mercoledì 2 ottobre 2013

Riunione del 1 ottobre 2013

Riunione del 1 ottobre 2013

 Il 1 ottobre si è tenuta la prima riunione del gruppo di AC della parrocchia di San Clemente Papa dopo la pausa estiva.  La sala era piena.
 Erano presenti il parroco e l'assistente ecclesiastico.
 Il parroco ci ha augurato buon lavoro e ci ha annunciato che ci incontrerà, per una riflessione comune, in occasioni dedicate, in Avvento, il 3 dicembre, e in Quaresima. Bisogna accogliere gli stimoli di Papa Francesco ad andare verso i lontani. Il parroco ci chiede di impegnarci maggiormente, rendendoci disponibili e mantenendo gli impegni presi.
 Il presidente ci ha ricordato che quest'anno verranno rinnovate le cariche associative.
 Uno dei soci compie ottanta anni di vita in  AC, ha quindi vissuto più della metà dei 145 anni di storia dell'AC. Molti altri soci possono vantare lunghe vite associative. Ma ve ne sono di molto più giovani, da poco entrati. Bisogna dedicare un particolare impegno al rinnovamento del gruppo, attirando gente nuova, secondo il tema di quest'anno dell'AC: Quelli che incontrerete chiamateli.
 L'assistente ecclesiastico ha quindi tenuto una riflessione sulle letture bibliche di domenica prossima, in particolare sul brano evangelico di Lc 17,5-10.
 Il problema per un cristiano non è avere una fede grande o piccola, ma avere fede o non averla. Non bisogna confondere la fede con i sentimenti religiosi, questi ultimi vengono dopo.
 Legata alla fede è la speranza. Si spera che il  male avrà un termine (come proclamato nella prima lettura: Ab 1,2-3; 2, 2-4). Nelle difficoltà della vita bisogna capire che il Signore verrà. E, quando verrà, ci metterà a tavola per servirci: è l'Eucaristia.
 Di fronte alla prospettiva della venuta del Signore, se avremo mantenuto la fede e agito di conseguenza dovremo considerare di aver fatto solo  ciò che ci era stato ordinato e riconoscerlo francamente. Di fronte al Signore noi siamo servi inutili.
 Il presidente ci ha poi proiettato immagini di persone di AC già giunte o avviate alla proclamazione solenne di santità, ricordandocene le biografie: Gianna Beretta Molla, Alberto Marvelli, padre Mariano, Maria Sagheddu, Giorgio La Pira, Antonia Mesina, Giuseppe Lazzati, Antonietta Mio ("Nennolina" - una bambina), i coniugi Beltrami Quattrocchi,  Giuseppe Toniolo, Salvo D'Acquisto, Piergiorgio Frassati, Rosario Livatino, Zaccaria Negroni, Gino Bartali (il quale è stato recentemente proclamato Giusto tra le nazione per aver collaborato alla salvezza di diversi ebrei, durante la persecuzione fascista, trasportando nella canna della bicicletta documenti necessari per la loro fuga).
 Sono poi venute alcune proposte per strutturare gli incontri settimanali.
 Si  è manifestata l'esigenza di partecipare più attivamente alla riflessione sulle letture bibliche della Messa della domenica seguente, proponendo domande all'assistente ecclesiastico ed evidenziando le frasi che più ci hanno colpito.
 E' stato proposto di tenenere anche riunioni centrate su un particolare tema, da trattare più estesamente.
  Il presidente ci ha infine ricordato la nota dei presidenti e assistenti diocesani di AC, riuniti in convegno, sulla recente crisi politica della quale si riportano di seguito stralci.
"Viviamo giorni drammatici, Alla già grave crisi economica che semina quotidianamente povertà e disperazione nelle famiglie italiane si aggiunge la sconsideratezza di una vicenda politica avvitata su se stessa, sempre più incapace di dare risposte ai bisogni reali del Paese e della nostra gente e che ormai è arrivata all'irresponsabilità istituzionale, con la messa in discussione degli stessi cardini su cui si fonda la Repubblica, l'equilibrio dei poteri e il sistema democratico che ne sono il fondamento.
(…)
 La politica ha cessato di essere l'arte del governo della società ed è diventata, in uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana, il luogo del tatticismo più esasperato che allontana chi ne nutre una concezione più nobile e attira chi sa nuotare nel mare delle meschinità dei piccoli interessi di parte.
(…)
  A tutti chiediamo responsabilità e generosità, nel ricostruire la tela della speranza e restituire dignità a chi vive le troppo fatiche del tempo presente.
 A quel che resta della nostra classe politica, alle sue forze migliori chiediamo con forza di governare il Paese, di adoperarsi in modo adeguato, giusto e di largo respiro mediante interventi mirati a tutela innanzi tutto delle situazioni più gravi, di promuovere condizioni di vita più solide per le famiglie e di garantire un futuro per le prossime generazioni. E' questo il suo mandato, e non può essere più eluso".
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli