mercoledì 29 gennaio 2014

Riunione del 28-1-14 - Tommaso Moro: il primato della coscienza


Riunione del 28-1-14 - Tommaso Moro: il primato della coscienza

 

 Nella riunione di ieri il gruppo ha ascoltato una relazione su Tommaso Moro, figura che la Chiesa ci propone come esemplare per la vita dei laici cristiani.
 "Tommaso Moro" è l'italianizzazione del nome inglese  Thomas More. Moro fu umanista, filosofo, politico, governante e visse nel Cinquecento. Fu in corrispondenza con i grandi umanisti del suo tempo, come Erasmo da Rotterdam, il quale gli dedicò l'opera Elogio della follia. Fu Cancelliere, ministro della giustizia, del Regno d'Inghilterra al tempo del re Enrico 8°. Dopo la decisione del re di farsi capo della Chiesa d'Inghilterra (con il cosiddetto Atto di supremazia) e poi, come tale, di sciogliersi dal suo matrimonio religioso che lo legava a Caterina d'Aragona per sposare Anna Bolena, si ritirò a vita privata. Chiamato ad assentire con giuramento, sotto pena di morte per alto tradimento, all'Atto di Successione con il quale i  re aveva stabilito che i discendenti della Bolena fossero i suoi successori, rifiutò di prestarlo adducendo ragioni di coscienza:
         "Dopo aver letto in silenzio ed aver riflettuto sulla formula del giuramento,          dichiarai ai consiglieri che non era mio intendimento censurare né l'Atto e       chi l'aveva formulato, né il giuramento  e  chi l'aveva prestato; né        condannare alcuno. La mia coscienza però mi vietava di giurare, non per     quanto disposto nell'atto di successione, ma perché prestando il giuramento          nella forma in cui era redatto, rischiavo di esporre l'anima mia a dannazione      eterna"
         [Da una lettera alla figlia Margherita]
 Fu quindi imprigionato nella Torre di Londra, processato, condannato e giustiziato per decapitazione.
 Nel 1935 fu proclamato santo dal papa Pio 11° e nel 2000 patrono dei governanti e dei politici dal papa Giovanni Paolo 2°
  Delle sue opere come scrittore viene ricordato particolarmente il saggio Utopia, dove delinea una società ideale, profondamente diversa da quella del suo tempo. La parola  "utopia" viene fatta derivare dal termine greco tòpos, che significa luogo, in unione o con il termine greco che significa bene (eu-) o da quello che significa non (ou, che si pronuncia "u"). Essa quindi può significare sia società migliore che società che non esiste in nessun posto. Nell'opera Utopia essa viene utilizzata in entrambi i sensi. Il pensiero di Moro coinvolge ancora profondamente le nostre idealità, in quanto siamo ben consapevoli che sia necessario ideare una società migliore e che essa attualmente ancora non esista in nessun luogo del mondo.
 L'esempio di Tommaso Moro ci insegna che la vita politica, come ogni altra della vita quotidiana dei laici, ha un senso religioso e che, nell'ideare un mondo nuovo migliore, occorre sempre fa riferimento alla propria coscienza interiore, là dove la voce di Dio parla all'anima degli esseri umani.
 L'assistente ecclesiastico ha ricordato un bel film del 1966 su Tomaso Moro, Un uomo per tutte le stagioni, del regista Fred Zinnemann, tratto da una commedia teatrale di Robert Bolt. Il film è attualmente in commercio su DVD.
 In conclusione della riunione il presidente ha annunciato che venerdì 31 gennaio, alle 18:40, dopo la Messa, nella sala rossa, il nostro socio Lorenzo, festeggerà i settanta anni in Azione Cattolica con uno spettacolo di prestidigitazione, arte alla quale si è appassionato e che ha praticato fin da giovane.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli