venerdì 19 giugno 2015

1. Laudato si’. Ecologia integrale


1. Laudato si’. Ecologia integrale

“Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità.” [Enciclica di papa Francesco Laudato si’, 24-5-15 - Pentecoste, diffusa ieri 18-6-15,  n.10]

 Un aspetto che mi pare caratterizzare l’enciclica Laudato si’  è la concezione di una ecologia integrale.
 La natura ci parla del suo Creatore. Se però consideriamo i fatti della natura prescindendo dall’umanità, essi non ci parlano di un Creatore buono. La natura infatti è crudele e violenta, è un sistema in cui tutti i viventi si nutrono di altri viventi e l’equilibrio, sempre precario nel lungo periodo, viene ottenuto con la costante decimazione o soppressione di  viventi e di intere specie. Ma anche l’umanità ne fa parte ed è per questo che possiamo pensare a una ecologia, vale a dire ad una scienza dellambiente, della casa comune, ad una natura buona  ed anche ad un Creatore buono. In  religione diciamo che l’essere umano è immagine dell’Altissimo. E gli esseri umani tendono verso un Creatore buono.
 Ecologia integrale significa ritenere che la natura da salvare e integrare non comprenda solo i viventi non umani, ma anche quelli umani, e che la creazione di una casa comune, di un ambiente, ispirato all’idea di un Creatore buono richieda di intervenire anche nell’organizzazione sociale degli esseri umani, perché gli umani possano poi realizzare con sapienza quella casa comune dei viventi. E’ stato osservato che questa prospettiva è rivoluzionaria, nel senso che richiede un profondo mutamento di mentalità  ma anche modifiche sociali molto incisive.
 L’economia e la finanza contemporanee sono in fondo ispirate alle dinamiche della natura non umana, in cui pesce grosso mangia pesce piccolo e ciò non fa problema. Anche le concezioni razziste dei nazifascismi europei del secolo scorso furono nella stessa linea. Alcune concezioni ecologiche contemporanee considerano poi l’umanità prevalentemente un problema per gli altri viventi. Certi estremisti sono per lasciare libero corso alla natura non umana, anche a spese degli umani,  e in ciò vedono l’unica ecologia veramente valida. 
 L’enciclica si pone in una prospettiva diversa. Misticamente, con Francesco d’Assisi, coglie l’unità dei viventi e la mano dell’Altissimo in essa. Ma realizzare un’unità buona dei viventi richiede un impegno umano, la mano degli esseri umani ispirata dall’Altissimo (nel senso di guidata dal soffio del suo Spirito: significativamente l'enciclica reca la data della Pentecoste 2015), non basta lasciar fare alla natura non umana. Per realizzare ciò che serve, oltre all'ispirazione  della religione, occorre una sapienza umana in buona parte ancora da costruire. L'enciclica, in molte parti, fa esplicito riferimento alle scienze contemporanee, per dare il quadro della situazione in cui ci troviamo. Esse saranno necessarie anche nel prosieguo del lavoro delineato dalla Laudato si'.
 Possiamo constatare, è scritto nell'enciclica, che l’impatto delle società umane sull’ambiente (non inteso come il campo di guerra della lotta per la vita ma  religiosamente come casa comune), guidato da una cieca logica di sfruttamento e prevaricazione in fondo sull’esempio della natura non umana, tende a divenire catastrofico e a condurre all’annientamento integrale della natura, umani e non umani compresi, invece che condurre alla amorevole e gioiosa creazione della casa comune dei viventi. In questo non abbiamo saputo essere, collettivamente, in particolare nelle potenti società globalizzate contemporanee, mano ispirata dall'Altissimo tra i viventi. 


Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli