venerdì 29 maggio 2015

Corpo estraneo

Corpo estraneo

 Nel nostro quartiere sono arrivate molte nuove famiglie con bambini piccoli. Lo constato nel mio condominio e girando per le strade della parrocchia. Ma sembra che siano diminuite in misura impressionante le iscrizioni alla formazione catechistica di base, quella per la Prima Comunione. In questo mese di maggio non abbiamo assistito ancora a nessun turno di Prime Comunioni (quando la ricevettero le mie figlie ce n’erano tre). Mi giungono voci di un doppio fenomeno migratorio: di famiglie del quartiere che portano i bambini al catechismo nelle vicine parrocchie di San Frumenzio  e del Redentore e di altre, aderenti al Movimento Neocatecumenale, che da altri quartieri portano i loro bambini nella nostra parrocchia. Il saldo sembra però sbilanciato a favore dei primi: c’è più emigrazione che immigrazione. Se questo fenomeno fosse confermato, si potrebbe individuarne le cause, oltre che in una verosimile progressiva secolarizzazione delle famiglie del quartiere, in insufficienze della formazione catechistica di base, già emerse platealmente due anni fa nel corso dell’audizione che fece il Vescovo ausiliare di settore. E inoltre nell’impostazione rigidamente attestata sulla teologia, e sulla conseguente ideologia anche politica, propugnata dal Movimento Neocatecumenale, che molti, me compreso, non possono in coscienza accettare. Essa si fa più sensibile nella formazione catechistica di secondo livello, per la Cresima, e poi diviene totalizzante in quella permanente, per gli adulti. Tutto ciò che rimane, compresa la nostra Azione Cattolica, sembra sia tollerato solo come fenomeno residuale e ad esaurimento. Al punto in cui siamo e tenuto conto della struttura gerarchica della nostra organizzazione religiosa si richiederebbe un intervento d’autorità della Diocesi, che però non viene.
 La nostra parrocchia tende sempre più a diventare un’articolazione del Movimento Neocatecumenale. E più questo fenomeno procede, più essa mi appare come un corpo estraneo nel quartiere, una cittadella fortificata come in un certo senso è oggi la Città del Vaticano, in cui, Basilica di San Pietro e Musei Vaticani a parte, si può entrare nelle parti più intime, meno “commerciali”, ad esempio per fare una passeggiata nei bei giardini frequentati dai papi, solo se attentamente selezionati e valendosi di appoggi particolari.
 Il primo intervento che mi appare urgente è quello di ripristinare canali di formazione primaria che consentano una reale pluralità di opzioni religiose, riportando l’impostazione del Movimento Neocatecumenale al suo giusto ambito, vale a dire di scelta lecita, legittima, ma particolare, non obbligatoria per tutti i fedeli. Si potrebbe farlo richiedendo l’ausilio dell’organizzazione dell’Azione Cattolica diocesana, che ha fatto di questo lavoro il suo campo principale di impegno.
 Che cosa deve essere la parrocchia, oggi? Come può svolgere un lavoro di diffusione delle idee e delle prassi religiose?
 L’ex assistente ecclesiastico del gruppo della FUCI - gli universitari cattolici che io e mia moglie frequentammo da giovani è andato a lavorare in Sardegna, sua terra di origine, a Oristano. Lì si sta concludendo un importante sinodo diocesano, con ampia partecipazione dei laici. Recentemente è stato approvato un documento dal titolo Natura e missione della parrocchia, che si apre con il paragrafo La parrocchia come comunità missionaria. E’ scritto in ecclesialese, il particolare gergo, in parte tratto dalla teologia e in parte dalla sociologia, che si usa nelle aggregazioni della nostra confessione religiosa e necessita di essere tradotto in lingua corrente in alcune parti. Nei prossimi interventi lo trascriverò, lo tradurrò dove serve, e lo userò come base per alcune riflessioni sul tema della parrocchia.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in san Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli