Domenica 15-2-15 –
6° Domenica del Tempo Ordinario - Lezionario dell’anno B per le domeniche e le
solennità –colore liturgico: verde – salterio: 2°settimana - Letture e
sintesi dell’omelia della Messa delle nove
Osservazioni
ambientali: temperatura 11°C; cielo: coperto. Canti: ingresso, Purificami, o Signore; offertorio, Ti offro Signor; Comunione, Symbolum 77; finale, Andate per le strade.
Alla Messa
delle nove, il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando
l'abside.
Su sagrato della
chiesa parrocchiale, membri dell’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau
raccolgono fondi per iniziative in Guinea a sostegno degli ammalati di lebbra e
di Ebola.
Buona domenica a tutti i lettori!
Pillola di Concilio:
Sebbene le recenti guerre abbiano portato al nostro mondo gravissimi danni sia
materiali che morali, ancora ogni giorno in qualche punto della terra la guerra
continua a produrre le sue devastazioni. Anzi dal momento che in essa si fa uso
di armi scientifiche di ogni genere, la sua atrocità minaccia di condurre i
combattenti ad una barbarie di gran lunga superiore a quella dei tempi passati.
La complessità inoltre delle odierne situazioni e la intricata rete delle
relazioni internazionali fanno sì che vengano portate in lungo, con nuovi metodi
insidiosi e sovversivi, guerre più o meno larvate. In molti casi ili ricorso ai
sistemi del terrorismo è considerato anch’esso una nuova forma di guerra.
Davanti a questo stato di degradazione
dell’umanità, il Concilio intende innanzi tutto richiamare alla mente il valore immutabile del diritto universale e
dei suoi principi universali. La stessa coscienza del genere umano proclama
quei principi con sempre maggiore fermezza e vigore. Le azioni pertanto che deliberatamente
si oppongono a quei principi e gli ordini che comandano tali azioni sono
crimini, né l’ubbidienza cieca può scusare coloro che li eseguono. Tra queste
azioni vanno innanzi tutto annoverati i
metodi sistematici di sterminio di un intero popolo, di una nazione o di una
minoranza etnica; orrendo delitto che va condannato con estremo rigore. Deve
invece essere sostenuto il coraggio di coloro che non temono di opporsi
apertamente a quelli che ordinano tali misfatti.
[…]
La guerra non è purtroppo estirpata dalla
umana condizione. E fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà
un’autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta
esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare
ai governi il diritto di una legittima difesa. I capi di Stato e coloro che
condividono la responsabilità della cosa pubblica hanno dunque il dovere di
tutelare la salvezza di popoli che sono stati loro affidati, trattando con
grave senso di responsabilità cose di così grande importanza. Ma una cosa è
servirsi delle armi per difendere i giusti diritti dei popoli, ed altra cosa
voler imporre il proprio dominio su altre nazioni. La potenza delle armi non
rende legittimo ogni suo uso militare o politico. Né per il fatto che una
guerra è ormai disgraziatamente scoppiata, diventa per questo lecita ogni cosa
tra le parti in conflitto.
Coloro poi che al servizio della patria
esercitano la loro professione nelle file dell’esercito, si considerino
anch’essi come servitori della sicurezza e della libertà dei loro popoli; se
rettamente adempiono il loro dovere, concorrono anch’essi veramente alla
stabilità della pace.
[dalla Costituzione
pastorale Gaudium et spes (=la gioia
e la speranza), sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, del Concilio Vaticano 2°
(1962/1965), n.79]
Prima lettura
Dal libro del Levitico (Lv 13,1-2.45-46)
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e
disse: “Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia
bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal
sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. Il lebbroso colpito
da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperte; velato fino al labbro
superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!”. Sarà impuro finché durerà in lui
il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento”.
Salmo responsoriale (31 (32))
Ritornello:
Tu sei il mio rifugio, mi liberi
dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il
delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscerei il mio
peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: “Confesserò al Signore le
mie iniquità”
E tu hai tolto la mia colpa e il mio
peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate,
o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di
gioia!.
Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1Cor
10,31-11.1)
Fratelli, sia che mangiate, sia
che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di
Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di
Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio
interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei
imitatori, come io lo sono di Cristo.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco (Mc
1,40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un
lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi
purificarmi!”. Ne ebbe compassione, tese la mano, lo tocco e gli disse: “Lo
voglio, sii purificato!” E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu
purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse:
“Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e
offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza
per loro”. Ma quello si allontanò e si
mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare
pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti, e venivano a
lui da ogni parte.
Sintesi dell'omelia
della Messa delle nove
Le letture bibliche della Messa di
oggi ci parlano di guarigione e ci
esortano a seguire Gesù.
La prima lettura, tratta dal libro
del Levitico, ci presenta la situazione dei lebbrosi ai tempi biblici e serve
per capire il contesto della narrazione evangelica.
Ai tempi di Gesù la lebbra veniva
considerata fonte di impurità religiosa, vale a dire che impediva la
partecipazione al culto. Per questo motivo la malattia e la guarigione dovevano
essere verificate dai sacerdoti. Due capitoli del libro del Levitico sono
dedicati a questo. L’impurità della lebbra contagiava chi veniva a contatto con
il lebbroso. Quest’ultimo doveva quindi essere segregato dagli altri e non
poteva beneficiare della loro compassione. Questo era molto doloroso per il
malato.
Nel Vangelo ci viene presentato un
lebbroso che chiede a Gesù, non la guarigione, ma la purificazione. La
segregazione causata dalla impurità era infatti più dolorosa della stessa
malattia. Gesù, ha compassione del malato e lo, violando quindi la legge che
vietava questi contatti. Ma non è Gesù ad essere contaminato dall’impurità: è
invece la purezza di Gesù che purifica il malato, guarendolo.
Gesù vuole agire in maniera
discreta, senza pubblicità. Ma il malato, nella gioia di ciò che gli era
successo, divulga il fatto, tanto che Gesù non poté più entrare pubblicamente
in città, ma doveva rimanere fuori, in luoghi deserti, dove venivano a lui da
ogni parte.
Nella seconda lettura, san Paolo
ci esorta a farci imitatori di Gesù; lo fa in maniera indiretta, esorando ad
essere suoi imitatori, come lui lo è di Cristo. Bisogna fare tutto per la
gloria di Dio, non per interesse personale, ma nell’interesse di molti, perché
raggiungano la salvezza.
Nella nostra civiltà, la lebbra, come ogni altra
malattia, non è più considerata fonte di impurità religiosa. Ma, imitando Gesù, dobbiamo provare
compassione per i sofferenti e andare verso di loro per sollevarli dal loro
dolore.
Nella tradizione della Chiesa la
lebbra è inoltre considerata come simbolo di quella lebbra morale che è il
peccato. Anche noi, nel peccato, dobbiamo chiedere a Gesù di essere risanati: è
ciò che facciamo nel sacramento della Penitenza, davanti al sacerdote.
Dobbiamo imitare Gesù e farci
purificare da lui, perché il suo Regno si espanda sulla terra, portando a tutti
fraternità, pace e gioia.
Sintesi di Mario Ardigò, per
come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa
– Roma, Monte Sacro Valli
Avvisi parrocchiali:
-mercoledì 18-2-15,
alle ore 18, si svolgerà la liturgia dell’imposizione delle Ceneri. Il parroco
raccomanda di partecipare.
-giovedì 19-2-15,
alle ore 18, si svolgerà la Liturgia della Parola;
-venerdì 20-2-15, e
per tutti i venerdì di Quaresima, nella chiesa parrocchiale si terrà il pio
esercizio della Via Crucis;
-si segnala il sito WEB della
parrocchia:
Avvisi di A.C.:
- martedì prossimo, 17-2-15, non si terrà la
riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC. Alle ore 19:30 ci
ritroveremo nella pizzeria Le Valli,
in via Val di Lanzo 15 (angolo via Val di Cogne), per una serata conviviale.
Le letture della Messa di domenica
22-2-15, 1° Domenica di Quaresima,
saranno: Gn 9,8-15; Sal 24 (25); 1Pt
3,18-22; Mc 1,12-15.
- si segnala il sito WEB dall'AC
diocesana: www.acroma.it
- si segnala il sito WEB www.parolealtre.it , il
portale di Azione Cattolica sulla formazione.