La Chiesa "Costantiniana" e il problema della libertà
religiosa
Sintesi di un articolo di Lamberto Riva, presidente del
gruppo MEIC di Lecco morto il 13-6-13, dal titolo La libertà religiosa, "initium libertatis" [=inizio della
libertà religiosa], pubblicato sulla rivista Coscienza, del MEIC, n.3-4/2013, nel quale si riassumono alcuni dei temi trattati in un
ciclo di incontri promossi dal gruppo MEIC di Lecco sul tema della libertà
religiosa, in particolare le relazioni del prof. Emranno Arslan e del prof.
Saverio Xeres.
Nota di metodo: la sintesi è una
forma di "condensazione del testo" in cui vengono utilizzate frasi
del testo condensato unificate da elementi di raccordo (di seguito posti tra
parentesi quadre [ ]) del sintetizzatore. Si tratta di una elaborazione del
sintetizzatore che potrebbe non riflettere o non riflettere a pieno il pensiero
dell'autore del testo condensato in quanto dipende dai limiti di comprensione
di chi opera la sintesi. Il testo "sintetizzato" è circa un terzo di
quello originario.
[L'imperatore]
Costantino [274-337] cambierà profondamente, anzi essenzialmente, il ritratto
dell'imperatore, perché cambierà radicalmente l'ideologia imperiale; a partire
dal 324, quando egli riunifica tutto il potere nelle sue mani e recepisce in
pieno il cristianesimo, ponendolo come fondamento del nuovo impero, che diventa
appunto impero romano-cristiano, [mediante l'Editto di Milano del 313] ripresa
dell'Editto di Galerio [imperatore romano morto nel 311] del 311.
L'editto di Galerio è
il vero documento che "segna" la libertà dei cristiani nell'Impero
romano, non solo, ma introduce un periodo di vera tolleranza religiosa,
riconoscendo ad ogni gruppo di professare la propria religione. Galerio, erede
di un potere che aveva perseguitato i cristiani, chiede agli stessi di cooperare
al bene dello Stato pregando il loro Dio per l'Impero stesso.
Costantino, invece,
era robustamente pagano e amava immagini dell'imperatore come padrone assoluto,
come gli altri predecessori. Anno dopo però recepisce questo editto così come
recepisce in pieno il cristianesimo e ne fa il fondamento della nuova ideologia
dell'Impero romano e cristiano. Costantino vede la propizia occasione per
rinsaldare fortemente il suo potere, dopo la fine di Licinio [Co-imperatore,
vinto e deposto da Costantino nel 324] e l'unificazione dell'impero. La data
simbolica è appunto il 324. E' allora, come riferisce Eusebio, che Costantino
racconta il suo famoso "sogno", col motto In hoc signo vinces [=sotto questo segno vincerai] e utilizzerà in
peno l'opera di sua madre Elena e la di lei famosa "invenzione"[nel
senso di scoperta] della vera croce [di Cristo - ritrovamento della croce di
Cristo in Gerusalemme], finendo anche per inventare il labaro, nella sua veste di imperatore del nuovo Impero, che doveva diventare l'insegna ufficiale dell'Impero
e di tutto l'esercito imperiale. Il labaro portava impressi la croce e il
monogramma di Cristo, il famoso Crismòn,
che rappresentava nell'abbreviazione del nome di Cristo l'insegna della nuova
divinità cristiana, del Dio dei cristiani.
La tolleranza
[religiosa] appartiene solo al periodo di fine 3° secolo ed inizio del 4°. Poi
purtroppo l'Impero romano cristiano, a partire dall'anno 380 con Teodosio, va
sempre più verso l'intolleranza non solo nei confronti del paganesimo ma anche
di tutte le altre religioni o manifestazioni religiose fino ad arrivare, per
esempio, a costringere le sacerdotesse di riti che prevedevano il nubilato a
sposarsi per eliminare i loro status religioso e con esso la loro libertà di
religione. Cenno a parte fa fatto per gli ebrei, i quali poi saranno tra le
vittime più perseguitate dell'intolleranza cristiana per secoli fino all'Olocausto
del secolo scorso ad opera dei nazisti.
Costantino non ha
affatto "scoperto" il valore della coscienza soggettiva e della
tolleranza, che è una "riscoperta" solo moderna e che la Chiesa
riconoscerà solo nel 1965 con la [Dichiarazione conciliare Dignitatis humanae - =sulla dignità umana- sulla libertà religiosa,
approvata durante il Concilio Vaticano 2°]. Insomma solo col Concilio Vaticano
2°, dopo secoli di travaglio ed anche di lotte drammatiche, la libertà
religiosa si è affermata come valore in sé. Con Costantino invece la libertà
per i cristiani è funzionale a un primo riconoscimento del cristianesimo a
fianco del paganesimo; è un momento di passaggio verso la costruzione di un
sistema politico religioso nettamente intollerante: il modello costantiniano di
Chiesa e la libertà religiosa non sono compatibili tra loro, anzi, sono opposti
l'uno all'altra. Costantino "assume" la Chiesa come elemento
integrante della struttura politica ed ideologica dell'Impero; ne consegne che la
Chiesa diventa funzionale all'Impero e dunque pesantemente condizionata;
proprio per questo essa "deve" essere compatta, anzi uniforme:
l'importante è "salvaguardare l'unità". [Quindi] la Chiesa deve
essere intollerante verso le diversità per non indebolire il supporto garantito
all'Impero; questo è lo spirito e la lettera della lotta alle
"eresie". Il Regno di Dio si identifica con l'Impero romano, con la
conseguente perdita della prospettiva escatologica [=centrata sulla concezione
di fede del compimento finale dell'universo] del "Regno" e sfera
religiosa e ambito politico si sovrappongono con conseguente perdita della
dimensione costitutiva di laicità.
Costantino, proprio
in quanto imperatore secondo la reiterata mentalità pagana, si dichiara
"vescovo universale" - paradossale per lui che non era neppure
battezzato - ed in questa veste convoca il Concilio di Nicea [325], lo presiede
e ne manda in attuazione le decisioni. E' nella Chiesa non come semplice membro
ma come "gestore esterno" e vuole persino essere ricordato, appunto
in quanto imperatore, come "tredicesimo apostolo". Questo mutamento
trova il suo compimento con la Costituzione di Teodosio [347-395, imperatore
dal 379] del 380. E' questa Chiesa, così profondamente modificata rispetto alla
propria identità originaria, che si intende quando si parla di "Chiesa
costantiniana".
Questa impostazione
costantiniana-teodosiana [permane] in tutto il Medioevo, con una semplice
correzione, ossia la progressiva sostituzione pur con qualche salto di qualità,
al vertice del sistema politico-religioso della figura del papa a quella
dell'imperatore. Il papa comincia allora
ad essere indicato come "vicario" di Cristo, ma questo termine indica
una figura assimilata a quella dell'imperatore nella concezione pagana antica.
E' una Chiesa che comunque ha sempre un ruolo determinante nella gestione del
"temporale", della "cristianità", il che comporta pesanti
modificazioni rispetto alla Chiesa delle origini: fortemente strutturata in
maniera uniforme e verticistica quella medievale, e tendenzialmente
caratterizzata da centralità e direttività in ambito politico. E' una
situazione che permane sostanzialmente immutata fino alla Rivoluzione francese.
Il superamento
dell'era costantiniana, dopo una lenta maturazione fin dalla fine del secolo
19° viene pienamente recepito dal [Concilio] Vaticano 2°. Xeres [afferma]:
" La riscoperta identità teologica della Chiesa (Lumen Gentium [la Costituzione dogmatica sulla Chiesa]) apre la
presa di distanza rispetto alla «Chiesa
costantiniana» verso una Chiesa
semplicemente presente nel mondo, con una propria funzione; si riapre cioè la
prospettiva escatologica, per cui la Chiesa è «profezia» [=comprensione
dei tempi presenti alla luce delle idee di fede] del Regno che viene, come si
riapre la dimensione laicale, strettamente legata alla «autonomia delle realtà temporali», illustrata nella Gaudium
et Spes [,la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo approvata
durante il Concilio Vaticano 2°]. Come conseguenza diretta vi è da parte della
Chiesa del Concilio il recupero positivo del pluralismo, di cui sono
espressioni l'ecumenismo all'interno del cristianesimo, e nella più ampia
prospettiva religiosa, l'affermazione della libertà religiosa, ossia il
riconoscimento del valore intrinseco ad ogni scelta religiosa, in quanto
fondata sulla dignità della persona (esplicitamente affermante nella epocale
Dichiarazione conciliare Dignitatis
Humanae)".
Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente
papa - Roma, Monte Sacro, Valli