1. Laudato
si’. Ecologia integrale
“Credo che Francesco
sia l’esempio per eccellenza della cura
per ciò che è debole e di una ecologia
integrale, vissuta con gioia e autenticità.” [Enciclica
di papa Francesco Laudato si’,
24-5-15 - Pentecoste, diffusa ieri 18-6-15, n.10]
Un aspetto che mi pare caratterizzare l’enciclica
Laudato si’ è la concezione di una ecologia integrale.
La natura ci parla del suo Creatore. Se però
consideriamo i fatti della natura prescindendo dall’umanità, essi non ci
parlano di un Creatore buono. La natura infatti è crudele e violenta, è un
sistema in cui tutti i viventi si nutrono di altri viventi e l’equilibrio, sempre
precario nel lungo periodo, viene ottenuto con la costante decimazione o
soppressione di viventi e di intere specie. Ma anche l’umanità ne fa parte ed è per questo che
possiamo pensare a una ecologia, vale a dire ad una scienza
dell’ambiente, della casa comune, ad una natura
buona ed anche ad un Creatore
buono. In religione diciamo che
l’essere umano è immagine dell’Altissimo. E gli esseri umani tendono verso un
Creatore buono.
Ecologia integrale significa
ritenere che la natura da salvare e integrare non comprenda solo i viventi non
umani, ma anche quelli umani, e che la creazione di una casa comune, di un ambiente,
ispirato all’idea di un Creatore buono richieda di intervenire anche nell’organizzazione
sociale degli esseri umani, perché gli umani possano poi realizzare con sapienza quella casa comune dei viventi. E’ stato osservato che questa prospettiva è
rivoluzionaria, nel senso che richiede un profondo mutamento di mentalità ma anche modifiche sociali molto incisive.
L’economia e la finanza contemporanee sono in
fondo ispirate alle dinamiche della natura non umana, in cui pesce grosso
mangia pesce piccolo e ciò non fa problema. Anche le concezioni razziste dei nazifascismi
europei del secolo scorso furono nella stessa linea. Alcune concezioni
ecologiche contemporanee considerano poi l’umanità prevalentemente un problema per
gli altri viventi. Certi estremisti sono per lasciare libero corso alla natura
non umana, anche a spese degli umani, e
in ciò vedono l’unica ecologia veramente valida.
L’enciclica si pone in una prospettiva diversa.
Misticamente, con Francesco d’Assisi, coglie l’unità dei viventi e la mano dell’Altissimo
in essa. Ma realizzare un’unità buona dei viventi richiede un impegno umano, la mano degli esseri umani ispirata dall’Altissimo (nel senso di guidata dal soffio del suo Spirito: significativamente l'enciclica reca la data della Pentecoste 2015), non basta lasciar fare alla natura non umana. Per realizzare ciò che serve, oltre all'ispirazione della religione, occorre una sapienza umana in buona parte ancora da costruire. L'enciclica, in molte parti, fa esplicito riferimento alle scienze contemporanee, per dare il quadro della situazione in cui ci troviamo. Esse saranno necessarie anche nel prosieguo del lavoro delineato dalla Laudato si'.
Possiamo constatare, è scritto nell'enciclica, che l’impatto delle società umane sull’ambiente (non inteso come il campo di guerra della lotta per la vita ma religiosamente come casa comune), guidato da una cieca logica di sfruttamento e prevaricazione in fondo sull’esempio della natura non umana, tende a divenire catastrofico e a condurre all’annientamento integrale della natura, umani e non umani compresi, invece che condurre alla amorevole e gioiosa creazione della casa comune dei viventi. In questo non abbiamo saputo essere, collettivamente, in particolare nelle potenti società globalizzate contemporanee, mano ispirata dall'Altissimo tra i viventi.
Possiamo constatare, è scritto nell'enciclica, che l’impatto delle società umane sull’ambiente (non inteso come il campo di guerra della lotta per la vita ma religiosamente come casa comune), guidato da una cieca logica di sfruttamento e prevaricazione in fondo sull’esempio della natura non umana, tende a divenire catastrofico e a condurre all’annientamento integrale della natura, umani e non umani compresi, invece che condurre alla amorevole e gioiosa creazione della casa comune dei viventi. In questo non abbiamo saputo essere, collettivamente, in particolare nelle potenti società globalizzate contemporanee, mano ispirata dall'Altissimo tra i viventi.
Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli