Appello alla gente
del Concilio
L'interesse, direi la
curiosità, che circonda la figura del nostro nuovo vescovo e padre universale
rimarrà sterile se non sarà accompagnato dalla ripresa del movimento di partecipazione
popolare per un nuovo modo di essere gente di fede insieme che caratterizzò la
fine degli scorsi anni Sessanta e, in particolare, il profondo mutamento del modo di
essere e fare Azione Cattolica. Il problema della nostra collettività religiosa deriva
principalmente dall'essere organizzata come un impero religioso e non è
quindi concepibile che esso possa essere risolto proprio da un imperatore religioso, il quale, al più,
potrà, concedendo autorizzazioni,
innescare un moto di riforma, che altri dovranno pensare, impersonare,
sperimentare.
Ma dov'è, oggi, la gente del Concilio? E' essa che ci
manca. Purtroppo il ricordo vivo degli eventi prodotti da quella grande assise
religiosa è ormai custodito da gente piuttosto anziana e, in genere, negli altri
prevale una memoria libresca, per di più stereotipata secondo la ricostruzione
minimalista che se ne è fatta nell'ideologia repressiva diffusa dalla fine
degli anni Settanta, dominata dall'idea di continuità
con il passato, tutto il passato, compreso ciò che, nel lavoro di purificazione della memoria, dovremmo
accettare di ripudiare.
Senza un ritorno
della gente del Concilio, di nuova gente del Concilio, di persone che
abbiano approfondito i temi del Concilio
e acquisito consapevolezza che si tratta di svolgere un lavoro che non è solo
di attuazione, ma di sviluppo, tutte le attese sorte
nell'ultimo anno andranno deluse.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli