Idee per il nuovo
anno
La parrocchia sta riprendendo a
pieno l’attività dopo la pausa estiva. C’è in corso un avvicendamento tra
parroci. Don Carlo ci lascia per ragioni di età e arriva don Remo. Le idee e lo
stile di un parroco improntano la vita della parrocchia, perché tutto, prima o
poi, fa capo a lui. Abbiamo avuto modo di conoscere molto bene don Carlo, nel
suo lungo ministero da noi, durante il quale è stato realizzato il nuovo
edificio della chiesa parrocchiale, che prima era nei sotterranei, e sono state
avviate tante attività importanti. Nessuno di noi parrocchiani, e io per primo,
dimenticherà le tante occasioni in cui è stato personalmente aiutato, soccorso,
consigliato, assistito da lui e dai sacerdoti suoi collaboratori. Dobbiamo impegnarci a conoscere altrettanto
bene anche don Remo, il quale arriva da noi con una precisa missione
affidatagli dal vescovo, che deve corrispondere anche ad un nostro impegno:
essere sempre più “Chiesa in uscita”, secondo gli auspici di Papa Francesco.
In alcuni post pubblicati nei mesi di luglio e
agosto ho indicato alcuni problemi che vedo in parrocchia. Qualcosa penso che
dovrà essere cambiato, se si vuole procedere verso quell’obbiettivo.
Quando si tratta di criticare
tutti sono buoni, ma progettare qualcosa di diverso è più difficile, anche
perché comporta un impegno personale.
Mi sono consultato in famiglia
con mia moglie e le mie figlie. Sono uscite alcune idee.
Bisogna reclutare forze nuove.
Si potrebbe incominciare dai
genitori dei bambini del catechismo, come si era pensato di fare l’anno
passato. Si potrebbe creare un gruppo di
contatto che possa far fermentare qualcosa tra loro. E’ però importante non
discriminare od offendere i genitori che si trovano in situazioni matrimoniali
fallite o complesse. Penso che sarebbe una buona idea seguire le esortazioni
del Papa su questo tema.
Un’altra idea (parte da mia
moglie) è quella di creare un coro parrocchiale che poi, nei minuti che
precedono le messe, diriga qualche prova di canti. Si potrebbe rinnovare il canzoniere
in uso in parrocchia. Bisognerebbe trovare tra i parrocchiani qualche musicista,
professionale o dilettante. Mia moglie ha l’esperienza del coro parrocchiale
della sua parrocchia di origine, San Saba all’Aventino, che funzionava molto
bene. Io, che sono stonato, andavo sempre ad assistere alle prove e il tempo
passava veloce e lietamente.
La catechesi dei bambini per la
Prima Comunione è assicurata dalle signore che l’hanno svolta negli anni
passati e che hanno una lunga esperienza sul campo. Si potrebbe però organizzare, nel corso dell’anno,
una serie di incontri di aggiornamento, secondo le linee guida dell’ufficio
catechistico della diocesi, come sollecitato dal vescovo ausiliare durante la
sua visita pastorale di qualche mese fa.
La catechesi per la Cresima e
post-Cresima e quella per gli adulti sono il vero campo critico della vita della
parrocchia. Come ho scritto, occorre istituire un servizio catechistico per
quelle età distinto dall’iniziazione svolta nel Cammino Neocatecumenale, con
persone formate possibilmente secondo le linee guida del servizio catechistico
della diocesi. Come fare, se queste persone non ci sono perché si riteneva che
bastasse la formazione neocatecumenale per abilitarle? Un bel problema. E come
la prenderanno gli amici neocatecumenali? Purtroppo il loro particolare
orientamento spirituale non va bene per tutti: è questo che bisognerebbe far
capire loro.
Un catechista cattolico non si
improvvisa. L’ufficio catechistico diocesano prevede un percorso di formazione
molto serio. E’ qui che don Remo dovrà farsi uscire qualche idea o stratagemma
che solo a lui compete trovare. Chiedere sostegno alla diocesi per quest’anno? Mandare qualcuno da noi che faccia quest’anno
un corso intensivo per aiuto-catechisti con contestuale tirocinio, in modo da
formarli mentre danno una mano nella catechesi, guidati dai formatori?
il Consiglio pastorale andrebbe
un po’ rivisto. Sento di rapporti talvolta tesi. Da quanto non si fanno le
elezioni? Si potrebbe fare l’esperienza di un sinodo parrocchiale, con attività
di durata annuale, seguite dalle votazioni per il Consiglio pastorale, al
culmine della riorganizzazione della parrocchia?
Poi ci sono due urgenze, il
Giubileo e la questione “una famiglia di immigrati per parrocchia”. Possono
essere occasione per reclutare gente nuova. Innanzi tutto spiegando bene in che
cosa consistano quei campi di impegno. In un certo senso essi sono legati: il
Giubileo è infatti centrato sulla misericordia.
La nostra parrocchia ha un
servizio sociale che so essere molto efficiente. Don Carlo ci spiega sempre che
assistiamo numerose famiglie. Partiamo quindi da un buon punto.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte
Sacro, Valli