venerdì 11 ottobre 2013

Uscire dagli schemi


Uscire dagli schemi

 Se dobbiamo dialogare tra adulti sull'educazione religiosa dei figli, sarebbe utile provare a uscire dagli schemi consueti in cui in genere ci si colloca parlando di fede e che ci vengono da quello che si legge sui giornali, si vede in televisione e si ascolta alla radio. Lì di solito non si arriva mai al cuore dell'esperienza di fede. Lo si dà per presupposto e si parte dalla polemica sulle cose che non vanno. I temi sono papa: pro o contro?-sesso sì/sesso no-crisi matrimoniali-famiglie omo/etero-contraccezione/aborto-perché no la Comunione a questo o a quello-eutanasia-preti/soldi/compromissioni politiche-cambiamenti in religione:donne preti e preti sposati-abusi dei preti.  Nei dibattiti c'è chi si assume il ruolo di polemizzare e chi quello di difendere la dottrina comune. Spesso ho però l'impressione che manchino proprio le basi per una discussione fruttuosa perché al fondo ci si basa su molti pregiudizi reciproci e non si fa luce, in spirito di verità, sulle cose più importanti della religione. Ci si limita, sostanzialmente, a recitare delle parti e a replicare il già detto e il già fatto. In definitiva è un po' un rituale, ma, a differenza di quelli religiosi, di quelli delle nostre liturgie, non genera pace interiore, ma insoddisfazione  e rancori. Quando però si riesce a uscire da questi schemi si hanno anche delle sorprese positive.
 Non dico che certe cose non siano importanti. Lo sono, tanto che negli anni passati in religione ci si è schierati collettivamente a difesa, tracciando ideali linee invalicabili,  in particolare su contraccezione/aborto/procreazione assistita medicalmente/eutanasia/famiglia/scuola cattolica, nel confronto nella società civile. Ma quando si ha di mira di cooperare per suscitare un'esperienza religiosa nei più giovani, in ciò in cui essa deriva da un ambiente sociale (perché, non dimentichiamocelo, in religione pensiamo che ci sia anche dell'altro), non è saggio partire dalle polemiche, dando per presupposti,  e quindi sostanzialmente tralasciando, gli aspetti basilari di una vita di fede, dedicandosi invece a polemiche rituali. E' una cosa che ho sperimentato come controproducente, vale a dire infruttuosa. E quando dico questo non intendo parteggiare con una delle parti ritualmente in polemica, o con chi attacca  o con chi difende. Si dice che la prima vittima di una guerra  è la verità. E' così. In religione noi vorremmo essere cercatori di verità, ma nelle controversie a volte ci riesce difficile di esserlo veramente. Così in quella che viene definita l'apologetica, che sarebbe la difesa ad oltranza della religione, non di rado si finisce per difendere, per non darla vinta agli avversari, anche ciò che non lo merita, ad esempio trovando giustificazioni per fatti terribili che storicamente sono accaduti, ad esempio nelle guerre a fondamento religioso.
 Ho trovato più soddisfacenti gli incontri in cui si è partiti, con animo sincero e in libertà, dalla propria esperienza interiore della fede per confrontarla con quella degli altri. Questo  è un modello di dialogo basato sull'apertura  e sull'ascolto. Non si tratta  infatti di recitare in pubblico la lezione e di vedere se corrisponde alla dottrina comune, al modo in cui ci si presenta davanti ad una commissione d'esame per essere promossi o bocciati. E' qualcosa che assomiglia più alla preghiera, che è uno degli aspetti fondativi dell'esperienza religiosa. Da come uno prega si capisce che tipo di fede religiosa ha. Degli anni del mio primo catechismo, a parte il libretto a domande e risposte che ancora conservo con devozione, ciò che mi è rimasto dentro veramente mi pare che siano le preghiere che mi sono state insegnate e le liturgie alle quali ho partecipato. Non è che tutto i resto non sia servito, ma, crescendo e imparando cose nuove, l'ho sviluppato e ora, in quello, non penso più da bambino. Nella preghiera, nell'atteggiamento di preghiera, constato invece ancora una unità interiore tra il me di allora e il me di oggi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli