martedì 30 giugno 2015

Chi sono io per giudicare?


Icona raffigurante Mosé di Scete, monaco, 4° secolo


 Una volta a Scete [località egiziana a circa 90 Km da Il Cairo]  un fratello commise una colpa. Gli anziani si radunarono e pregarono abba Mosè di unirsi a loro. Questi però rifiutò di venire. Il presbitero gli mandò un messaggio di questo tenore: "Vieni, la comunità dei fratelli ti aspetta". Allora egli si alzò e si mise in viaggio, caricandosi sulle spalle un vecchio cesto bucato, che aveva riempito di sabbia.
 Gli anziani gli vennero incontro e gli domandarono: "Padre, che cos'è questo?". L'anziano rispose: "I miei peccati scorrono dietro di me, e io non li vedo; ed ecco che oggi vengo a giudicare i peccati di un altro!". All'udire queste parole, non dissero nulla al fratello e lo perdonarono.

da Detti dei Padri, Serie Alfabetica, Mosé di Scete (4° secolo), in Olivier Clément, Nuova Filocalia - Testi spirituali d'oriente e d'occidente, Edizioni Qiqajon, 2010