Dal presidente: a) Incontro di martedì santo 3-4-12 e b) Storie di Azione Cattolica (1)
L’incontro di martedì santo 3 aprile del gruppo AC di San Clemente
Bella riunione, quella di martedì santo. Riunione di emozioni, di meditazione e di coinvolgimento personale sulle immagini e sulla grande musica dedicate alla passione di Gesù. Sullo schermo corrono le immagini in bianco e nero del Vangelo secondo Matteo di Pasolini con le scene del processo, della via crucis, della morte e resurrezione di Gesù, ambientate a Matera e Ginosa. E a schermo buio, privo di immagini, si ascoltano le parole "Voi udrete con le orecchie ma non intenderete e vedrete con gli occhi ma non comprenderete, poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie"; è la profezia di Isaia, richiamata in Matteo 13, letta da Enrico Maria Salerno, che ha il potere di provocarci nel profondo. Bellissima la scena finale della resurrezione, con la colonna sonora del Gloria della Missa Luba congolese.
Dopo il film ascoltiamo tre brani musicali, molto diversi tra loro, ma tutti testimonianza della eco che Gesù ha avuto nella cultura mondiale. Il primo brano, settecentesco, è il Miserere di Saverio Selecchy, colonna sonora della processione del venerdì santo a Chieti, cantato dal coro potente delle voci e accompagnato dal lamento dei violini. Risuonano le note del salmo 50: Miserere mei Deus seundum magnam misericordiam tuam. Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me: Miserere mei Deus. Il secondo brano è il celebre coro iniziale (Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen) della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach. La corale delle voci bianche invoca O agnello di Dio, senza colpa immolato sulla croce, sempre paziente anche quando fosti schernito. Su di te hai preso tutti i peccati, salvandoci dalla perdizione. Abbi pietà di noi o Gesù. E infine una canzone di Francesco Guccini, scritta nel 1965 ma cantata ininterrottamente fino ad oggi, Dio è morto. Le strofe finali di Guccini sono diventate la nostra preghiera finale, recitata in coro: Io penso / che questa mia generazione è preparata / a un mondo nuovo e a una speranza appena nata / ad un futuro che ha già in mano, / a una rivolta senza armi, / perché noi tutti ormai sappiamo / che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge, / in ciò che noi crediamo Dio è risorto, / in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, / nel mondo che faremo Dio è risorto!
Buona Pasqua: Dio è risorto!
Storie di Azione Cattolica (1)
Nelle sue riflessioni del 31 marzo (Buttarsi nella mischia) Mario Ardigò ha evocato l’incipit del capitolo 3 del libro del profeta Gioele: io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
Questa citazione mi ha spinto a ritrovare nella mia biblioteca un libricino dal titolo “Gli anziani faranno sogni – Azione Cattolica - Memoria e profezia”. E’ una storia dell’Ac scritta da mons. Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia ma anche antico assistente centrale dei movimenti lavoratori e rurali di AC. Dieci capitoli (e un’appendice di documenti riservati) ripercorrono rapidamente una storia ultracentenaria senza tacere i momenti più difficili, dal rapporto con il fascismo alla crisi Rossi del 1954. Lo spirito sanguigno dell’autore si manifesta soprattutto nella sua passione per la pastorale d’ambiente rispetto alla tradizionale impostazione della pastorale parrocchiale e nell’analisi dei rapporti interni all’associazione tra movimenti d’ambiente (studenti, universitari, lavoratori, rurali, maestri, laureati) e i tradizionali settori (ragazzi, giovani, adulti). Ai suoi lettori Mons. Casale dedica alcune parole introduttive che riproduciamo. Sognare non è un atteggiamento da perditempo. Chi sogna non evade dalla realtà in cui vive, ma vi sa scorgere i segni di una speranza nuova, al di là degli insuccessi, delle difficoltà, delle apparenti sconfitte. Ciò vale, soprattutto, nella vita della Chiesa. In essa si confrontano le accortezze e le debolezze umane e la forza misteriosa dello Spirito, che sembra talvolta sopita, ma che, in definitiva, irrompe e fa riscoprire e vivere la bellezza del Vangelo. Ad una condizione irrinunciabile. Che tutto il popolo di Dio viva pienamente la sua missione, nel rispetto di ciò che spetta ai fedeli, ai «Christifideles», e ciò che è compito della Gerarchia. Gli squilibri, le unilateralità in una realtà che è fondata e chiamata a vivere nella «comunione» sono pericolosi. Lo è un laicato che si limiti a sterili rivendicazioni. Lo è un’autorità che diventi paternalista, tema l’iniziativa dei laici, controlli con sospetto il loro impegno nella vita sociale. Dopo la fervida «stagione conciliare» paure e incertezze hanno favorito un ripiegamento dentro le sicure barriere della «disciplina ecclesiastica», con il pratico ritorno dei laici al rango di esecutori di direttive clericali. Molto lavoro viene svolto, oggi, a livello nazionale e locale. Ma, è bene ripeterlo, è quasi sempre opera dei vescovi, del clero, di uffici di Curia, di addetti ai lavori. Manca la collaborazione della gente che vive i problemi quotidiani, nella fatica del lavoro, nel confronto con gli interrogativi della scienza e della tecnica, nello sforzo di comporre le esigenze etiche con la prevalente mentalità consumistica. E’ questo il compito delle organizzazioni di apostolato dei laici. Esse debbono farsi eco delle attese di un’umanità che sta vivendo un momento di profondi cambiamenti e vuole essere accompagnata nel difficile compito di vivere il Vangelo nelle quotidiane situazioni di vita. Per questo scopo non bastano i grandi spettacoli religiosi di masse osannanti. Ci vuole un assiduo lavoro di formazione che, partendo dalla «revisione di vita» in gruppi che hanno problemi comuni, giunga alla formazione di coscienze cristiane, capaci di affrontare la vita con coerenza e libertà.
(Giuseppe Casale, Gli anziani faranno sogni – Azione Cattolica – Memoria e profezia, Edizioni Borla, Roma, 2004, pagine 152, € 13)