Parti vive della Chiesa
Il
momento in cui ci si deve occupare un po' di più dell'istruzione e formazione
dei figli piccoli è quello in cui spesso si fanno dei bilanci sulla propria
vita. Questo riguarda anche l'aspetto religioso. Si cerca infatti di facilitare
la strada ai più giovani e di dar loro le migliori opportunità. La fede può
rientrare tra queste? Facendo ciò ci si assume una nuova responsabilità e si
impersona un nuovo ruolo. Da persone più che altro trascinate dagli altri, dai
genitori, dalle consuetudini dell'ambiente sociale in cui si vive, dai capi di
vario tipo, anche dalle proprie passioni, si è portati a programmare la vita di
altri a cui si tiene molto e che dipendono da noi, almeno fino ad un certo
punto. Ci si mette in qualche modo nella parte che, prima di noi, fu, ad
esempio, dei nostri genitori e, in genere, nella posizione di un capo di
comunità. E' un bel cambiamento.
Col tempo aumentano
le persone che guardano a noi come a un riferimento. Non ci sono più solo i
figli ma i nostri stessi genitori e, a volte, altri avi. E poi anche parti
della società, anche di quella religiosa. Da più giovane, ad esempio, mi
sentivo in diritto di ricevere una particolare attenzione dai preti, ora più
che altro mi sento in dovere di prendermi io cura di loro. Crescendo li capisco
meglio nella loro umanità, sempre minacciata dalla sofferenza, dalla stanchezza
e dalla delusione. Non faccio loro una colpa se, nelle varie situazioni della
vita, talvolta si trovano in difficoltà nel ruolo, veramente arduo, di
consiglieri e consolatori.
Anche un genitore può
essere sofferente, stanco e deluso. Quella spinta che lo fa resistere, per
andare avanti innanzi tutto nell'interesse di altri ai quali vuole bene, ha anche,
secondo il mio modo di vedere, un valore religioso. Che cos'è che, magari dopo
una giornata piuttosto faticosa e con la prospettiva di tante altre cose da
fare prima di andare a riposare, ti fa trovare la forza di uscire di casa con
un bambino che si prepara alla Prima Comunione per portarlo al catechismo? Che
pensi mentre lo aspetti, lì nel corridoio fuori dell'aula o giù nel cortile
parrocchiale. Ne vale la pena?
Sarebbe bello poterne
parlare.
Perché, vedete,
questo sforzo che si fa è vita e vita buona,
come ci insegnano. Facendolo siamo parti
vive della Chiesa, che è poi, se ho ben capito, il vero scopo di tutto ciò
che facciamo per religione.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma,
Monte Sacro, Valli