sabato 27 giugno 2015

Altre famiglie in festa in USA


Ecco perché è necessaria un'educazione alla pari dignità di genere fin dalle scuole primarie 


Supporters of gay marriage rally after the U.S. Supreme Court ruled on Friday that the U.S. Constitution provides same-sex couples the right to marry at the Supreme Court in Washington June 26, 2015. The court ruled 5-4 that the Constitution's guarantees of due process and equal protection under the law mean that states cannot ban same-sex marriages. With the ruling, gay marriage will become legal in all 50 states.REUTERS - Sostenitori del matrimonio omossessuale manifestano davanti alla sede della Corte Suprema,  dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti, venerdì 26 giugno 2015, ha deciso che la Costituzione degli Stati Uniti garantisce alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi. La Corte, a maggioranza di cinque contro quattro, ha sentenziato che le garanzie costituzionali di giusto processo e di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge implicano  che gli stati dell'Unione non possono vietare i matrimoni omosessuali. Di conseguenza, i matrimoni omosessuali diverranno legali in tutti i 50 stati dell'Unione.



Ciò che è accaduto ieri negli Stati Uniti delinea il nostro futuro. Nonostante tutte le resistenze di settori della nostra società, in particolare a sfondo religioso, alla fine in Italia ognuno avrà il diritto di essere trattato come desidera, anche con riguardo alla propria identità sessuale.
 Ecco perché è necessario educare, a scuola,  i nostri figli, fin da piccoli, fin dalla primaria, alla nuova situazione che già è in atto,  a meno di non volerne fare dei piccoli disadattati, dei bulletti violenti e intolleranti, e, da grandi, dei bruti fuori della storia sociale in cui sono immersi. Non sempre i genitori sanno farlo. Anche quelli più giovani spesso si sono formati in una cultura sociale che è molto cambiata e devono ancora assimilare questa nuova situazione e trovare una via per gestirsi in questa realtà nuova. Gli ambienti sociali a cui fanno privilegiato riferimento spesso non li aiutano.Talvolta li spingono verso la via infruttuosa della negazione della novità.
 E anche la teologia dovrebbe prendere atto della sua inadeguatezza. Non ci sta aiutando ad affrontare il cambiamento. Dobbiamo fare da soli. Ma a che serve, allora, tutta questa sofisticata teologia? Solo a fare accademia tra specialisti con approvazione gerarchica, ma fuori della storia che l'altra gente, i fedeli, il popolo, stanno vivendo? Lontano dai loro problemi, vivendo in un mondo irreale, immaginario. Sognando un passato che certamente non tornerà.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro Valli