Religione/religioni
Quando si arriva alla mia età, che è ancora per poco mezz'età, si capisce bene, anche se
spesso non ci si sente di esprimerlo esplicitamente, che ciò che, nella nostra
fede, definiamo religione comprende
in realtà molti tipi diversi, anche se collegati, di religioni. Le ideologie e le prassi della fede variano a seconda
delle età della vita, delle persone, dei gruppi sociali e delle epoche storiche e questo anche se quella parte della teologia
che si è assunta il compito di fare unità ideologica, la dogmatica, si sforza
di costruire una religione, un insieme coordinato e coerente di concetti ed
espressioni riguardanti la fede religiosa. Quando si arriva a prenderne
serenamente atto, quando cioè si va oltre la superficiale condanna di un preteso
indifferentismo dei fedeli che
ciclicamente viene scaraventata addosso
a noi popolo di fede, a volte ci si scoraggia, perché si capisce quanto sia
difficile e precaria l'unità tra noi, e
a volte invece si può giungere a considerarlo come un arricchimento, come
quando contemplando la natura ammiriamo la varietà dei suoi particolari.
La molteplicità
religiosa, le varie vie della fede coalizzate, quasi federate, nella nostra confessione si
riflettono sul tipo di salvezza che
si pensa di poter raggiungere, perché la nostra vuole essere una fede, e quindi
una religione, salvifica.
Un buon inizio di una
riflessione sui temi religiosi, un primo approccio alla fede, è chiedersi quale
tipo di salvezza si cerca nella vita. Avverto però che non tutti i tipi di
salvezze che correntemente sono agognati sono concretamente conseguibili mediante
la pratica della nostra fede, anche se, per quanto riguarda l'aspetto dell'offerta, quello che presenta qualche
affinità con il marketing commerciale, si propone indubbiamente una
gamma abbastanza ricca.
Ad esempio, per
quanto la religione del miracolo e del
prodigio abbia indubbiamente ancora corso nella nostra confessione, tanto
che si vuole che la santità sia accreditata anche
da eventi prodigiosi, i quali, avverto, lasciano sempre un certo margine di
opinabilità, francamente non ho mai cercato di attirare persone alla nostra
fede promettendo, ad esempio, guarigioni miracolose. Del resto i preti non me
le hanno mai veramente prospettate e,
fin da piccolo, mi hanno insegnato a pregare per l'ora della sofferenza e della
morte ("…adesso e nell'ora della
nostra morte), non per scamparvi, ma per resistere.
Sulla base della mia
esperienza, direi che un risultato salvifico concretamente conseguibile è un
certo miglioramento nelle organizzazioni sociali, un aumento della solidarietà
sociale e una pacificazione dei
conflitti non indotta dal semplice annientamento di una delle parti in
conflitto. Insomma qualcosa che tende a superare la sanguinaria legge di natura
che vuole tutti contro tutti. Al fondo della nostra fede vi è un sentimento di
compassione universale, che talvolta riesce a farsi strada nel nostro animo
naturale di belve e che poi, riflettendoci su, riteniamo che caratterizzi il
lato buono del nostro essere umani.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli