mercoledì 30 ottobre 2013

Rinnovare il mondo: compito religioso dei laici


Rinnovare il mondo: compito religioso dei laici

 
 Nelle spiegazioni sulla fede si preferisce di solito mettere in evidenza la continuità che c'è stata nelle varie concezioni che storicamente si sono succedute e che hanno riguardato la natura, il fondamento e le finalità della nostra collettività religiosa. E tuttavia talvolta non ci si occupa abbastanza di ciò che invece è mutato per rispondere alle esigenze dei tempi e che è stato considerato un progresso nella vita collettiva della fede. Così può sembrare che ai tempi nostri si viva insieme la fede al modo in cui lo si faceva nel Vicino Oriente negli anni che immediatamente seguirono la morte del Nazareno. E che, addirittura, quello sia il solo modo giusto di vivere collettivamente la fede. Che, insomma, tutta la storia che c'è stata da allora o non abbia valore o ne abbia uno negativo, in quanto appunto allontanamento e differenziazione dalle origini, e che ogni conversione, individuale o collettiva, debba comportare anche una sorta di ritorno al passato. E che questo, in definitiva, debba essere al centro dei lavori in corso  di generazione in generazione nella nostra collettività di fede. E' veramente così? Vi invito a rifletterci su.
 Indubbiamente abbiamo ricevuto dalle origini dei principi e una missione. Come collettività religiosa siamo stati lanciati nel mondo e nella storia. Questo movimento ha caratterizzato fortemente la nostra fede. E' pensabile che tutto ciò che è stato fatto  o non abbia alcun significato o ne abbia solo di negativi? Per come la vedo io non è così. La lunga storia trascorsa insieme ci ha consentito di approfondire i contenuti della fede e di trarre insegnamento dalle esperienze fatte. Non è stata solo una storia di malvagità. I contenuti della nostra fede comune e i caratteri della nostra missione sono stati elaborati nel corso dei millenni, di generazione in generazione, e ogni secolo ha apportato qualcosa che è rimasto nella tradizione comune. Se ci riflettiamo bene, capiamo che non potremmo farne a meno.
 Anche ai tempi nostri il lavoro in corso  non è principalmente quello di un ritorno alle origini, anche se esse ci sono sempre ben presenti essendo state narrate nelle nostre scritture sacre, che hanno un valore per così dire normativo per la nostra fede.
 Nel corso del secolo scorso la nostra fede comune è stata messa a dura prova dallo storia. Istituzioni secolari hanno mostrato i loro limiti. Si è prodotta una grave compromissione con forze malvagie, con il male del mondo. Nelle grandi forze collettive che dall'Ottocento hanno cominciato a rendere protagoniste le masse nel governo del mondo si sono visti  gli aspetti negativi più che le potenzialità positive. Il compromesso e i cedimenti sono derivati dalla paura del nuovo che si stava manifestando. All'inizio degli scorsi anni '60, riflettendo sull'esperienza storica, si è prodotto un marcato moto di cambiamento del quale proprio in questi mesi stiamo vivendo manifestazioni molto eclatanti. Esso ha trovato espressione in documenti normativi aventi la massima autorità nella nostra collettività religiosa, ma scritti in un linguaggio, quello teologico, che si discosta significativamente da quello comune e che richiede pertanto uno sforzo per essere compreso. E' una parte del lavoro di formazione che si fa in Azione Cattolica.
 Le novità, per così dire, sono state molte. Una delle più rilevanti ha riguardato il ruolo dei fedeli laici. In questo campo c'è un lavoro in corso  molto importante, perché alle definizioni di carattere teologico sono seguite varie forme di realizzazione storica sulle quali è del tutto aperto il dibattito all'interno della nostra collettività religiosa. Sintetizzando il cuore della questione, si può dire che il come  fare il  fedele laico nel mondo non è più solo oggetto di insegnamenti del magistero ma è anche il frutto di una elaborazione degli stessi fedeli laici, che, in tal modo, partecipano anche alla definizione dei principi della loro azione collettiva nel mondo. Non era mai accaduto prima. Tutto questo si è accompagnato al riconoscimento ai fedeli laici di una dignità  che si è ricavata dai principi di fede ricevuti dalle origini, ma che per lunghissimo tempo non aveva risaltato negli insegnamenti religiosi. Ed anche al riconoscimento del valore specificamente religioso che ha il lavoro dei laici nel mondo, come singoli e nelle collettività in cui sono inseriti. Se ne tratta in uno dei più importanti documenti deliberati nel corso della grande congregazione di capi religiosi tenutasi all'inizio degli scorsi anni '60, che si seguito riporto:
"Per la loro vocazione  è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori nel mondo e nelle ordinarie condizioni di vita familiare e sociale, di  cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi all'interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo esercitando il proprio ufficio sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la loro testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità. A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore"
[dalla Costituzione dogmatica Lumen Gentium -=Luce delle genti- sulla Chiesa, del Concilio Vaticano II - deliberata definitivamente e promulgata - diffusa solennemente- il 21 novembre 1964.]
 In un altro documento, approvato nel corso della medesima congregazione, vennero definite le finalità particolari di questa azione dei fedeli laici nel mondo, che possono riassumersi nella parole rinnovamento:
" I laici devono assumere il rinnovamento dell'ordine temporale come compito proprio e in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare direttamente e in modo concreto; come cittadini devono cooperare con gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità; dappertutto e in ogni cosa devono cercare la giustizia del regno di Dio.
 L'ordine temporale deve essere rinnovato in modo che, nel rispetto integrale delle leggi sue proprie sia reso più conforme ai principi superiori della vita cristiana e adattato alle svariate condizioni di luogo, di tempo e di popoli. Tra le opere di simile apostolato si distingue eminentemente l'azione sociale dei cristiani. Il Concilio desidera oggi che essa si estenda a tutto l'ambito dell'ordine temporale, anche a quello della cultura"
[Decreto Apostolicam actuositatem -=sull'attività apostolica- sull'apostolato dei laici, diffuso solennemente il 18-11-65].
 Dunque, in base a queste dichiarazioni normative per la nostra collettività  di fede,  è compito religioso  dei fedeli laici quello di rinnovare il mondo secondo i principi di fede sotto la loro propria responsabilità e secondo le loro specifiche competenze. Tenete ben presenti queste dichiarazioni che ho sopra trascritto e tenete conto che nei quasi due millenni precedenti della nostra vita di fede comune non ne troverete di uguali.
 Queste nuove concezioni religiose hanno introdotto nella vita della nostra collettività religiosa un pluralismo che trova corrispondenza nelle dinamiche democratiche delle più avanzate società contemporanee. Si è passati rapidamente da un clima di generale sfiducia nelle capacità dei laici di  operare efficacemente per la diffusione e realizzazione dei principi di fede nel mondo, ad una concezione che li vede impegnati con primaria responsabilità. Ciò è derivato principalmente dall'esperienza storica vissuta dagli anni '20 agli anni '40 del secolo scorso, in cui  masse europee cristianizzate e cattoliche si lasciarono trascinare, senza opporre sufficiente resistenza, da regimi autoritari, violenti, sanguinari, razzisti e poi, invece, recuperata una coerenza ideale con i principi di fede proclamati ebbero un ruolo fondamentale, che dura tuttora, nella costruzione della nuova Europa scaturita dagli sconvolgimenti della Seconda Guerra Mondiale. Il lavoro in corso  ai giorni nostri, di cui tratterò meglio in seguito,  è come integrare questo pluralismo, che deriva dall'azione religiosa dei laici per il rinnovamento del mondo sotto propria responsabilità e secondo le loro competenze, in una collettività religiosa che concepisce come fondamentale un ordine gerarchico, quindi di poteri, storicamente finalizzato a mantenere l'unità  intorno al vertice romano.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.