Il mosaico dell'abside nella basilica di S.Apollinare in Classe - Ravenna
L'immagine evangelica delle pecore e del pastore è alla base dell'ideologia sull'organizzazione gerarchica delle nostre collettività religiose. Mi ha sempre colpito considerare che, nel modello tratto dalla pastorizia, l'unica figura umana fosse quella del pastore. Non mi sono mai sentito veramente a mio agio nel ruolo di pecora. Tuttavia la differenza la fa stabilire chi e come si debba essere pastore. La nostra gerarchia del clero ritiene di dover avere una specie di monopolio di questo ruolo. Inoltre strutturandosi in un sistema di potere di tipo feudale, ricevuto dall'antichità, più o meno intorno al sesto/settimo secolo, tende a pretendere dai fedeli che si facciano sudditi. Quindi: i capi religiosi da pastori a principi feudali e i fedeli da pecore a sudditi. Questa metamorfosi ha dato adito a rivendicazioni democratiche dei sudditi, analogamente a ciò che è accaduto nelle società civili. Quindi i capi religiosi, più o meno dagli anni sessanta del secolo scorso, hanno pensato a come costruirsi un ruolo più propriamente di pastori, abbandonando gli attributi feudali che, come incrostazioni, pesavano loro addosso. Ma non è lavoro facile. Non si tratta di tornare indietro, ai primi due secoli dell'era della nostra confessione religiosa: il mondo e la società che lo abita sono troppo cambiati.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro Valli
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