lunedì 26 marzo 2012

Oltre la natura?

Oltre la natura?

“…il grande e misterioso sta in questo: che il Signore non si è contentato del Suo primo disegno, quello della natura, quello che a noi è conoscibile. Ha voluto sovrapporre un’altra serie di rapporti con noi che sono ineffabilmente più profondi, più vivi, non ci sono svelati con la stessa chiarezza e accessibilità da noi, quanto sono le cose nella scena naturale; ma sono ancora più reali e più nostre, queste relazioni che, dicevo, vuole instaurare che non quelle che troviamo stabilite nell’ordine naturale stesso”.

 Da un discorso pronunciato dal card. Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, l’11 aprile 1963 nel Duomo di Milano, durante la Messa “In coena Domini” del Giovedì santo.

Mie riflessioni

 Ad un certo punto della mia vita la natura ha cessato di parlarmi del soprannaturale, di esserne una prova, come dicono i teologi. Quando  è successo? Quando il mio fisico ha cominciato a deludermi. Allora ho cominciato a osservare la violenza che regola la vita degli altri viventi, animali, piante e tutti i microrganismi. La morte su larga scala che è condizione necessaria per la continuazione della vita sul nostro pianeta, non solo frutto del nostro male morale. Ho cominciato a ragionare sulla precarietà dell’ambiente in cui ci è dato vivere, con i suoi sconvolgimenti spesso imprevedibili e difficilmente fronteggiabili, e dello stesso cosmo (stelle che esplodono, galassie che si scontrano). Tutto questo mangiarsi a vicenda che sarebbe poi il senso delle catene alimentari. Mi è diventato un po’ più difficile vedere in tutto ciò, nella realtà come la sperimento, quel “disegno intelligente” soprannaturale di cui spesso si parla trattando dell’universo e, in particolare, della biologia.
  Ma sono diventato più sensibile a quegli altri rapporti, a quelle altre relazioni a cui faceva riferimento il Montini nel brano che ho sopra trascritto. E’ vero, non se ne può avere una visione chiara e accessibile come quella della natura intorno a noi. Eppure per me indubbiamente esistono. Parlando con le mie figlie, dico spesso che in certe cose occorre una visione soprannaturale. Entrando nell’età anziana mi pare di esserne più capace. Giro per il nostro quartiere, che certo non può essere considerato un modello di bellezza urbanistica, e scopro di essergli affezionato. Anch’esso ha ora per me una costituzione soprannaturale, come quella che intravedo in molti miei simili. Vi vedo più di quello che appare e si sperimenta.  Forse per l’aura che gli deriva dai miei ricordi del passato, del tempo che vi ho vissuto fin da piccolo, con persone chi mi volevano bene, alcune delle quali non sono più. Da ragazzo non lo consideravo più di un agglomerato di cose, invaso da estranei. Ora mi piacerebbe farne qualcosa di diverso. E’ anche per questo che sono entrato nell’Azione Cattolica della nostra parrocchia.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli.