La fine delle attività prima della sospensione estiva nell’anno 2012
Stasera, alle 20:00, appuntamento davanti alla chiesa parrocchiale, in Largo Val Santerno, per poi proseguire insieme alla volta della pizzeria in via Val Vermiglio, per la cena di chiusura della attività del nostro gruppo di AC, prima della sospensione estiva.
In realtà il nostro impegno proseguirà anche nei mesi prossimi per l’animazione della Messa domenicale delle 9:00, ma riprenderemo le riunioni settimanali “dopo”.
E’ stato bello e interessante ritrovarci insieme, di settimana in settimana, noi con il sacerdote assistente, che ci ha sostenuto e arricchito con la sua predicazione, i suoi moniti e le sue stimolanti riflessioni. Siamo ancora un “piccolo” gruppo, è vero, ma animato da grandi ideali e ispirato a una tradizione di cui tanto l’Italia ha beneficiato e continua a beneficiare. La beatificazione di Giuseppe Toniolo l’ha reso evidente e proclamato a tutti.
Noi non sottovalutiamo l’impegno vissuto in altre forme sociali e attuato con altri metodi, che del resto è complementare al nostro, non alternativo ad esso. Riteniamo però che l’intento di migliorare il rapporto tra la visione religiosa della vita, i generosi principi umanitari diffusi nelle società dell’era presente, in cui siamo come immersi, e gli straordinari traguardi conseguiti dalle scienze e dalle tecniche contemporanee, in modo da porre rimedio, in unione con tutti i bene intenzionati, al male individuale e sociale in ogni forma, palese o subdola, in cui esso si manifesti, sia ancora un modo onorevole e utile di spendersi come credenti, partecipi di una grande comunità che in tante maniere esprime, vive e diffonde buone notizie per tutta l’umanità, secondo quanto storicamente ha ricevuto e creativamente sviluppato. Di fronte ai profeti di sventura (secondo la nota espressione usata da Giovanni 23° nel discorso di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano 2°), seguiamo il consiglio di chi invita a scrutare il cielo per scorgervi i segni di tempi nuovi, fecondi e sereni, in cui, non solo per le nostre azioni ma anche per ausilio dall’alto, misericordia e giustizia, come è scritto, si baceranno e sarà realizzata quella pace tra tutti noi, nessuno escluso, che apparentemente non sembra essere (ancora) di questo mondo.
Se infatti dovessimo soggiacere al mondo così com’è, alla violenza che si manifesta nella natura e nelle società umane, come potremmo essere religiosi? E come potremmo pensare di poter cambiare le cose se non essendo religiosi? Ne discutevo l’altro giorno a cena, parlando con le mie figlie. A volte non ce ne accorgiamo, ma da noi stessi non potremmo certo inventarci e proclamare cose come quelle che vengono fuori dalle letture bibliche che ordinariamente, e a volte un po’ distrattamente, recitiamo nelle nostre liturgie. Sono esse ad aprire il cuore alla speranza. Ci vengono dal lontano passato, ma sono capaci di infiammare il nostro presente. E’ accaduto e ancora accadrà. Siamo in definitiva, in particolare noi dell’AC, e tutti gli altri che condividono la nostra speranza di fede, gente che anela alla nuova città che ci è stata promessa, ad una nuova primavera, in cui, come dice il salmo, anche noi sapremo dare i nostri frutti, come alberi piantati lungo il fiume. Non come eruzione mortifera di vulcano o scuotimenti tellurici assassini, ma come messi generose, al tempo della mietitura, che rallegrano il cuore facendo pregustare la gioia di bei pranzi tutti insieme, allietati dal pane e dal vino del rendimento di grazie.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli.