martedì 13 ottobre 2015

L’AC torna in sala rossa

L’AC torna in sala rossa


 Dopo diversi anni in cui si è riunita un po’ qua e un po’ là, l’AC, dalla riunione di oggi alle 17, torna in sala rossa. E’ uno degli ambienti per riunioni più grandi della parrocchia, chiesa a parte . Significa che ci si sta dando fiducia. C’è posto per molta altra gente che deve venire. Dobbiamo quindi sentirci impegnati a cercarla e ad invitarla tra noi.
  Lavoriamo per la parrocchia e per la diocesi. E’ sempre stato lo stile caratteristico dell’AC. Non c’è spirito di fazione e di proselitismo nella nostra azione. Ci muoviamo sotto le bandiere della parrocchia perché la parrocchia cresca armonicamente in tutte le sue componenti. Il nostro apporto consiste nella pratica del metodo democratico e nella cultura del Concilio Vaticano 2°. Il primo consente l’apertura sociale, il fare spazio a tutti, il secondo l’apertura religiosa, con la finalità di fare della parrocchia la casa di tutti i fedeli, di ogni età e condizione sociale. Poi c’è la piena condivisione dello spirito sinodale, per cui non proponiamo un nostro progetto di apertura, ma  vogliamo operare in unità di pensiero e di azione con tutte le altre componenti e sensibilità parrocchiali, sotto la presidenza dell’apostolo che ci è stato inviato dalla diocesi, del parroco, e quindi anche in unità sinodale con il vescovo e con tutta la diocesi.
 Vi propongo alcuni propositi per il prossimo anno.
  Per quanto oggi prevalgano tra noi i nostri valorosi anziani, alla cui pervicacia dobbiamo se l’AC è rimasta viva  ed è giunta fino a quest’anno in parrocchia traversando tempi difficili, noi siamo l’AC, non un gruppo anziani. Non siamo gente che viene solo, una volta alla settimana, a sentire altri che parlano o che predicano. In questo tempo di rinnovamento e di ripresa, dobbiamo, tutti, giovani e meno giovani, essere più partecipi, più attivi, fare dei programmi più ambiziosi, darci degli obiettivi più stringenti, associativi e personali.
  Ecco le mie idee.
  Primo: avere in casa, tutti, il libro con i documenti del Concilio Vaticano 2°, il Catechismo della Chiesa Cattolica (versione integrale, non il compendio), il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium  e l’enciclica Laudato si’.
 Secondo: programmare la lettura personale di quei testi durante l’anno.
 Terzo: dedicare una parte della riunione infrasettimanale alla discussione dei temi di quei testi che abbiamo trovato più difficili da comprendere o agli argomenti che, di volta in volta, risultino di maggiore attualità. Cerchiamo di non limitare gli incontri alla spiritualità generica.
 Quarto: proponiamoci, quando incontriamo qualcuno per i corridoi della parrocchia, di salutarlo sorridendogli, sempre. Cerchiamo di combattere il sentimento di estraneità reciproca che ha fatto tanto male alla vita parrocchiale.
Quinto: cogliamo ogni occasione possibile per invitare gente nuova alle nostre riunioni e, comunque, per coinvolgerla nel lavoro di rinnovamento della parrocchia.
Sesto: incoraggiamo tutti, e in particolare i più giovani,  in ciò che fanno in parrocchia. Non perdiamo mai l'occasione di farlo, quando ci si presenta. Abituiamo la gente a sentirsi compresa e stimata, sia tra noi che fuori.
Mario Ardigò  - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli