domenica 26 aprile 2015

Domenica 26-4-15 – 4° Domenica del Tempo di Pasqua- Lezionario dell’anno B per le domeniche e le solennità –colore liturgico: bianco –  salterio: 4°settimana - Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove

Osservazioni ambientali: temperatura  20°C; cielo: poco nuvoloso, nuvole alte e a strati. Canti: ingresso, Il Signore è il  mio pastore; offertorio, Le Mani;  Comunione, Vieni con me; finale, Regina Coeli.

  Alla Messa delle nove, il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.


Buona domenica a tutti i lettori!

Oggi, sul sagrato della chiesa parrocchiale, l’associazione di volontariato Nuovi Orizzonti,  che assiste tossicodipendenti, alcoldipendenti e persone colpite da altre forme di dipendenza, ha allestito un banchetto dove si possono trovare oggetti artigianali prodotti dalle persone coinvolte in quel lavoro e materiale informativo: chiedo un aiuto economico per continuare.

Pillola di Concilio:

  Chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo.
  Partendo da questa fede, la Chiesa può sottrarre la dignità della natura umana al fluttuare di tutte le opinioni che, per esempio, abbassano troppo il corpo umano, oppure lo esaltano troppo. Nessuna legge umana è in grado di assicurare la dignità personale e la libertà dell’uomo, quanto il Vangelo di Cristo, affidato alla Chiesa. Questo Vangelo, infatti, annunzia e proclama la libertà dei figli di Dio, respinge ogni schiavitù che deriva in ultima analisi dal peccato, onora come sacra la dignità della coscienza e la sua libera decisione, ammonisce senza posa a raddoppiare tutti i talenti umani a servizio di Dio e per il bene degli uomini, infine raccomanda tutti alla carità di tutti. Ciò corrisponde alla legge fondamentale dell’economia cristiana. Benché, infatti, il Dio Salvatore e il Dio Creatore siano sempre lo stesso Dio, e così pure si identifichino il Signore della storia umana e il Signore della salvezza, tuttavia in questo stesso ordine divino la giusta autonomia della creatura, specialmente dell’uomo, lungi dall'essere soppressa, viene piuttosto restituita alla sua dignità e in essa consolidata.
 Perciò  la Chiesa, in forza del Vangelo affidatole, proclama i diritti umani, e riconosce e apprezza molto il dinamismo con cui ai nostri giorni tali diritti vengono promossi ovunque. Questo movimento deve essere impregnato dallo spirito del Vangelo e dev'essere protetto contro ogni specie di falsa autonomia. Siamo, infatti, esposti alla tentazione di pensare che i nostri diritti personali sono pienamente salvi solo quando veniamo sciolti da ogni norma di legge divina. Ma per questa strada la dignità della persona umana non si salva e va piuttosto perduta

[dalla Costituzione pastorale Gaudium et spes (=la gioia e la speranza), del Concilio Vaticano 2° (1962-1965), n.41]

Prima lettura
Dagli Atti degli Apostoli (At 4,8-12)

(At 3,1-10. Antefatto della seconda lettura) Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho de lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!”. Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.

In  quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: “Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza, non vi è in fatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati.


Salmo responsoriale (117 (118))


Ritornello:
 La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo

 Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

 Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

 Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il  mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre



Seconda lettura  
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 3,1-2)

 Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figlio di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)

 In quel tempo, Gesù disse: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario -che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce m e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto da Padre mio”.


Sintesi dell'omelia della Messa delle nove

 Anche nella Messa di oggi risuona il grido di Pasqua: il Signore è risorto, ha sconfitto la morte.
 Il Signore è il buon pastore, che dà la vita per salvare il suo gregge. Non è come i mercenari, che sfruttano il gregge. Egli ci ha dato vita donando la sua vita. Ci ha salvato.  E’ questo che Pietro spiega nella seconda lettura. Il miracolo da lui compiuto, nel nome del Signore, è la via per arrivare poi a fare l’annuncio della salvezza portata da Gesù Cristo. Egli risana un infermo, lo rialza e gli consente di essere nuovamente ammesso nel tempio, dove per la sua condizione di malato non poteva entrare.
 I capi del popolo e gli scribi del suo tempo erano animati invece da  logiche di potere e non potevano credere che uno che da loro era stato annientato potesse, con la sua morte, donare la vita agli altri.
 Noi siamo il gregge salvato dal Signore, siamo la sua Chiesa viva, di cui l’edificio della chiesa parrocchiale è solo immagine. Anche noi, nel nome del Signore, dobbiamo portare la salvezza agli altri donando la nostra vita, cominciando dalle persone che ci sono vicine, i familiari, i coinquilini. Dobbiamo rialzare chi è caduto e riportarlo nel gregge del Signore.


Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli

  

Avvisi parrocchiali:
-martedì 28 aprile, alle ore 19:00, nella parrocchia del SS Redentore, a Val Melaina, verrà il Vescovo ausiliare di settore e si terrà una preghiera per i migranti morti in mare qualche giorno fa;
-dal Primo Maggio la Messa della sera sarà celebrata alle ore 19. Quel giorno cadrà nel primo venerdì del mese e sarà portata la Comunione agli ammalati;
-si segnala il sito WEB della parrocchia:

Avvisi di A.C.:
-  la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC si terrà il 28-4-15, alle ore 17, nell'aula con accesso dal corridoio dell'ufficio parrocchiale. I soci sono invitati a preparare una riflessione sulle letture di domenica 3-5-15: At 9,26-31; Sal 21 (22); 1Gv, 3,18-24; Gv 15,1-8.
- si segnala il sito WEB dall'AC diocesana: www.acroma.it
- si segnala il sito WEB www.parolealtre.it , il portale di Azione Cattolica sulla formazione.