mercoledì 7 novembre 2012

RIUNIONE DEL GRUPPO DI A.C. DEL 6 NOVEMBRE 2012

RIUNIONE DEL GRUPPO DI A.C. DEL 6 NOVEMBRE 2012

 All’inizio della riunione abbiamo accolto una nuova socia del gruppo, che si è presentata e ha spiegato i motivi e i fini della sua adesione.
 Abbiamo quindi meditato sulle letture della Messa di domenica prossima(1Re 17,10-16; Sal 145; Eb 9,24-28; Mc 12,38-44). A. ci ha letto una sua riflessione. L’assistente ecclesiastico ci ha invitato a confidare maggiormente nella Provvidenza. Si è aperto un animato dibattito in cui le esperienze personali in merito sono state condivise.
 Si è quindi passati ad esaminare temi che ci siamo impegnati ad affrontare in questo Anno della Fede. Sono stati letti alcuni passi della lettera apostolica Porta Fidei, di indizione dell’iniziativa religiosa, da me sintetizzati (di seguito allego la sintesi). L’assistente ecclesiastico ci ha detto che pochi hanno letto i documenti del Concilio Vaticano 2°; essi non sono arrivati alla base, in particolare alle parrocchie. E’ necessario acquisire consapevolezza, innanzi tutto conoscendoli.
 E seguita la Messa celebrata dal parroco per la commemorazione della socia Maria Cretella, morta lo scorso agosto. Durante la liturgia il parroco ha ricordato con parole toccanti il lungo impegno in Azione Cattolica della Cretella e ha spiegato ai fedeli il senso del nostro lavoro comune. Arrivare alla gente in mezzo alla quale viviamo non è facile, spesso ci si scontra con rifiuti. L’esperienza di vita di Maria Cretella dimostra tuttavia che ne vale la pena.

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Sintesi della lettera apostolica Porta Fidei (11-10-2011), del papa Benedetto 16°

L’Anno della Fede è stato indetto dal papa Benedetto 16° con la lettera apostolica Porta Fidei  (trad. porta della fede) dell’11 ottobre 2011  e aperto lo scorso 11 ottobre, cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano 2° (1962-1965).
 Potete trovare il documento all’indirizzo WEB:
 Leggendo le parole del Papa possiamo individuare questi presupposti e  obiettivi dell’iniziativa:
                               ·            entrare nella Chiesa significa impegnarsi in un cammino che dura tutta la          vita. La fede cristiana è come una porta che, attraverso il Battesimo,  ce lo fa iniziare;
                               ·            bisogna riscoprire questo cammino nella fede, perché la fede ai tempi nostri non è più un presupposto ovvio;
                               ·            dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci del cibo che rimane per la vita eterna, vale a dire della Parola di Dio trasmessa dalla Chiesa e del Pane di vita, per continuare a credere in Gesù, il Cristo;
                               ·            attraverso la propria testimonianza di vita i cristiani sono poi chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato;
                               ·            l’Anno della Fede in questa prospettiva è un impegno a una rinnovata e autentica conversione al Signore, unico Salvatore del mondo;
                               ·            in questo spirito è anche necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede; esso scaturisce da una fede rafforzata;
                               ·            il percorso comune nell’Anno della Fede deve portarci a capire in modo più profondo non solo i contenuti della fede ma anche il senso del credere, l’atto con cui decidiamo di affidarci totalmente a Dio, in piena libertà, che è dono di Dio e azione della sua grazia, la quale agisce e trasforma la persona fin nel suo intimo;
                               ·            la professione di fede comporta anche assumersi la responsabilità sociale di ciò che si crede: non è un fatto privato e implica anche una testimonianza ed un impegno pubblici; essa quindi è un atto personale ed insieme comunitario. E’ la Chiesa, infatti, il primo soggetto della fede;
                               ·            per la conoscenza sistematica dei contenuti della fede cristiana tutti possono trovare nel Catechismo della Chiesa cattolica (1993; 1997) un sussidio prezioso ed indispensabile;
                               ·            non dobbiamo temere di argomentare razionalmente la fede, anche in quest’epoca in cui molti ritengono che certezze razionali possano conseguirsi solo nell’ambito del pensiero scientifico e tecnologico, perché confidiamo che tra la fede e la scienza non vi sia conflitto, in quanto entrambe, anche se per vie diverse, tendono alla verità;
                               ·            sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede, la quale vede il mistero insondabile dell’intreccio tra santità e peccato;
                               ·            In questo tempo siamo invitati a tenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la porta a compimento; in lui, morto e risorto per la nostra salvezza, trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza”;
                               ·            nell’Anno della fede dobbiamo vedere anche un’occasione per intensificare la nostra testimonianza della carità; la fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino;
                               ·            nell’Anno della Fede siamo inviati a scuoterci da una certa pigrizia nel conoscere e testimoniare la nostra fede religiosa comune; in particolare ciò riguarda i più anziani, che ritrovino gli ideali di gioventù: “Giunto ormai al termine della sua vita, l’apostolo Paolo chiede al discepolo Timoteo di ‘cercare la fede’ (cfr 2Tm 2,22) con la stessa costanza di quando era ragazzo (cfr 2Tm 3,15). Sentiamo questo invito rivolto a ciascuno di noi, perché nessuno diventi pigro nella fede”.
                               ·            nella fede siamo ricolmi di gioia perché, pur vivendo anche l’esperienza della sofferenza “noi crediamo con ferma certezza che il Signore Gesù ha sconfitto il male e la morte. Con questa sicura fiducia ci affidiamo a Lui: Egli, presente in mezzo a noi, vince il potere del maligno (cfr Lc 11,20) e la Chiesa, comunità visibile della sua misericordia, permane in Lui come segno della riconciliazione definitiva con il Padre”.
 Nella lettera apostolica citata il Papa appare preoccupato di una certa pigrizia  e distrazione  di noi fedeli nel rispondere alle esigenze di fede, nel trarre le conseguenze dalla nostra professione di fede, e teme che questo accada perché riflettiamo troppo poco su di essa. Forse non ci siamo dedicati abbastanza a tenere viva la comprensione dei contenuti della nostra fede e nel nostro impegno sociale, quando c’è stato,  a volte abbiamo tenuto più conto delle conseguenze sociali, culturali e politiche di esso che della sua origine religiosa, in una sorta di secolarizzazione dell’azione nostra. L’Anno della Fede, per come io credo di aver compreso l’invito che ci è stato rivolto, deve così servire a scuoterci da quella pigrizia e a porci nuovamente in cammino secondo l’orientamento che ci viene dalla comune fede religiosa.

Mario Ardigò, Azione Cattolica in San Clemente papa, Roma, Monte Sacro, Valli