Comprendere la Chiesa
La
fede è un fatto collettivo, si è detto. Nella nostra religione essa si esprime
in particolare a partire dalla Chiesa e in essa. Ma che cos'è la Chiesa?
Essa si manifesta e
ci viene spiegata in molti modi. Rientra nelle nostre convinzioni di fede più
profonde e radicate, per cui ne trattano i teologi. Come fatto umano se ne occupano
gli antropologi, come fatto sociale i sociologi e come fatto storico gli
storici. E' stata cantata dai poeti e ha costituito il tema di grandi opere
d'arte. I fedeli ne fanno una intensa esperienza nella loro vita, spesso fin da
bambini. Essa è oggetto di grandi attese, parte delle quali vanno deluse.
Spesso suscita risentimento, alcune volte addirittura rabbia o paura. Quasi
tutti hanno in mente cose che in essa non vanno e idee di riforma. E quando si
entra in tema spesso si parte proprio da qui. Non di rado, allora, ci si fa
portavoce di molti pregiudizi e partiti presi correnti nella pubblica opinione.
La Chiesa cattolica,
in particolare, può essere vista, dal punto di vista giuridico, come un
complesso di uffici, strutturati in forme di coordinamento gerarchiche e
territoriali, a somiglianza di quelle di
uno stato. Ed in effetti essa sviluppa una propria burocrazia e procedure
formali per ottenere certi effetti. Ha un proprio personale stipendiato e un
proprio patrimonio, che in particolare in Italia è piuttosto ingente. Da secoli
tiene rapporti con gli stati, ai quali invia propri ambasciatori, i nunzi apostolici, e accredita presso di
sé gli ambasciatori degli stati. Storicamente ha posseduto uno stato nell'Italia centrale e tutt'oggi possiede un'entità, la Città del Vaticano, che è organizzata
come uno stato, del quale il Papa è il monarca assoluto. Essa però non è uno stato. Essa pertanto non è straniera in nessuno stato del
mondo, ma, al tempo stesso, per le sue finalità ideali si considera estranea alle finalità di dominio
proprie degli stati.
La Chiesa, sotto un
altro punto di vista, considera sé stessa una comunità di persone che vuole
seguire l'insegnamento dell'antico Maestro, diffuso dai successori dei primi
apostoli. La sua legge è quella della misericordia fraterna. Essa deriva dalla
convinzione di originare da un unico Padre.
In che senso, qui,
intendo scrivere della Chiesa?
Chi voglia avere più
informazioni sul tema potrà leggere i libri giusti. Il Catechismo della Chiesa cattolica può essere uno di questi, ma ve ne sono
un'infinità. Il sacerdote può consigliare in merito.
Io vorrei rendere
un'idea della mia particolare esperienza di Chiesa, evocandone le emozioni
che mi ha suscitato.
Fin da bambino mi
sono formato nella Chiesa cattolica e in essa sono vissuto, senza particolari
traumi. Nelle varie età della vita ho fatto diverse esperienze di Chiesa. Essa
è per me un ambiente familiare e
venerabile, un po' come lo erano le case dei miei nonni. Figlio di bolognesi
della diaspora romana, quasi ogni anno, fin da bambino, venivo portato nella
città d'origine della mia famiglia, nel quartiere dove c'era la chiesa madre
della mia famiglia, quella dove i miei genitori si erano sposati, in un
santuario cappuccino. Arrivavo, con la mia mamma e il mio papà, nella casa di
via Bellinzona, che era stata la mia prima casa da neonato, salivo due piani di
scale e sul pianerottolo c'era ad accogliermi mia nonna paterna, che mi
abbracciava e mi baciava. Il suo volto aveva un profumo particolare. Mia nonna
era molto religiosa, di spiritualità francescana; da lei ricevetti, da bambino,
insegnamenti religiosi che mi si impressero fortemente nell'animo. Nella mia
interiorità la Chiesa è legata a quell'abbraccio, a quel bacio e a quel
profumo.
Da ragazzo fui scout,
nella parrocchia degli Angeli Custodi, a piazza Sempione, la parrocchia
confinante con la nostra. Ogni anno facevamo due settimane di campo in tenda,
sulle montagne dell'Abruzzo. La sera, secondo lo storico uso scout, dopo cena
ci si riuniva intorno al fuoco e si cantava insieme. C'erano anche canti
religiosi. Quell'esperienza corale, di vite adunate fraternamente vicino alla
luce che esprimevano le loro più alte idealità in mezzo a una natura che, nella
notte, si andava facendo minacciosa, divenendo quasi inconoscibile, mi evoca l'emozione che si ha partecipando
alla Chiesa. Ho ritrovato la descrizione dell'esperienza religiosa come quella
di un coro in Aldo Capitini.
Queste che ho descritto
sono esperienze propriamente spirituali, interiori, ma saldamente ancorate a
realtà collettive. Non sono sogni: non lo è l'amore degli avi e l'amicizia tra
ragazzi. Sono esperienze spirituali come lo è anzitutto quella della Chiesa.
Tutto il resto viene dopo.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma,
Monte Sacro, Valli.