Riunione del 28-1-14
- Tommaso Moro: il primato della coscienza
Nella riunione di
ieri il gruppo ha ascoltato una relazione su Tommaso Moro, figura che la Chiesa
ci propone come esemplare per la vita dei laici cristiani.
"Tommaso
Moro" è l'italianizzazione del nome inglese Thomas More. Moro fu umanista, filosofo,
politico, governante e visse nel Cinquecento. Fu in corrispondenza con i grandi
umanisti del suo tempo, come Erasmo da Rotterdam, il quale gli dedicò l'opera Elogio della follia. Fu Cancelliere,
ministro della giustizia, del Regno d'Inghilterra al tempo del re Enrico 8°. Dopo
la decisione del re di farsi capo della Chiesa d'Inghilterra (con il cosiddetto
Atto di supremazia) e poi, come tale,
di sciogliersi dal suo matrimonio religioso che lo legava a Caterina d'Aragona
per sposare Anna Bolena, si ritirò a vita privata. Chiamato ad assentire con
giuramento, sotto pena di morte per alto tradimento, all'Atto di Successione con il quale i
re aveva stabilito che i discendenti della Bolena fossero i suoi
successori, rifiutò di prestarlo adducendo ragioni di coscienza:
"Dopo aver letto in silenzio ed aver
riflettuto sulla formula del giuramento, dichiarai
ai consiglieri che non era mio intendimento censurare né l'Atto e chi l'aveva formulato, né il
giuramento e chi l'aveva prestato; né condannare alcuno. La mia coscienza però
mi vietava di giurare, non per quanto disposto
nell'atto di successione, ma perché prestando il giuramento nella forma in cui era redatto,
rischiavo di esporre l'anima mia a dannazione eterna"
[Da una lettera alla figlia
Margherita]
Fu quindi
imprigionato nella Torre di Londra, processato, condannato e giustiziato per
decapitazione.
Nel 1935 fu
proclamato santo dal papa Pio 11° e nel 2000 patrono dei governanti e dei
politici dal papa Giovanni Paolo 2°
Delle sue opere come
scrittore viene ricordato particolarmente il saggio Utopia,
dove delinea una società ideale, profondamente diversa da quella del suo tempo.
La parola "utopia" viene fatta
derivare dal termine greco tòpos, che
significa luogo, in unione o con il termine
greco che significa bene (eu-) o da quello che significa non (ou, che si pronuncia "u"). Essa quindi può
significare sia società migliore che società che non esiste in nessun posto.
Nell'opera Utopia essa viene
utilizzata in entrambi i sensi. Il pensiero di Moro coinvolge ancora
profondamente le nostre idealità, in quanto siamo ben consapevoli che sia
necessario ideare una società migliore e che essa attualmente ancora non esista
in nessun luogo del mondo.
L'esempio di Tommaso
Moro ci insegna che la vita politica, come ogni altra della vita quotidiana dei
laici, ha un senso religioso e che, nell'ideare un mondo nuovo migliore, occorre
sempre fa riferimento alla propria coscienza interiore, là dove la voce di Dio
parla all'anima degli esseri umani.
L'assistente
ecclesiastico ha ricordato un bel film del 1966 su Tomaso Moro, Un uomo per tutte le stagioni, del
regista Fred Zinnemann, tratto da una commedia teatrale di Robert Bolt. Il film
è attualmente in commercio su DVD.
In conclusione della
riunione il presidente ha annunciato che venerdì 31 gennaio, alle 18:40, dopo
la Messa, nella sala rossa, il nostro
socio Lorenzo, festeggerà i settanta anni in Azione Cattolica con uno spettacolo
di prestidigitazione, arte alla quale si è appassionato e che ha praticato fin
da giovane.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli