mercoledì 25 settembre 2013

Annuncio, insegnamenti, catechesi

Annuncio, insegnamenti, catechesi
 La dimensione collettiva, sociale, della religiosità e il fatto che, conseguentemente, le cose della fede bisogna sentirsele dire da altri, non è quindi  sufficiente ragionarci su da sé stessi, nella propria interiorità, spiega come si arriva che ad un certo punto si debba andare, o, da bambini, si venga portati, al catechismo.
 C'è un nucleo fondamentale delle nostre convinzioni religiose, attorno al quale ruota tutto, è che è abbastanza semplice da dire. E' il tesoro prezioso, la perla rara, ciò che come società di gente di fede abbiamo tramandato nei millenni, di generazione in generazione, cercando di essere fedeli a ciò che avevamo ricevuto. Questo è quello che nel greco antico, la lingua dei più antichi testi del Nuovo Testamento che ci sono pervenuti,  veniva definito come chèrigma, che significa, appunto, annuncio. Esso risuona costantemente nella liturgia, ad esempio nella Messa, anche se a volte non ci facciamo più molto caso e altre volte forse non riusciamo più a individuarlo facilmente.
 L'annuncio,  per quello che ho capito, non è il primo livello di qualche cosa che poi può essere successivamente ampliato. L'annuncio riguarda il fondamento di tutto, dal punto di vista religioso. Contiene tutto. La persona religiosa lo porta sempre al centro della propria vita interiore. Che fare, però, dopo che lo si è udito, se si vuole sapere come comportarsi? E' in questo momento che si è indirizzati a una collettività religiosa. Infatti per sapere che fare dopo sono necessari degli insegnamenti ulteriori. Nel greco antico essi venivano definiti con la parola didaché, che significa insegnamento.  Conoscere la didaché è indispensabile per orientarsi in religione, appunto perché la fede è un fatto collettivo, nessuno se l'inventa da sé e nessuno, da sé, sa dirigere la propria vita verso la meta indicata nell'annuncio.
 Gli insegnamenti religiosi costituiscono un corpo vastissimo, perché, nei due millenni della storia cristiana si è ragionato e scritto molto in materia di fede, in tutte le terre e in tutti i popoli in cui il cristianesimo si è diffuso. Nessuno ha oggi la capacità di conoscere tutto ciò che è stato pensato e scritto in merito. Eppure tutti hanno la possibilità di conoscere l'essenziale di ciò che serve per vivere religiosamente. Questo si deve all'opera della Chiesa, che si è sforzata di renderlo comprensibile ad ogni persona. Sono state ideate delle formule brevi, che possono essere imparate a memoria e recitate come preghiere, per tenere a mente le cose fondamentali. Poi si sono organizzate delle forme di insegnamento ben ordinate, per ogni età, per ogni cultura, per ogni lingua, per spiegare la fede ricevuta. Questa è la catechèsi, una parola che deriva dal termine greco antico che suona nello stesso modo: catèchesi, che originariamente definiva l'insegnamento orale.
 Catechismi sono anche chiamati i testi che vengono utilizzati per quell'insegnamento delle cose fondamentali della fede. Ne sono stati scritti molti, alcuni dei quali hanno avuto una maggiore importanza. Ve ne sono per bambini, ragazzi e per adulti.
 La Chiesa cattolica si  è data, nel 1992, un nuovo catechismo, il quale è un testo piuttosto complesso, che si vuole costituisca anche un modello per tutti gli altri catechismi e, in genere, per i ragionamenti religiosi. Ne è stata pubblicata una versione semplificata, a domande e risposte, che è il compendio di quel catechismo. I vescovi italiani hanno poi promosso la pubblicazione di altri catechismi, adatti a tutte le età della vita.
 Ma la catechesi non consiste solo nell'insegnare quello che è scritto nel libro, inteso come il testo di un catechismo. Non si cerca solo di far conoscere nozioni, ma di aiutare a costruire una vita religiosa. Un aspetto molto importante è, ad esempio, l'accompagnare nella preghiera. Un altro è la lettura di brani della Bibbia. Poi c'è l'insegnamento su come si partecipa alle liturgie. Ma c'è dell'altro ancora. Mi pare di aver capito che la catechesi richieda una spiegazione data da persone che siano anche dei testimoni, gente che con la propria esperienza di vita renda credibile quello che racconta. Il sacerdote è un maestro di questo tipo. Egli opera sotto la direzione del vescovo e si serve anche di collaboratori non sacerdoti. La catechesi è un compito molto importante della Chiesa che vi presta particolare cura. Si cerca di insegnare e spiegare la fede comune, non le idee personali di questa o quella persona, di questo o quel gruppo.
 Io, quando frequentai il catechismo da bambino, nella stessa parrocchia di San Clemente, avevo un catechismo a domande e risposte  che veniva fatto imparare a memoria. Lo conservo ancora. Si intitolava Primi elementi della dottrina cristiana.
 La prima domanda era: "Chi ci ha creato?"
 La risposta: "Ci ha creato Dio".
 Allora non avevo molto ragionato su Dio, ma per me egli era  molto vicino al mio parroco di allora, don Vincenzo, una persona molto autorevole. A volte, a catechismo, facevamo chiasso, e molto. Ad un certo punto sentivamo i passi di don Vincenzo che si avvicinava all'aula e tacevamo tutti. Colsi una qualche analogia con la situazione in cui si erano trovati Adamo ed Eva dopo aver mangiato del frutto dell'albero vietato,  quando mi lessero quel brano del libro biblico della Genesi dove si narra:
"Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si nascose  dalla           presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino" [Genesi 3,8 - versione CEI 2008]
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli