Riunione del 9 ottobre 2012
E’ stato presentato l’evento della fiaccolata, organizzata dalla Diocesi di Roma, che il prossimo giovedì 11 ottobre, alle ore 18:30, partirà da Castel S.Angelo e arriverà a Piazza S. Pietro, dove sarà accolta dal Papa e dal Cardinal Vicario mons. Agostino Vallini. Con essa si vuole celebrare sia l’apertura dell’Anno della Fede sia il cinquantenario dell’apertura del Concilio Vaticano 2° e, in particolare, il discorso improvvisato in piazza S. Pietro la sera dell’11 ottobre 1962 da papa Giovanni 23°, parlando ai partecipanti alla grande fiaccolata organizzata dall’Azione Cattolica. Per quelli del gruppo che intendono partecipare, l’appuntamento è per giovedì prossimo, alle ore 18:00, davanti alla chiesa parrocchiale.
Di seguito sono stati proiettati un video del discorso di papa Giovanni 23° dell’11 ottobre 1962 e le immagini di mons. Domenico Sigalini, assistente generale dell’A.C., e di Franco Miano, presidente dell’A.C., che presentavano brevemente l’evento di giovedì prossimo, invitando a parteciparvi.
Sono state poi ricordate alcune delle novità più importanti introdotte dal Concilio Vaticano 2°: quelle in materia di libertà religiosa e di dialogo con le altre religioni, quelle sull’autonomia dei laici e quelle sul rinnovamento liturgico. E’ stato anche ricordato che, a seguito del Concilio Vaticano 2°, venne introdotta la Liturgia della parola, che si celebra con continuità nella nostra parrocchia.
Si è poi passati a riflettere sulle letture della Messa di domenica prossima (Prima lettura: dal libro della Sapienza 7,7-11. Seconda lettura: dalla lettera agli Ebrei, 4, 12-13; Vangelo: dal Vangelo secondo Marco 10,17-30).
C.F. ha letto un suo pensiero, che di seguito viene riportato.
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La parola di Dio del Vangelo di Marco ci pone in una condizione di disagio: infatti costituisce un monito anche per noi oggi.
Un uomo, che possiamo anche immaginare maturo negli anni come molti di noi del gruppo, avvicinandosi a Gesù gli chiede con entusiasmo: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Lo fa per appagare anche lo spirito, che sente inquieto e solitario. Ha tutto. E’ ricco. Vuole possedere anche questo dono, che è soltanto di Dio: la vita eterna.
Gesù lo guarda con simpatia, capisce la sua generosità e religiosità e gli risponde: “Una sola cosa ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri…”. E a queste parole quell’altro non risponde e se ne va, triste.
Non è la ricchezza che può riempire il cuore di gioia di vivere, ma il possedere un cuore pieno d’amore. Gesù spiega in che cosa questo consista: potrà essere ricco di persone umane, stare con gli altri in comunione e conoscere la felicità del tesoro preparato da Dio.
Gli esseri umani vogliono apparire, avere il potere del denaro, piuttosto che possedere il dono dell’amicizia di Dio, che è quello della sua Grazia.
Non accade spesso che l’amico al quale chiediamo “Come stai?” risponda “Sono in grazia di Dio”.
Non vogliamo capire che possiamo riempire di luce immensa la nostra vita solo se facciamo tutto ciò che Gesù ci dice: “Seguimi!”. Se vogliamo la vita eterna, dobbiamo realizzare il progetto che Dio ha anche su ciascuno di noi.
Poiché nulla è impossibile a Dio, accettiamo dunque di seguire la sua Parola e frantumiamo in noi la superbia, l’orgoglio e la vanità.
Dobbiamo cercare di raggiungere una fede più autentica.
Rispettare e mettere in pratica ciò che ci dice il Figlio dell’Uomo è, in fondo, il migliore affare della nostra vita.
C.F.
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A. ci ha letto un pensiero di Dietrich Bonhoeffer:
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Parola e silenzio
Facciamo silenzio prima di ascoltare la parola di Dio, perché i nostri pensieri sono già rivolti alla parola.
Facciamo silenzio dopo l’ascolto della parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi.
Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima parola.
Facciamo silenzio prima di coricarci, perché l’ultima parola appartiene a Dio.
Facciamo silenzio per amore della parola.
Dietrich Bonhoeffer
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L.D. mi ha lasciato il seguente suo contributo:
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La parola di Dio non è una voce che passa, un racconto che lascia indifferenti. E’ un giudizio che penetra nel cuore, che scruta e illumina nell’intimo.
L.D.
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Quindi l’assistente ecclesiastico ha proposto alcuni argomenti per la meditazione sulle letture bibliche appena proclamate, anche nell’ottica delle tematiche dell’Anno della Fede che sta per aprirsi.
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La fiaccolata di giovedì prossimo dovrà essere la manifestazione del nostro impegno ad essere, con le nostre vite, luce per il mondo (Lumen Gentium – Luce del mondo è il titolo della costituzione dogmatica sulla Chiesa del Concilio Vaticano 2°).
Ai cristiani non basta essere onesti, come si può essere anche avendo altre convinzioni religiose o nessuna. Le nostre vite devono mostrare qualcosa di più e di diverso. E’ il messaggio che deve trarsi dal Vangelo appena letto. L’uomo che interpella Gesù in fondo, dando a Gesù del maestro buono, riconosce la divinità di Gesù, perché, come gli dice Gesù, nessuno è buono se non Dio solo. Gesù gli dice che per avere la vita eterna bisogna seguire i comandamenti, la volontà di Dio. Quello gli replica che lo stava già facendo. Allora Gesù gli chiede un qualcosa di più, di vendere e dare ai poveri tutto quello che aveva e poi di seguirlo. E’ scritto che quell’uomo se ne andò rattristato, perché pur riconoscendo che ciò che gli era stato indicato era la verità, non aveva in sé la forza di metterlo in pratica.
Se vogliamo seguire Gesù, dobbiamo obbedirgli. Siamo spesso troppo legati alle nostre cose e ai nostri interessi. Non possiamo vivere il nostro rapporto con Dio come un’assicurazione sulla vita, per proteggere ciò che riteniamo essere il nostro bene. Seguire Dio, è scritto nel brano evangelico, è comunque già oggi, un buon affare (ci è promesso cento volte tanto ciò che si lascia in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà).
Va bene essere brave persone, ma da cristiani dobbiamo cercare di fare di più. Dobbiamo dimostrare, amandoci gli uni gli altri e amando i nemici, di avere dentro di noi la vita di Dio. Questo sì che è più che essere solo una brava persona. Per raggiungere questo risultato abbiamo bisogno dello Spirito Santo, che ci metta in condizione, rafforzandoci nella nostra fede che Gesù è il figlio di Dio, di essere luce nel mondo manifestando un amore fuori dell’ordinario.
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Alla fine della riunione si sono discussi i dettagli per la partecipazione alla fiaccolata di giovedì prossimo.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli.