giovedì 16 gennaio 2014

Europa e Cina: due modelli di organizzazione sociale. La teologia politica e l'ideologia politica.


Europa e Cina: due modelli di organizzazione sociale. La teologia politica e l'ideologia politica.
 La grave insufficienza dell'organizzazione della nostra formazione religiosa si rivela in particolare nel campo della comprensione delle dinamiche sociali e politiche globali e del loro significato per la nostra fede. Ciò porta poi la gente che ha ricevuto una iniziazione religiosa a pensare che la nostra fede sia inutile nel mondo contemporanea mentre è proprio su di essa che si centra oggi la differenza tra i sistemi sociali che costituiscono un modello di riferimento per la costruzione degli ordinamenti che reggono un'umanità enormemente aumentata di numero rispetto anche solo a due secoli fa. Rilevo il problema, ma non mi propongo di studiarne qui le cause, che sono varie. In generale posso azzardare l'idea che esso derivi da un'insufficienza della teologia adottata dalla nostra gerarchia religiosa, la quale, secondo gli statuti vigenti nella nostra collettività di fede, ha il compito di dirigere la nostra educazione religiosa.
 Negli anni '70 si teorizzò, anche in religione, il declino dell'Europa come potenza egemone a livello globale. All'epoca i due modelli emergenti erano quello statunitense e quello sovietico: il primo preso a riferimento dei popoli più ricchi della Terra, l'altro da quelli meno ricchi e, in particolare, dalle nazioni liberatesi da potenze coloniali europee. La storia poi è andata in altro senso. Certamente si sta assistendo allo stupefacente sviluppo economico e finanziario di gruppi di popoli che noi Europei consideravamo, e a volte ancora consideriamo, poveri: gli economisti  segnalano come esempi la Nigeria, il Brasile, la Cina continentale, l'Indonesia, l'India, la Russia, ma il fenomeno coinvolge anche altri sistemi politico/sociali. Ma tra i modelli culturali di riferimento per costruire ideologie politiche in grado di governare l'estrema complessità delle società umane contemporanee vi è ancora quello europeo. Gli altri due sono quello statunitense e quello della Cina continentale. Il modello europeo e quello statunitense sono fondati, il primo implicitamente e il secondo esplicitamente, su teologie politiche basate sulla nostra fede, quello cinese è fondato su una ideologia politica non religiosa. Quasi tutti gli altri sistemi politici concepiscono sé stessi come varianti di quei tre modelli. Il modello europeo deriva da quello statunitense, ma se ne sta discostando marcatamente e costituisce un'esperienza culturale, sociale e politica e, in fondo, religiosa mai vista prima nella storia dell'umanità. Costituisce un fattore irresistibile di attrazione verso i popoli della Terra, che stanno convergendo verso la nostra nuova Europa in un  imponente fenomeno migratorio e di richiesta di integrazione politica. Ciò che affascina nel modello di civiltà proposto dall'Europa contemporanea non è la ricchezza materiale (in questo altri sistemi politici e sociali ci superano e la tendenza sarà ancora più marcata nel prossimo futuro), ma la realizzazione pratica dell'ideologia dei diritti umani fondamentali, quella basata sulla pari dignità delle persone umane, da cui poi discendono tutte le altre affermazioni di principio. Non solo quindi la libertà dalla povertà e dall'asservimento politico, ma quella che deriva dall'elevazione alla condizione di piena cittadinanza, intesa come diritto umano universale, quindi libertà dall'ignoranza, libertà dalla discriminazione sociale, libertà intesa come piena integrazione sociale. I principi fondamentali della nostra nuova Europa hanno specifico, anche se implicito, fondamento religioso: in primo luogo perché essi sono affermanti a prescindere dal mondo com'è, dalla natura com'è, e poi perché derivano dall'idea religiosa di comune figliolanza divina. In religione in genere ve ne è scarsa consapevolezza e infatti di solito si afferma che in Europa prosegue i processo di secolarizzazione, di distacco dalle concezioni religiose della vita. Purtroppo questo deriva dell'incredibile sciatteria in merito che talvolta caratterizza i nostri processi di educazione religiosa, per cui poi si diventa ciechi davanti a un fatto di questa enorme portata.
 Il modello cinese, che si sta potentemente affermando a livello mondiale e che sta cominciando a influenzare anche concezioni politiche e culturali  livello globale, è fondato sull'idea di ordine armonico e sta variando la propria concezione ideologica da quella basata sul comunismo nella versione leninista ad una fondata sull'antica filosofia confuciana [da Confucio, 551/479 dell'era antica]. Esso si è rivelato particolarmente efficace nel governare la complessità della Cina continentale contemporanea e nel favorire lo sviluppo dei popoli che in esso sono attualmente integrati. Non è fondato sull'ideologia/teologia dei diritti umani fondamentali e cerca di indurre nelle genti in suo dominio una certa uniformità di pensiero e di prassi. Vi è finora riuscito per alcune caratteristiche specifiche della Cina continentale e, in  particolare, per una certa uniformità etnica e culturale dei popoli cinesi, che rende la situazione cinese molto diversa da quella Europea, e dalla mentalità delle genti cinesi che è, a differenza di quella europea, piuttosto pragmatica.
 Finora il modello cinese è stato centrato nel lavoro di governare la complessità nella Cina continentale. Esso però sta cominciando ad esprimere una dinamica  espansiva e in ciò si differenza da quello europeo che invece ne esprime una attrattiva e si avvicina a quello statunitense. Potrebbe in prospettiva determinare una rottura dell'attuale ordine globale, la fine dell'era che oggi viene definita della globalizzazione.  C'è, sostanzialmente, un potenziale conflittuale latente tra il sistema cinese continentale e quello statunitense. Del resto nessuna delle due potenze, quella della Cina continentale e quella statunitense, è centrata sull'idea di pace  mondiale. Entrambe rimangono pacifiche solo finché non è messo in questione quello che gli statunitensi definiscono interesse nazionale.
 La nostra nuova Europa invece è fondata sull'ideale di pace globale e in ciò manifesta in modo eclatante un  altro aspetto del suo fondamento religioso. Essa è infatti avviata su quello che ieri ho chiamato, sulla base del pensiero di Giorgio La Pira, il sentiero di Isaia.  Anzi, a ben vedere possiamo riconoscere nella nuova Europa contemporanea l'unica potenza realmente di pace mai sorta nella storia dell'umanità, un esperimento sociale  e  politico unico. Essa viene oggi ad avere una missione che va molto oltre la semplice integrazione continentale e si proietta su scala globale. E' il laboratorio sociale in cui si sperimenta la possibilità di raggiungere un ordine politico globale realmente pacifico, distaccandosi in ciò da tutto ciò che l'umanità ha visto e praticato fino ad ora. L'ideologia su cui questo esperimento si fonda è di tipo marcatamente religioso, sebbene implicito, ed è stata costruita a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a partire dal pensiero cristiano-democratico europeo (l'attuale Unione Europea è ancora a guida cristiano democratica e un governo cristiano democratico è riuscito a comporre pacificamente al frattura tra Europa occidentale e orientale che si era determinata dopo gli accordi spartitori di Jalta [febbraio 1945] tra il britannico Churchill, lo statunitense Roosevelt e il sovietico Stalin). Nonostante i risultati stupefacenti indotti dall'ideologia cristiano-democratica quest'ultima  è ancora vista con sospetto in religione essenzialmente in quanto democratica e questo è un sentimento piuttosto diffuso tra la nostra gente. Questo però ci marginalizza, come esperienza religiosa, e costituisce sostanzialmente una diserzione dalla nostra missione storica chiaramente rilevabile se solo si volesse prendere migliore coscienza di quelli che sono stati definiti segni dei tempi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli