Riunione del 1 ottobre 2013
Il 1 ottobre si è tenuta la prima riunione
del gruppo di AC della parrocchia di San Clemente Papa dopo la pausa estiva. La
sala era piena.
Erano presenti il
parroco e l'assistente ecclesiastico.
Il parroco ci ha
augurato buon lavoro e ci ha annunciato che ci incontrerà, per una riflessione comune,
in occasioni dedicate, in Avvento, il 3 dicembre, e in Quaresima. Bisogna
accogliere gli stimoli di Papa Francesco ad andare
verso i lontani. Il parroco ci chiede di impegnarci maggiormente, rendendoci disponibili e mantenendo gli
impegni presi.
Il presidente ci ha
ricordato che quest'anno verranno rinnovate le cariche associative.
Uno dei soci compie
ottanta anni di vita in AC, ha quindi vissuto più della metà dei 145 anni di storia
dell'AC. Molti altri soci possono vantare lunghe vite associative. Ma ve ne
sono di molto più giovani, da poco entrati. Bisogna dedicare un particolare
impegno al rinnovamento del gruppo, attirando gente nuova, secondo il tema di
quest'anno dell'AC: Quelli che
incontrerete chiamateli.
L'assistente
ecclesiastico ha quindi tenuto una riflessione sulle letture bibliche di
domenica prossima, in particolare sul brano evangelico di Lc 17,5-10.
Il problema per un
cristiano non è avere una fede grande o piccola, ma avere fede o non averla. Non
bisogna confondere la fede con i sentimenti religiosi, questi ultimi vengono
dopo.
Legata alla fede è la
speranza. Si spera che il male avrà un
termine (come proclamato nella prima lettura: Ab 1,2-3; 2, 2-4). Nelle
difficoltà della vita bisogna capire che il Signore verrà. E, quando verrà, ci
metterà a tavola per servirci: è l'Eucaristia.
Di fronte alla
prospettiva della venuta del Signore, se avremo mantenuto la fede e agito di
conseguenza dovremo considerare di aver fatto solo ciò che ci era stato ordinato e riconoscerlo
francamente. Di fronte al Signore noi siamo servi inutili.
Il presidente ci ha
poi proiettato immagini di persone di AC già giunte o avviate alla proclamazione
solenne di santità, ricordandocene le biografie: Gianna Beretta Molla, Alberto
Marvelli, padre Mariano, Maria Sagheddu, Giorgio La Pira, Antonia Mesina, Giuseppe
Lazzati, Antonietta Mio ("Nennolina" - una bambina), i coniugi
Beltrami Quattrocchi, Giuseppe Toniolo,
Salvo D'Acquisto, Piergiorgio Frassati, Rosario Livatino, Zaccaria Negroni,
Gino Bartali (il quale è stato recentemente proclamato Giusto tra le nazione per aver collaborato alla salvezza di diversi
ebrei, durante la persecuzione fascista, trasportando nella canna della
bicicletta documenti necessari per la loro fuga).
Sono poi venute alcune proposte per strutturare gli incontri settimanali.
Si è manifestata l'esigenza di partecipare più attivamente alla riflessione sulle letture bibliche della Messa della domenica seguente, proponendo domande all'assistente ecclesiastico ed evidenziando le frasi che più ci hanno colpito.
E' stato proposto di tenenere anche riunioni centrate su un particolare tema, da trattare più estesamente.
Il presidente ci ha
infine ricordato la nota dei presidenti e assistenti diocesani di AC, riuniti
in convegno, sulla recente crisi politica della quale si riportano di seguito
stralci.
"Viviamo giorni
drammatici, Alla già grave crisi economica che semina quotidianamente povertà e
disperazione nelle famiglie italiane si aggiunge la sconsideratezza di una
vicenda politica avvitata su se stessa, sempre più incapace di dare risposte ai
bisogni reali del Paese e della nostra gente e che ormai è arrivata
all'irresponsabilità istituzionale, con la messa in discussione degli stessi
cardini su cui si fonda la Repubblica, l'equilibrio dei poteri e il sistema
democratico che ne sono il fondamento.
(…)
La politica ha cessato di essere l'arte del
governo della società ed è diventata, in uno dei momenti più drammatici della
storia repubblicana, il luogo del tatticismo più esasperato che allontana chi
ne nutre una concezione più nobile e attira chi sa nuotare nel mare delle
meschinità dei piccoli interessi di parte.
(…)
A tutti chiediamo responsabilità e
generosità, nel ricostruire la tela della speranza e restituire dignità a chi
vive le troppo fatiche del tempo presente.
A quel che resta della nostra classe politica,
alle sue forze migliori chiediamo con forza di governare il Paese, di
adoperarsi in modo adeguato, giusto e di largo respiro mediante interventi
mirati a tutela innanzi tutto delle situazioni più gravi, di promuovere
condizioni di vita più solide per le famiglie e di garantire un futuro per le
prossime generazioni. E' questo il suo mandato, e non può essere più
eluso".
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma,
Monte Sacro, Valli