giovedì 27 settembre 2012

Azione Cattolica: la parrocchia in azione

Azione Cattolica: la parrocchia in azione

 Come ho scritto nei giorni passati, l’Azione Cattolica ha ormai una storia abbastanza lunga, anche se non quanto altri movimenti di spiritualità o confraternite caritative che esistono da diversi secoli. Essa nacque in un’epoca in cui il pluralismo delle aggregazioni dei laici nella Chiesa era molto meno marcato di oggi. Anch’io, che non sono ancora particolarmente antico, ho il ricordo di come si era prima.  A quei tempi la vita di fede della gente si sviluppava essenzialmente nella parrocchia. Si era prima parrocchiani e poi qualcos’altro. Io, ad esempio, ho fatto lo scout nella parrocchia degli Angeli Custodi, a piazza Sempione, dopo aver fatto il catechismo per la Prima Comunione e la Cresima (che all’epoca si facevano nello stesso anno, all’età della quarta elementare) a San Clemente Papa. In un certo senso “appartenevo” a due parrocchie, ma avevo la sensazione di vivere un’unica esperienza ecclesiale, che si articolava anche nello scoutismo. L’Azione Cattolica non era considerata qualcosa di diverso dalla parrocchia, che si  affiancasse ad essa o vi vivesse dentro come un’aggregazione separata che chiedesse strada e cittadinanza, con proprie idee sul mondo e via dicendo. Era (ed è ancora) pronta ad accogliere veramente tutti quelli che vivevano la fede nella parrocchia: bambini, giovani, adulti, anziani, studenti, lavoratori, le varie categorie professionali. Ad esempio c’erano gli universitari della FUCI, il Laureati Cattolici, i Maestri Cattolici, i Giuristi Cattolici, i Medici Cattolici, ma anche il Movimento Lavoratori, le Donne di Azione Cattolica e  le varie aggregazioni che si dedicavano alla formazione di bambini, adolescenti, giovani adulti. Che cosa accumunava tutte queste esperienze, che convivevano senza particolari problemi? Il desiderio di capire la società in cui i laici vivevano e di contare di più in essa come credenti, partecipando alla sua vita democratica, dopo i problemi che erano derivati dalla drammatica conclusione del processo di formazione dello stato unitario italiano, con la conquista militare del Lazio e la fine dello Stato pontificio e gli anni in cui ai fedeli era stato proibito di partecipare alla vita del Regno d’Italia. L’Azione Cattolica era vista come la proiezione nella società di una vita di fede laicale fortemente radicata nelle parrocchie.
 Chi ha esperienza della vita parrocchiale di oggi sa che la situazione è molto cambiata. E’ una constatazione che faccio, senza voler dare un giudizio di valore su quello che accade. Come credente sono radicato nel passato ma proiettato nel futuro, insoddisfatto del presente. Può darsi poi che la mia esperienza non corrisponda a quella di altri, in altre parti di Roma o d’Italia. Vedo questo, e ho letto osservazioni che mi confermano in quello che dico: le parrocchie si sono un po’ indebolite a scapito delle nuove e vecchie aggregazioni che le abitano e, a volte, quasi le colonizzano, volendo improntare di sé la casa comune. La parrocchia qualche volta è vista come una realtà “confederale” in cui prima si è qualcos’altro e poi parrocchiani, nel quadro di accordi ben precisi di convivenza tra associazioni e movimenti. In questi frangenti l’Azione Cattolica si presenta come un’entità poco caratterizzante ed effettivamente lo è, a confronto con altre unioni. Per chi vive la propria fede essenzialmente nella parrocchia è in fondo un’esperienza associativa “facile”: non è qualcosa di diverso dalla parrocchia. E infatti la cellula di base dell’associazione, che in realtà è una federazione solidale di associazioni su base locale con ampia autonomia, è quella parrocchiale. Se vi si cerca, dal punto di vista religioso, qualcosa di diverso dalla parrocchia, si resta delusi. L’Azione Cattolica assume una sua specifica e più evidente connotazione nel confronto democratico nella e con la società civile. Ripeto: essa è nient’altro che la parrocchia, vale a dire la Chiesa locale, nella proiezione in quello che, nel gergo ecclesiale, viene definito il “temporale”, vale a dire il mondo fuori dell’esperienza religiosa liturgica.
 Vi ritrovate nell’immagine che ho dato dell’Azione Cattolica? Sarò grato a chi vorrà correggerla, precisarla  o integrarla. Raccontateci le vostre esperienze di oggi o del passato. Mandatemi le vostre osservazioni e, se desiderate che siano pubblicate su questo blog, date il consenso alla loro diffusione, precisando se volete firmarle per esteso o solo con le iniziali (questo mi è necessario per rispettare la normativa vigente in materia di riservatezza personale).
 Un caro saluto a tutti i lettori.
 Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli