domenica 6 settembre 2015

La grande storia in scena nel mondo

  La grande storia va in scena nel mondo 




La grande marcia organizzata dai rifugiati siriani da Budapest al confine austriaco è un evento politico grandioso, rilevantissimo.
 Lo ha colto bene Angela Merkel, ragazza dell'Est  formatasi nella DDR, nella gioventù comunista, la quale visse un fenomeno analogo nel 1989, a seguito del quale l'Europa inaspettatamente cambiò. Quell'anno si misero in marcia, verso l'Austria e la Germania federale, le genti che vivevano sotto il dominio dei regimi comunisti dell'Europa Orientale. Anche quell'anno caddero frontiere che solo pochi mesi prima erano sembrate inespugnabili. E l'attuale cancelliera tedesca iniziò la sua carriera politica.
  Dunque, anche ora la Germania, culla del nazismo e in passato deportatrice sistematica di popoli, è  terra d'asilo, la terra promessa, la meta di un vero Esodo di dimensioni bibliche (da terre bibliche).
 I migranti hanno posto la loro lunga marcia sotto la bandiera dell'Unione Europea. Politicamente è il ripudio eclatante di tutto ciò che l'ISIS e l'islamismo radicale pretenziosamente vogliono realizzare in Siria. Per uno spirito religioso è un segno sconvolgente, tenendo conto del senso trasparente del simbolo esposto, la corona di dodici stelle in campo azzurro, rimando all'Apocalisse. E' l'adesione piena agli ideali umanitari che tra noi sembrano in crisi, tanto da indurci periodicamente a polemizzare con la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo che li presidia.
  La resa del regime ungherese a questa grande migrazione di popolo segna anche la sconfitta palese della via "salviniana" impostata sull'idea di respingimento di massa dei migranti. Se ne è dimostrata sperimentalmente l'inattuabilità e la crudeltà insopportabile.
 Inaspettatamente, i gelidi animi nordici si sono aperti alla solidarietà, fin nella lontana Islanda. "Benvenuti rifugiati" si è voluto scrivere e significare con gesti concludenti all'arrivo dei migranti in terre alemanne. L'integrazione parte sotto i migliori auspici. Certe cose non si dimenticano. Coloro che da bambini e ragazzi sono stati liberati in terra tedesca saranno per sempre alleati dei tedeschi.
 La Merkel sta pensando ad una modifica della costituzione tedesca per scrivere una norma suprema che si occupi di questo fatto di enorme rilevanza, un'idea che ancora non è passata per la mente dei nostri riformatori.
  L'organizzazione politica delle migrazioni, gente che non arriva più in Europa stremata dal duro servaggio alla criminalità internazionale ma con una propria dignità civile, cambierà il nostro mondo, così come lo cambiarono le migrazioni europee nell'89.
 Il diritto italiano appare assolutamente inadeguato agli eventi che si stanno producendo, come anche quello europeo.
 E forse lo siamo anche noi.

 Abbiamo qualcosa da dire in merito?

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro - Valli