giovedì 5 giugno 2014

Religione/religioni


Religione/religioni

 

Quando si arriva alla mia età, che è ancora per poco mezz'età, si capisce bene, anche se spesso non ci si sente di esprimerlo esplicitamente, che ciò che, nella nostra fede, definiamo religione comprende in realtà molti tipi diversi, anche se collegati, di religioni. Le ideologie e le prassi della fede variano a seconda delle età della vita, delle persone, dei gruppi sociali e delle epoche storiche  e questo anche se quella parte della teologia che si è assunta il compito di fare unità ideologica, la dogmatica, si sforza di costruire una religione, un insieme coordinato e coerente di concetti ed espressioni riguardanti la fede religiosa. Quando si arriva a prenderne serenamente atto, quando cioè si va oltre la superficiale condanna di un preteso indifferentismo dei fedeli che ciclicamente viene scaraventata  addosso a noi popolo di fede, a volte ci si scoraggia, perché si capisce quanto sia difficile e precaria l'unità tra noi,  e a volte invece si può giungere a considerarlo come un arricchimento, come quando contemplando la natura ammiriamo la varietà dei suoi particolari.
 La molteplicità religiosa, le varie vie  della fede coalizzate, quasi federate, nella nostra confessione si riflettono sul tipo di salvezza che si pensa di poter raggiungere, perché la nostra vuole essere una fede, e quindi una religione, salvifica.
 Un buon inizio di una riflessione sui temi religiosi, un primo approccio alla fede, è chiedersi quale tipo di salvezza si cerca nella vita. Avverto però che non tutti i tipi di salvezze che correntemente sono agognati sono concretamente conseguibili mediante la pratica della nostra fede, anche se, per quanto riguarda l'aspetto dell'offerta, quello che presenta qualche affinità con il marketing  commerciale, si propone indubbiamente una gamma abbastanza ricca.
 Ad esempio, per quanto la religione del miracolo e del prodigio abbia indubbiamente ancora corso nella nostra confessione, tanto che si vuole che la santità sia accreditata anche da eventi prodigiosi, i quali, avverto, lasciano sempre un certo margine di opinabilità, francamente non ho mai cercato di attirare persone alla nostra fede promettendo, ad esempio, guarigioni miracolose. Del resto i preti non me le hanno mai veramente  prospettate e, fin da piccolo, mi hanno insegnato a pregare per l'ora della sofferenza e della morte ("…adesso e nell'ora della nostra morte), non per scamparvi, ma per resistere.
 Sulla base della mia esperienza, direi che un risultato salvifico concretamente conseguibile è un certo miglioramento nelle organizzazioni sociali, un aumento della solidarietà sociale  e una pacificazione dei conflitti non indotta dal semplice annientamento di una delle parti in conflitto. Insomma qualcosa che tende a superare la sanguinaria legge di natura che vuole tutti contro tutti. Al fondo della nostra fede vi è un sentimento di compassione universale, che talvolta riesce a farsi strada nel nostro animo naturale di belve e che poi, riflettendoci su, riteniamo che caratterizzi il lato buono del nostro essere umani.
 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli