domenica 1 giugno 2014

Costruire il nuovo insieme


Costruire il nuovo insieme

 

 La sospensione delle riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC non significa l'interruzione delle nostre attività, che in realtà consistono principalmente nel lavoro che ciascun aderente svolge nella società in cui è immerso. Infatti l'AC ė un'associazione di laici per l'animazione innanzi tutto degli ambienti al di fuori degli spazi liturgici, anche se i  suoi aderenti partecipano attivamente e consapevolmente alle liturgie e ad altre attività che si svolgono all'interno della parrocchia.
  L'AC è quindi sempre stata "Chiesa in uscita", anzi è stata ben più di ciò: essa è stata sempre fortemente radicata nella società del suo tempo e ciò, sin dall'inizio, è stata una tra le sue più importanti ragioni d'essere. Non ha quindi mai veramente corrisposto, se non forse negli anni '30 del secolo scorso, durante il disonorevole cedimento della gerarchia e del popolo di fede al regime fascista, agli orientamenti clericali che, fino alla fine degli scorsi anni Cinquanta, la volevano essenzialmente come docile massa di manovra al servizio delle strategie politiche decise dal vertice romano della nostra confessione religiosa,
 Nell'AC e in altre analoghe esperienze laicali si ricompone la frattura tra il mondo profano e quello religioso, che ancora per certi versi persiste a causa di concezioni religiose che considerano le nostre collettività come piccole fortezze assediate da un mondo ostile, una visione cupa e pessimistica su futuro.
  Non si viene in AC per trovare rifugio da un mondo ostile, ma per agire nel mondo per cambiarlo nello spirito degli ideali di fede. Le novità che sempre più velocemente si producono nella società non ci spaventano e non siamo estimatori nostalgici del passato. Lavoriamo con tutti gli altri esseri umani animati da ideali di progresso, di solidarietà e di benevolenza universale, per costruire società dove le persone umane possano vivere amorevolmente e libere dall'oppressione della violenza e dello sfruttamento, nell'attesa fiduciosa del compimento beato della storia, che però non sarà frutto delle nostre mani ma evento soprannaturale.
 Ci siamo associati perché una fede come la nostra non può essere vissuta in modo individualistico, pena l'inaridimento, e questo in tutte le sue dimensioni, sia quelle liturgiche che quelle profane. Ecco perché cerchiamo di coinvolgere altre persone nel nostro lavoro, considerando ogni nuovo apporto un arricchimento, ogni nuovo aderente un'opportunità in più, non una persona da raddrizzare e conformare alla nostra ideologia.
 Avvicinarsi alla nostra esperienza associativa richiede uno sforzo, quello di fare memoria del passato e di capire i problemi dell'oggi. Veniamo infatti da una lunga storia, non si costruisce sul nulla, e meno che mai sulle macerie del passato  o su quelle delle vite individuali. Vivendo nella società in  cui siamo immersi la conosciamo e, conoscendola, possiamo confrontare le nostre esperienze per fare progetti, piani d'azione. Più saremo insieme, più saranno l'età della vita coalizzate nel gruppo, più saranno i punti di osservazione, più le conoscenze, più le capacità, più le possibilità di incidere sul mondo che ci circonda.
  In questa domenica della solennità dell'Ascensione voglio ancora una volta lanciare un appello alla partecipazione al lavoro comune a tutti coloro che sentono di avere, nelle cose di fede, una sensibilità analoga a quella dell'AC. Non pensino però di trovare nel nostro gruppo le cose già fatte: in un certo senso occorre ripartire dall'inizio, innanzi tutto ricostituendo la pluralità delle età della vita rappresentate. Ciò che il nostro gruppo può senz'altro offrire già ora è un posto riconosciuto nella nostra collettività religiosa, uno spazio istituzionale sicuro, e non è poco. E un'esperienza associativa caratterizzata dalla democraticità, in cui quindi ognuno può conservare in pieno la propria dignità di persona partecipando a pieno titolo alle decisioni collettive. Nel nostro gruppo non vi sono capi carismatici o gerarchie di tipo feudale.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli