Il "profumo del
Vangelo"
«Il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla
fino al martirio come testimonianza di Gesù Cristo, però il suo sogno non è
riempirsi di nemici, ma piuttosto che la Parola venga accolta e manifesti la
sua potenza liberatrice e rinnovatrice.
Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al
Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé
stessi per cercare il bene di tutti. Quest’invito non va oscurato in nessuna
circostanza! Tutte le virtù sono al servizio di questa risposta di amore. Se
tale invito non risplende con forza e attrattiva, l’edificio morale della
Chiesa corre il rischio di diventare un castello di carte, e questo è il nostro
peggior pericolo. Poiché allora non sarà propriamente il Vangelo ciò che si
annuncia, ma alcuni accenti dottrinali o morali che procedono da determinate
opzioni ideologiche. Il messaggio correrà il rischio di perdere la sua
freschezza e di non avere più “il profumo del Vangelo”.»
[Evangelii Gaudium (=la gioia del
Vangelo) - Esortazione apostolica di Papa Francesco - 24 novembre 2013 - n.24 e
39]
La nostra collettività religiosa è stata
profondamente caratterizzata, segnata e formata, fin dalle origini, da uno
spirito di polemica e intolleranza ideologiche. In un certo senso esso non ha
solo determinato quegli aspetti che con la sensibilità contemporanea valutiamo
come inaccettabili, quando facciamo l'esercizio di purificazione della memoria al quale tutti siamo stati chiamati
alla fine dello scorso millennio dal papa Giovanni Paolo 2°, ma anche tutto il
resto. Questo, come ho ricordato in un
altro mio intervento, contrasta con quell'idea di persone tendenzialmente miti che ci siamo fatti di noi. La
costruzione di ciò che il nostro vescovo ha definito un castello di carte già si coglie nelle Scritture che riflettono
la nostra prima esperienza religiosa e si è sviluppata potentemente fin dal
secondo secolo della nostra era, tanto che c'è da chiedersi se essa sia costitutiva del nostro essere collettivo
di persone di fede e quindi essenziale.
La questione non riguarda solo la nostra confessione religiosa, ma, per quel
che ne so, tutte, o quasi, le confessioni che si riportano idealmente
all'insegnamento del Nazareno.
Ogni credente diffonde un proprio vangelo,
come ogni rosa diffonde un proprio profumo, è un'idea di Gandhi, Grande Anima. La rosa ha un suo
vangelo ed è il suo profumo, così anche il credente ha il suo profumo, che è il suo vangelo, e proviene
dalla sua vita, scrisse (cito a memoria). Eppure la riflessione sulla vita di
fede della nostra collettività e sul suo significato per le società del suo
tempo è stata sempre molto importante e ci ha fornito le parole della nostra fede. I suoi sviluppi più recenti, quelli che
hanno riguardato come porsi collettivamente nei confronti delle nuove ideologie
delle democrazie popolari, ha prodotto la definizione dei principi fondamentali
che reggono l'Europa di oggi e che costituiscono uno dei principali fattori di attrazione verso le altri genti del
mondo, che hanno preso a convergere verso di noi.
La questione è se quella riflessione debba a
servire a capire la nostra vita
collettiva di fede, a cogliere il suo profumo
e a spiegarne razionalmente la natura, o se essa serva a cambiare la nostra vita di fede per farla corrispondere a un
modello ideale. Secondo la terminologia usata da Joseph A. Ratzinger nella sua enciclica
Caritas in veritate (=la carità nella verità - 2009): la verità, intesa
essenzialmente come proclamazione di
principi di fede da parte delle autorità religiose, deve essere al servizio
della carità (amore-agàpe, gioia del
ritrovarsi insieme) o la carità vale nei limiti in cui corrisponde alla verità
proclamata dall'autorità? Quest'ultima è
stata storicamente la scelta delle nostre autorità religiose e, in qualche
modo, anche quell'enciclica che ho ricordato lo ribadì, in polemica con l'interpretazione con alcune delle interpretazioni
di un famoso documento di uno dei precedenti papi, l'enciclica Populorum progressio [=lo sviluppo dei
popoli - 1967] del papa Paolo 6° - Giovanni Battista Montini.
Mario Ardigò -
Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli