Europa e Cina: due modelli di organizzazione sociale. La
teologia politica e l'ideologia politica.
La grave insufficienza
dell'organizzazione della nostra formazione religiosa si rivela in particolare nel
campo della comprensione delle dinamiche sociali e politiche globali e del loro
significato per la nostra fede. Ciò porta poi la gente che ha ricevuto una
iniziazione religiosa a pensare che la nostra fede sia inutile nel mondo contemporanea mentre è proprio su di essa che si
centra oggi la differenza tra i sistemi sociali che costituiscono un modello di
riferimento per la costruzione degli ordinamenti che reggono un'umanità
enormemente aumentata di numero rispetto anche solo a due secoli fa. Rilevo il
problema, ma non mi propongo di studiarne qui le cause, che sono varie. In
generale posso azzardare l'idea che esso derivi da un'insufficienza della
teologia adottata dalla nostra gerarchia religiosa, la quale, secondo gli statuti
vigenti nella nostra collettività di fede, ha il compito di dirigere la nostra
educazione religiosa.
Negli anni '70 si
teorizzò, anche in religione, il declino dell'Europa come potenza egemone a
livello globale. All'epoca i due modelli emergenti erano quello statunitense e
quello sovietico: il primo preso a riferimento dei popoli più ricchi della
Terra, l'altro da quelli meno ricchi e, in particolare, dalle nazioni
liberatesi da potenze coloniali europee. La storia poi è andata in altro senso.
Certamente si sta assistendo allo stupefacente sviluppo economico e finanziario
di gruppi di popoli che noi Europei consideravamo, e a volte ancora
consideriamo, poveri: gli economisti segnalano come esempi la Nigeria, il Brasile,
la Cina continentale, l'Indonesia, l'India, la Russia, ma il fenomeno coinvolge
anche altri sistemi politico/sociali. Ma tra i modelli culturali di riferimento
per costruire ideologie politiche in grado di governare l'estrema complessità
delle società umane contemporanee vi è ancora quello europeo. Gli altri due
sono quello statunitense e quello della Cina continentale. Il modello europeo e
quello statunitense sono fondati, il primo implicitamente e il secondo
esplicitamente, su teologie politiche basate sulla nostra fede, quello cinese è
fondato su una ideologia politica non religiosa. Quasi tutti gli altri sistemi
politici concepiscono sé stessi come varianti di quei tre modelli. Il modello
europeo deriva da quello statunitense, ma se ne sta discostando marcatamente e
costituisce un'esperienza culturale, sociale e politica e, in fondo, religiosa
mai vista prima nella storia dell'umanità. Costituisce un fattore irresistibile
di attrazione verso i popoli della Terra, che stanno convergendo verso la
nostra nuova Europa in un imponente
fenomeno migratorio e di richiesta di integrazione politica. Ciò che affascina
nel modello di civiltà proposto dall'Europa contemporanea non è la ricchezza
materiale (in questo altri sistemi politici e sociali ci superano e la tendenza
sarà ancora più marcata nel prossimo futuro), ma la realizzazione pratica
dell'ideologia dei diritti umani fondamentali, quella basata sulla pari dignità
delle persone umane, da cui poi discendono tutte le altre affermazioni di
principio. Non solo quindi la libertà dalla povertà e dall'asservimento
politico, ma quella che deriva dall'elevazione alla condizione di piena
cittadinanza, intesa come diritto umano universale, quindi libertà
dall'ignoranza, libertà dalla discriminazione sociale, libertà intesa come
piena integrazione sociale. I principi fondamentali della nostra nuova Europa
hanno specifico, anche se implicito, fondamento religioso: in primo luogo
perché essi sono affermanti a prescindere dal mondo com'è, dalla natura
com'è, e poi perché derivano dall'idea religiosa di comune figliolanza
divina. In religione in genere ve ne è scarsa consapevolezza e infatti di
solito si afferma che in Europa prosegue i processo di secolarizzazione, di distacco dalle concezioni religiose della
vita. Purtroppo questo deriva dell'incredibile sciatteria in merito che
talvolta caratterizza i nostri processi di educazione religiosa, per cui poi si
diventa ciechi davanti a un fatto di questa enorme portata.
Il modello cinese,
che si sta potentemente affermando a livello mondiale e che sta cominciando a
influenzare anche concezioni politiche e culturali livello globale, è fondato sull'idea di ordine armonico e sta variando la
propria concezione ideologica da quella basata sul comunismo nella versione
leninista ad una fondata sull'antica filosofia confuciana [da Confucio, 551/479
dell'era antica]. Esso si è rivelato particolarmente efficace nel governare la
complessità della Cina continentale contemporanea e nel favorire lo sviluppo
dei popoli che in esso sono attualmente integrati. Non è fondato
sull'ideologia/teologia dei diritti umani fondamentali e cerca di indurre nelle
genti in suo dominio una certa uniformità di pensiero e di prassi. Vi è finora
riuscito per alcune caratteristiche specifiche della Cina continentale e,
in particolare, per una certa uniformità
etnica e culturale dei popoli cinesi, che rende la situazione cinese molto
diversa da quella Europea, e dalla mentalità delle genti cinesi che è, a
differenza di quella europea, piuttosto pragmatica.
Finora il modello
cinese è stato centrato nel lavoro di governare la complessità nella Cina
continentale. Esso però sta cominciando ad esprimere una dinamica espansiva e in ciò si differenza da quello
europeo che invece ne esprime una attrattiva
e si avvicina a quello statunitense. Potrebbe in prospettiva determinare una
rottura dell'attuale ordine globale,
la fine dell'era che oggi viene definita della globalizzazione. C'è,
sostanzialmente, un potenziale conflittuale latente tra il sistema cinese
continentale e quello statunitense. Del resto nessuna delle due potenze, quella
della Cina continentale e quella statunitense, è centrata sull'idea di pace mondiale. Entrambe rimangono pacifiche solo
finché non è messo in questione quello che gli statunitensi definiscono interesse nazionale.
La nostra nuova Europa invece è fondata
sull'ideale di pace globale e in ciò
manifesta in modo eclatante un altro
aspetto del suo fondamento religioso. Essa è infatti avviata su quello che ieri
ho chiamato, sulla base del pensiero di Giorgio La Pira, il sentiero di Isaia. Anzi, a ben vedere possiamo riconoscere nella
nuova Europa contemporanea l'unica
potenza realmente di pace mai sorta nella storia dell'umanità, un esperimento
sociale e politico unico. Essa viene oggi ad avere
una missione che va molto oltre la
semplice integrazione continentale e si proietta su scala globale. E' il laboratorio sociale in cui si sperimenta la
possibilità di raggiungere un ordine politico globale realmente pacifico,
distaccandosi in ciò da tutto ciò che l'umanità ha visto e praticato fino ad
ora. L'ideologia su cui questo esperimento si fonda è di tipo marcatamente
religioso, sebbene implicito, ed è stata costruita a partire dalla fine della
Seconda Guerra Mondiale a partire dal pensiero cristiano-democratico europeo
(l'attuale Unione Europea è ancora a guida cristiano democratica e un governo
cristiano democratico è riuscito a comporre pacificamente al frattura tra
Europa occidentale e orientale che si era determinata dopo gli accordi
spartitori di Jalta [febbraio 1945] tra il britannico Churchill, lo
statunitense Roosevelt e il sovietico Stalin). Nonostante i risultati
stupefacenti indotti dall'ideologia cristiano-democratica quest'ultima è ancora vista con sospetto in religione essenzialmente
in quanto democratica e questo è un
sentimento piuttosto diffuso tra la nostra gente. Questo però ci marginalizza,
come esperienza religiosa, e costituisce sostanzialmente una diserzione dalla
nostra missione storica chiaramente rilevabile se solo si volesse prendere
migliore coscienza di quelli che sono stati definiti segni dei tempi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli