lunedì 8 giugno 2015

La nostra storia ci sospinge

La nostra storia ci sospinge


Fort Alamo - Texas - Usa. Ci sentiamo come gli assediati di Fort Alamo?




[da: Ernesto Preziosi, Laici e associazioni di laici: la nostra esperienza, le nostre speranze, in Azione Cattolica e Concilio, AVE, 2002]

 Seguendo l’invito di Paolo 6° vediamo in cosa consiste la nostra soggettività associativa a partire dalla storia.
 Ma cos’è stata questa storia? In sintesi , potremmo dire che questa storia consiste nella lenta presa di coscienza del laicato, in quel percorso attraverso il quale i laici cattolici si sono organizzati, si sono dati delle regole, uno statuto democratico che regolasse la vita associativa, hanno individuato dei percorsi con una originale proposta formativa “da laico a laico”. Poi - come afferma Paolo 6°- arrivano i riconoscimenti, l’assunzione, la promozione da parte della gerarchia.
  L’AC inoltre non è nata in parrocchia, ma in diocesi; con la formula del circolo che poi apriva alle sezioni parrocchiali; la l’intuizione originaria è stata quella -in sintonia, possiamo dire oggi, con l’ecclesiologia del Vaticano 2°- di radicarsi nella chiesa diocesana in stretto rapporto con il vescovo.
 Così come lo stretto rapporto dell’AC con la Chiesa e con la sua gerarchia e con le scelte a questa operate di fronte a fatti ed eventi è il punto in cui confluiscono le accentuazioni che nel n ostro lungo percorso storico hanno visto di volta in volta mettere l’accento sul servizio di comunione intra-ecclesiale e, in altri momenti significativi, mettere l’accento sul servizio nella storia, in una sintesi, in un continuo che non conosce interruzione.
 Detto questo bisogna  anche dire che proprio il più stretto rapporto con i pastori, la vicinanza, l’identificazione del laicato di AC con il cammino della Chiesa, ha prodotto quel di più di sensibilità che è alla base della dimensione consapevole del laicato, facendo di fatto anticipare quell’apostolato dei laici che la Lumen Gentium al numero 33 avrebbe definito come la “partecipazione alla stessa missione salvifica della Chiesa”.
 La nostra quindi è una storia di laicità cristiana  vissuta, una storia ricca di esempi, di tradizioni, di esperienze, che non sono già un carico da portare ma un motore che vi porta”.

 La storia dell’AC è infatti una storia che ha fatto sintesi di molteplici movimenti, ricca di molte, singole intuizioni e carismaticità, confluite -non senza sacrificio- in un insieme più vasto diventato “segno”, “strumento” della partecipazione di un numero sempre più ampio di battezzati alla vita della Chiesa; uomini e donne che hanno speso consapevolmente la propria vita da laici nella comunità cristiana, e da cristiani nella società.