiamo
mai l'occasione di farlo, quando ci si presenta. Abituiamo la gente a sentirsi
compresa e stimata, sia tra noi che fuori.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli